‘O Cor vesuvian

Ho avuto modo di ascoltare ‘O cor vesuvian in occasione del convegno del progetto Unire (Università in Rete), che celebrava anche i dieci anni di Gio (Gender Interuniversity Observatory), alla sala protomoteca del Campidoglio. Sono napoletana, perciò di parte, ma, credetemi, è stata una piacevole sorpresa!
Anna Maria Palladino Caccavale, padre mandolinista, è l’anima del coro, che ha fondato nel 2013, riunendo un gruppo di donne napoletane, che, pur trasferite da decenni a Roma, hanno conservato un legame affettivo con le loro radici. Queste “femmine esagerate”, come amano definirsi, hanno saputo unire l’espressività e la musicalità della lingua napoletana, la potenza delle tammurriate della tradizione canora napoletana all’urgenza di raccontare la violenza e la negazione dei diritti che le donne hanno subito nella storia e continuano a subire. Il nome stesso del gruppo rimanda a una doppia lettura: ’O Cor Vesuvian, guppo canoro, ma anche cuore, passione. La voglia di cantare ha scatenato la loro creatività e hanno cominciato a comporre brani che, al ritmo di tamburi, putipù, nacchere e triccheballacche, parlano di donne violentate, offese, calpestate, ma anche di donne fiere e coraggiose. Ed ecco venir fuori le storie di Eva (quella del Paradiso terrestre), Antigone, Ipazia, Gertrude, Eleonora Pimentel Fonseca, Margherita Hack, e di tutte le donne, Befane come le chiamano loro, che a testa alta vivono difendendo la propria dignità.
Così Anna Maria, che ha assunto la direzione musicale del gruppo, suona la fisarmonica e dà la sua voce, Serena, splendida voce e chitarrista, Maria Pia, Antonella, Ausilia, Adriana, Maria, Luisa, Elisa, Gabriella, Fernanda, Cecilia, hanno cominciato dal 2013 a esibirsi in biblioteche, teatri, convegni, a Castel Sant’Angelo, alla Casa internazionale delle donne di Roma, nel chiostro del Bramante. Da poco è uscito anche il loro primo cd “It’s a Girl … femmenesagerate” corredato da traduzioni dei testi in italiano e inglese, nel quale sono raccolti quattordici brani. La tammurriata iniziale “It’s a girls: tammurriata d’a nennella” è un’aperta denuncia della violenza di genere, del femminicidio, di bambine mai nate, di diritti negati; seguono poi ritratti di donne famose e non, raccontate con passione e ironia; i brani finali tirano in ballo una donna molto autorevole, la Madre di Dio, augurandosi che al Signore possa nascere una sorella.
La forza comunicativa di questo gruppo sta nella loro teatralità, nel loro linguaggio focoso che si fa ora mordace, ora ironico e canzonatorio, nella loro musica che mescola ritmi napoletani tradizionali a sonorità blues e rap, non ultimo nella simpatia con cui si propongono.
E per chi non le conoscesse di seguito dei link da cui è possibile ascoltare alcuni loro brani:It’s a girls: tammurriata d’a nennella

Margarita

Antigone di Tebe

‘A maronna d’e maruzze
https://www.youtube.com/watch?v=ItuAxhrnO3U

 

Articolo di Livia Capasso

foto livia

Laureata in Lettere moderne a indirizzo storico-artistico, ha insegnato Storia dell’arte nei licei fino al pensionamento. Accostatasi a tematiche femministe, è tra le fondatrici dell’associazione Toponomastica femminile.

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