TUTTI PAZZI PER IL CICLOTURISMO!

È scoppiata la cicloturismo-mania… o così almeno sembra.
Dal nostro osservatorio di FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta non è una novità: ci occupiamo di promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, per il tempo libero e il cicloturismo da oltre 30 anni e da più o meno una decina di anni assistiamo ad un crescente e diffuso interesse al tema “bicicletta” in generale. Non siamo ancora l’Olanda, ma sempre più di frequente le persone scoprono che muoversi in bicicletta è il sistema più efficiente per spostarsi in città. Quando poi ci si abitua a usare la bicicletta quotidianamente diventa quasi naturale provare ad usarla anche per le vacanze. Si comincia caricandola in auto per utilizzarla nei luoghi di vacanza, oppure la si noleggia in albergo perché – a esempio – raggiungere la spiaggia in bici è molto, ma molto più pratico e si finisce per lasciare l’auto a casa e partire con la propria bici attrezzata di tutto punto verso nuove mete che puoi scoprire solo attraverso un viaggio lento, come quello che ti permette la bicicletta. La novità vera è che se ne sta accorgendo anche il mondo economico e, finalmente, forse anche la politica capirà in modo più deciso e convinto che il segmento del cicloturismo è un elemento di sviluppo economico dalle grandi potenzialità per il nostro Paese. I numeri che stanno dietro questo settore sono esplosi e si parla di un aumento di oltre il 40% negli ultimi 5 anni (1° rapporto Isnart-Legambiente Cicloturismo e cicloturisti in Italia).
E quando si “attrezza” la città per accogliere il turista in bicicletta, automaticamente quegli interventi infrastrutturali saranno di grande utilità anche per la mobilità quotidiana di chi vive in quel posto, attivando così un circuito virtuoso che porterà non solo nuova economia turistica ma anche tutti i vantaggi legati ad un modello di mobilità realmente sostenibile come è quello in bicicletta: da una migliore qualità dell’aria e degli spazi pubblici ad un livello di salute e benessere maggiore per le persone. Queste motivazioni da sole fanno comprendere perché puntare sul cicloturismo è un ottimo investimento, ma andiamo oltre.
Intanto cominciamo col dire che il turismo rappresenta per l’Italia il segmento economico che andrebbe fortemente potenziato, sostenuto e sviluppato con politiche adeguate che si fa fatica a vedere da anni. Purtroppo, riecheggiano ancora frasi di qualcuno che diceva che con “la cultura non si mangia” e questa visione miope della cultura come un elemento di poco conto di cui occuparsi impoverisce il tessuto sociale e la collettività tutta. Siamo il Paese al mondo con un patrimonio artistico senza eguali, bellezze naturali ed emergenze architettoniche che pochi al mondo possono vantare e che spesso noi stessi conosciamo appena. Ma anche il turismo, se non governato, può diventare un problema: le nostre mete più famose al mondo, Venezia, Firenze, Roma solo per citarne alcune, stanno cambiando volto nei loro centri storici e nel tessuto sociale a causa dell’abbandono dei “cittadini locali” in favore di servizi di accoglienza per i turisti. Ma intorno alle mete più famose esiste un territorio che spesso non si conosce perché lo attraversiamo velocemente per arrivare all’obiettivo del nostro viaggio: in poche ore passiamo da Milano a Roma con un treno veloce o con un’auto con cui ci fermiamo in qualche autogrill dove trovi anche qualche prodotto tipico della zona in bella mostra come al supermercato di casa. Ecco, è quel territorio vasto e ricco d’Italia che il turismo lento aiuta a riscoprire ed apprezzare, portando linfa vitale a zone spopolate che riprendono vitalità grazie ad un nuovo modo di fare vacanza.
