Il bacio

Stando alla rete, non è ben chiaro se la Giornata dell’abbraccio sia il 21 gennaio o il 23 giugno. Sebbene sia una giornata proclamata già trent’anni fa in America, è stata ripresa dall’Australia da qualche anno con un video musicale che ha fatto così tanti like da rilanciare in tutto il mondo l’iniziativa con lo slogan #freehugs e che ora rimbalza in giorni e mesi diversi da un posto all’altro nel mondo. I passanti si lasciano coinvolgere, desiderosi di abbracci, e beneficiano di salutare ossitocina. Il 6 luglio, però, ricorre un’altra giornata: che fa dimagrire, aumenta le difese immunitarie, fa bene al cuore, previene la carie … avete capito, no? È la Giornata del bacio!

Tralasciamo volutamente qui la parte negativa: attraverso il bacio, tra una persona non infetta e un portatore sano di virus di Epstein-Barr che elimina il virus in maniera asintomatica, si può trasmettere la mononucleosi, più conosciuta proprio come “la malattia del bacio”. Ma vediamo il lato positivo: la produzione di endorfine e ossitocina anti-cortisolo, che costituiscono un antistress e un’anti-emicrania naturale, sono solo alcuni benefici del bacio. Nel darlo, poi, si mettono in azione ventinove muscoli facciali (anche trentacinque per alcuni studi) e c’è chi dice che sia più efficace se frequente e ‘intenso’ e in presenza di un sentimento ricambiato.

Sicuramente è chiaro che un bacio dato sulla guancia, seppur asettico e tenero, non scateni tutti i suddetti benefici, mentre se il bacio suddetto è a stampo, sulla bocca, e chi lo dà decide di prolungarsi per qualche secondo in più, lo stesso può diventare poco dopo quello più famoso e più eccitante detto alla francese. Una raccomandazione: per non più di dodici secondi, secondo quanto affermato da uno studio della Virgin Atlantic – forse, chissà? – per avere la possibilità di scoprire tutte le trenta tecniche del bacio presentate nel Kamasutra!

Nato nel 1990 in Inghilterra il World Kiss Day ci permette di sognare ma anche di viaggiare in giro per il mondo alla scoperta del bacio che più ci piace, anche soltanto per salutarsi. In Italia, quando ci s’incontra, due baci sulle due guance, così come si fa in Ungheria e in Spagna, ma qui prima sulla guancia sinistra. In Svizzera e in Francia ricordate che i baci da dare sono tre, così come nelle culture ortodosse, per esempio, di Ucraina, Serbia e Slovenia. In Germania il bacio è uno appena, come a Rio de Janeiro in Brasile, ma non a San Paolo dove sono due. In Sud Africa e in Australia ci si può scambiare anche un bacio veloce sulla bocca … che non può non ricordarci la forma di saluto passata alla storia come “il triplo Brezhnev”: un bacio sulla guancia sinistra, uno sulla guancia destra, e l’ultimo sulle labbra!  Da preferire, a questo punto, sebbene sia per dimostrarsi amore, il bacio naso contro naso Inuit (non chiamiamoli eschimesi!) ma presente anche in Mongolia, Vietnam, Cambogia e Nuova Zelanda.

In India non ci si può dare nessun bacio prima del matrimonio e per questo gli hotel indiani chiedono un certificato di matrimonio per concedere alle coppie di prendere una stanza. In Sudan ci si può rifiutare di baciarsi poiché si crede che la bocca sia la finestra dell’anima e che tramite un bacio la propria anima possa essere rubata. In Kenya alcune tribù considerano il gesto come una pratica impura poiché la bocca è la parte del corpo da utilizzarsi unicamente per mangiare, mentre nei Paesi arabi baciare persone dello stesso sesso pare sia una pratica comune ma non lo è per nulla baciare in pubblico persone del sesso opposto.

A questo proposito mi sembra importante ricordare che sullo sfondo della Prima guerra mondiale il film muto americano del 1927 Wings mostra il primo a dir poco commovente bacio quasi sulle labbra fra due uomini seguito nel 1930 dal bacio tra due donne nel film “Marocco” nel quale Marlene Dietrich, mito e diva dell’epoca, vestita da uomo, per lo spettacolo nel cabaret nel quale canta, bacerà una ragazza.

Insomma, con i baci si possono fare anche le rivoluzioni culturali e sociali se non fosse che anche per questo noi esseri umani siamo capaci di farci la guerra in nome di cosa è naturale e cosa no, misconoscendo che in Natura tutto è possibile: nel “Cyrano” il bacio viene definito “un mezzo di potersi respirare un po’ il cuore e assaporarsi l’anima a fior di labbra” e di cosa ha bisogno il nostro mondo se non di cuore e anima?

Articolo di Virginia Mariani

RdlX96rmDocente di Lettere, unisce all’interesse per la sperimentazione educativo-didattica l’impegno per i temi della pace, della giustizia e dell’ambiente, collaborando con l’associazionismo e le amministrazioni locali. Scrive sul settimanale “Riforma”; è autrice delle considerazioni a latere “Il nostro libero stato d’incoscienza” nel testo Fanino Fanini. Martire della Fede nell’Italia del Cinquecento di Emanuele Casalino.

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