Torino, Asti, Roma: una Monumentale Dimenticanza

Se poche sono le vie e le piazze che conservano attraverso il loro nome la memoria femminile, le statue dedicate a donne celebri sono quasi inesistenti.  Ne è del tutto priva Torino, per esempio, nonostante sia una città molto ricca di monumenti; notevoli quelli equestri, come il celebre Caval d’ Brons, la statua di Emanuele Filiberto in Piazza San Carlo, che è diventato uno dei simboli della città. Eppure non vi si trova una sola statua che rappresenti una donna reale, solo figure mitologiche e allegoriche.

Una dimenticanza enorme, una “Monumentale Dimenticanza”, come sottolinea in modo felicemente ironico il titolo dell’evento organizzato in Piazza Carlina a Torino la mattina del 7 marzo dal Centro Studi del Pensiero femminile, in collaborazione con Toponomastica Femminile.

Ai piedi della statua di Cavour, posta nel centro della piazza, quattro “statue virtuali”, rappresentate da quattro attrici della compagnia teatrale Artemuda poste su altrettanti basamenti, si sono animate, raccontando alle persone presenti la propria storia: quella di Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, e di Rose Montmasson, donne che hanno operato in modo significativo nel Risorgimento, accanto a quelle di Rita Montagnana e di Teresa Noce, che nella prima metà del secolo scorso si sono spese per costruire l’Italia di oggi. In cerca delle loro tracce, un turista, anche lui impersonato da un attore, conduceva le persone presenti verso le statue parlanti: un intermezzo divertente e simpatico, che fungeva anche da collegamento tra i quattro monologhi.

Il pubblico, costituito in gran parte dai ragazzi e dalle ragazze delle scuole coinvolte, ha apprezzato e seguito con interesse e attenzione la performance che il 9 marzo è stata ripetuta ad Asti e in giugno farà tappa a Roma, al Gianicolo, dove si trova uno dei rarissimi monumenti femminili, la grande statua equestre che rappresenta Anita Garibaldi.

Questa articolata iniziativa costituisce l’esordio pubblico del progetto SAFE, (www.fundsafe.org ) la prima agenzia di fundraising per l’educazione contro la violenza di genere ideata dal Centro Studi Pensiero Femminile. L’idea è quella di creare un ponte tra le associazioni che agiscono per educare le nuove generazioni al rispetto della donna e «le aziende che credono nella possibilità e nell’importanza di fare cultura».

L’azione di “Safe” si rivolge al campo educativo, per superare una cultura che svilisce le donne, che le fa cadere nell’oblio, legando il femminile a un disvalore, «anticamera della violenza», come ha puntualizzato la sociologa Stefania Doglioli, referente del progetto, intervistata da Chiara Sandrucci del Corriere della Sera.

Inevitabile l’incontro tra  Safe e Toponomastica Femminile, che da anni lavora nella stessa direzione partendo dagli stessi presupposti. Il messaggio di entrambi i progetti è rivolto ai giovani e alle giovani, ai bambini e alle bambine cui toccherà domani costruire il futuro di questo paese. A loro vanno segnalate certe “dimenticanze” il cui permanere rivela una situazione sociale arretrata, a loro va additata una via di modernità e di progresso.

 

Articolo di Loretta Junk

qvFhs-fCGià docente di lettere nei licei, fa parte del “Comitato dei lettori” del Premio letterario Italo Calvino ed è referente di Toponomastica femminile per il Piemonte. Nel 2014 ha organizzato il III Convegno di Toponomastica femminile. curandone gli atti. Ha collaborato alla stesura di Le Mille. I primati delle donne e scritto per diverse testate (L’Indice dei libri del mese, Noi Donne, Dol’s ecc.).

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