La vacanza in bicicletta comincia nel momento in cui si esce di casa e si percorrono strade che poco si conoscono (voi stessi poco conoscete): stradine di campagna che inanellano una serie di cascine, borghi, paesi dove quando ti fermi per un caffè parli con le persone che lì vivono e ti guardano con curiosità. La lentezza del viaggio in bicicletta ti permette di assaporare il paesaggio di cui ti senti parte viva; assorbi gli odori pungenti dei campi concimati e riesci a cogliere la bellezza delle fioriture della primavera o lo stupore di stormi di uccelli che s’involano al tuo passaggio. Il viaggio in bicicletta ti fa fare quella fatica che ti rende consapevole del tuo corpo e delle straordinarie possibilità che non pensavi di avere: 70 km in bicicletta?!? Non ce la farò mai….e poi scopri che è più facile di quanto pensassi ed è una gratificazione che ci fa stare bene e ci aiuta ad affrontare nuove esperienze magari più impegnative. E quando arrivi alla meta che ti sei prefissato scopri piccoli gioielli architettonici che mai avresti immaginato perché in Italia non esistono solo la Cappella Sistina o il Canal Grande! Il cicloturismo ti immerge nei territori e in ogni piccola parte di questi territori si lascia un pezzo di economia: il cicloturista vive di prodotti tipici, quelli veri, quelli che comperi nel negozietto di frutta e verdura locale, quelli che gusti nella trattoria che non ha il menu ma il proprietario che ti dice cosa hanno preparato quel giorno. Poi ti fermi nell’unico b&b della zona che conosce il valore dell’accoglienza che non è darti le chiavi della camera ma metterti a disposizione la sua casa e magari anche la sua tavola. Questo è il turismo sostenibile, quello fatto nel rispetto dei territori che non vengono invasi da milioni di auto che lasciano una scia di fumi di tubi di scappamento alla ricerca di un parcheggio.
Ma anche il cicloturismo, le cui potenzialità sono confermate dai numeri di questi anni, ha bisogno di politiche adeguate che permettano alle persone di affrontare questo tipo di vacanza in sicurezza e semplicità.
La rete di strade secondarie è una grande risorsa ma dove queste non ci sono è necessario prevedere percorsi ciclabili adeguati e sicuri con segnaletica chiara che ti sappia indicare esattamente dove andare e quanti chilometri devi fare (oggi si trova spesso segnaletica che indica “pista ciclabile” ma per andare dove?). Occorrono servizi perché il turista in bicicletta non può rischiare di terminare la propria vacanza solo perché non ha trovato un parcheggio sicuro per il proprio mezzo mentre andava a mangiare qualcosa; occorre accoglienza diffusa, perché il cicloturista fa 50/100 km al giorno e fare anche solo altri 10 km per raggiungere un albergo può essere un problema. Serve un efficiente trasporto pubblico che permetta di portare la bicicletta nei tratti più difficili, o solo semplicemente perché si è stanchi: lo sviluppo del cicloturismo va di pari passo con lo sviluppo del trasporto che, oltre a dare risposte al turista, diventa anche un servizio ad uso dei cittadini locali. Serve infine una politica per adeguare le città affinché possano accogliere questo tipo di turista: non basta investire risorse su percorsi ciclabili se poi non posso entrare a Roma dove ho scelto di soggiornare! Insomma, il cicloturismo impazza anche in Italia e ha ancora molti margini di crescita: alla politica dare le risposte che servono, al mondo dell’impresa investire e a cittadini e cittadine affrontare serenamente il cambiamento verso un nuovo stile di vita e di mobilità più rispettoso dell’ambiente e delle risorse naturali e anche dei rapporti umani.

FOTO interna articolo cicloturismo.jpg

Fiab – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – è una federazione nazionale di oltre 180 associazioni in Italia attraverso le quali promuove l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, per il tempo libero e il turismo (http://www.fiab-onlus.it)
Da qualche settimana ho lasciato la presidenza dopo 3 mandati e 6 anni ma sono ancora attiva nel Consiglio Nazionale e come Vice presidente della Federazione.

Articolo di Giulietta Pagliaccio

foto Pagliaccio 400x400.jpgSono un’attempata signora che persegue l’obiettivo di rendere le nostre città dei posti migliori dove vivere. Da circa 20 anni mi occupo di mobilità ciclistica perché la bicicletta è un mezzo di trasporto efficiente, economico, sostenibile e democratico ed è una delle soluzioni – la più semplice ed immediata – per affrontare i temi dell’invivibilità delle nostre città spesso causata da un abuso dell’auto privata.

 

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