Pillole di storia. La Prima guerra mondiale. La Russia e gli USA

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L’uscita di scena della Russia e l’entrata degli USA

È cominciata la più sanguinosa delle guerre che il mondo abbia mai visto fino a questo momento.

Il Kaiser (Imperatore) tedesco Guglielmo II aveva promesso ai soldati una «guerra lampo»: prevedeva un conflitto molto rapido e risolutivo con una schiacciante vittoria in breve tempo. Ha una mentalità ottocentesca e non ha la minima idea di come si siano evolute le tecnologie e di come funzioni la guerra moderna.

La caratteristica della Grande Guerra è data invece dalle trincee, lunghe buche scavate nel terreno e collegate da gallerie in cui i soldati si rifugiano, a poche centinaia di metri dalla trincea nemica: in una trincea essere colpiti da un proiettile è raro. La vita in trincea è monotona e disumanizzante: nessuno dei due eserciti è in grado di apportare all’altro danni significativi, per mesi non succede nulla, salvo sporadici assalti in cui i soldati sono costretti a uscire allo scoperto ed esporsi alle mitragliatrici nemiche rischiando la vita per conquistare la trincea opposta, azioni pericolosissime e completamente inutili sul piano strategico. A questo bisogna aggiungere la fame, il freddo e le malattie: la combinazione di questi tre fattori causa più morti delle armi da fuoco.

La guerra di trincea smentisce le promesse di rapidità del conflitto e la situazione si incaglia per mesi e mesi. In tutto il 1916 non succede assolutamente nulla di rilevante dal punto di vista militare.

Il 1917 è invece un anno decisivo per le sorti del conflitto. La Russia, Paese ancora quasi feudale, è gravemente in crisi: gli sforzi bellici stanno distruggendo gravemente la sua già fragile economia. A febbraio del 1917 scoppiano delle rivolte che portano alla caduta dello Zar (imperatore) e alla creazione di un governo di transizione. Ad aprile dello stesso anno, Lenin, leader dell’ala maggioritaria e massimalista del Partito Socialdemocratico Russo, rifugiato in Svizzera fino alla caduta dello Zar, viene messo su un treno e fatto tornare in Russia con l’aiuto dei servizi segreti tedeschi. In Russia scoppia la Rivoluzione. Il primo dei punti programmatici di Lenin è l’uscita immediata dalla guerra. Con lo slogan leninista «voltate le baionette» (per indicare che il nemico non è il povero soldato straniero ma il padrone che ha voluto la guerra), già mesi prima soldati russi e tedeschi avevano fraternizzato sul fronte orientale invece di spararsi, sollevando l’ira degli ufficiali; con l’appoggio popolare e dei soldati, la Russia dichiara conclusa la propria esperienza bellica. È proprio con la speranza di dover combattere su un fronte in meno che la Germania aveva favorito il ritorno di Lenin in Russia, prevedendo il terremoto politico interno che ne sarebbe derivato.

La Germania è lo Stato europeo più forte sul piano militare. Nonostante stia combattendo su tutti i lati, niente sembra indebolirla. A questo punto la Gran Bretagna inaugura una nuova strategia: il blocco navale. A Ovest e a Sud c’è la guerra in corso, a Est la guerra è cessata ma tutto è distrutto: l’unica direzione possibile per fare rifornimenti di viveri è il Nord, nel Mar Baltico e nel Mare del Nord. Ma il blocco navale inglese chiude anche quella strada: non potendo sconfiggere militarmente la Germania, si cerca di prenderla per fame. Per ragioni storiche e per posizione geografica, il governo inglese gioca un ruolo ambivalente rispetto alla guerra europea: sta con un piede sull’Europa e uno fuori e mantiene forti contatti diplomatici e commerciali con gli Stati Uniti, che forniscono finanziamenti e navi alla guerra europea senza prendervi parte direttamente.

La Germania risponde al blocco navale inglese con una imponente operazione di guerra sottomarina affondando tutte le navi del Mar Baltico. Ma per sbaglio affonda anche una nave statunitense che trasporta civili, il transatlantico Lusitania, estraneo alle operazioni di guerra. In risposta a questo fatto, nel 1917 gli Stati Uniti dichiarano guerra alla Germania.

Viene da chiedersi cosa ci faccia una nave civile in mezzo a una battaglia navale combattuta a suon di siluri: non ci sono elementi che autorizzino illazioni o affermazioni azzardate, ma sta di fatto che la Germania non ha nessun interesse nell’attaccare un transatlantico civile statunitense mentre gli USA hanno tutti gli interessi nel partecipare ai futuri trattati di pace europei.

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Articolo di  Andrea Zennaro

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Andrea Zennaro, laureato in Filosofia politica e appassionato di Storia, è attualmente fotografo e artista di strada. Scrive per passione e pubblica con frequenza su testate giornalistiche online legate al mondo femminista e anticapitalista.

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