E se Bacewicz fosse un uomo?

La domanda che apre l’articolo riprende un titolo apparso sulla stampa regionale polacca e si riferisce a un progetto realizzato per spiegare alla cittadinanza residente nell’area di Jelenia Góra chi fossero i/le titolari delle strade della loro città. Il progetto, che prevedeva l’installazione delle insegne con la loro descrizione, è nato a seguito dei frequenti errori fatti da chi vive nel quartiere nel coniugare il nome della strada intitolata alla compositrice Grażyna Bacewicz (1909-1969). Si sentiva spesso parlare o si leggeva sugli scontrini e negli annunci dei quotidiani della “strada del Bacewicz”.
L’utilizzo del maschile rivela quanto poco siano conosciute le opere delle artiste polacche, poco coltivata la loro memoria e quanto rara sia la loro visibilità nello spazio urbano.
I successi di Grażyna Bacewicz, musicista per eccellenza, non sono molto diffusi nel suo paese natale e la sua scarsa presenza nello spazio urbano ne è la prova. In tutto il territorio polacco ci sono solo venti strade e una piazza con parco giochi intitolate a lei – di cui solo tre in grandi città come Varsavia, Lodz, Danzica – e nove scuole di musica che portano il suo nome.

Bust of Grażyna Bacewicz in Celebrity Alley in Kielce (Poland
Kielce. Il busto di Grażyna Bacewicz. Foto di Staszek Szybki Jest

Tre concorsi e un festival musicale sono dedicati a lei, ma in tutta la Polonia esistono un solo monumento e un solo busto che la commemorano, oltre a due lastre poste nei luoghi in cui ha alloggiato. A Łódz dove è nata e in cui ha vissuto fino all’età di 19 anni, non vi è alcun monumento né placca a sancire il suo stretto rapporto con la città:  a portare il suo nome sono solo una strada periferica e l’Accademia della Musica, di cui condivide l’intitolazione con il fratello, anch’egli musicista (Accademia della Musica di Grażyna e di Kiejstut dei Bacewicz).

La strada di Łódz
La strada di Łódz

Il 2019, centenario della nascita dell’artista, è stato ufficialmente dichiarato l’anno di Grażyna Bacewicz, ma a parte alcuni concerti e l’emissione di un francobollo commemorativo, non c’ѐ stata alcuna risonanza mediatica.
Questo certamente ѐ un fenomeno che ha radici più complesse.
Per secoli le donne hanno avuto difficoltà a esprimersi attraverso la musica. Come in altri campi, gli stereotipi hanno svolto un ruolo chiave nel determinare il posto delle donne in quest’arte. I critici musicali hanno sempre trascurato il genere femminile, specialmente per la composizione, confinandolo in una posizione di inferiorità.
Si pensava che le musiciste fossero in grado di comporre solo canzoncine sentimentali o temi semplici. Il determinismo biologico, che ha sempre attribuito agli uomini la genialità e il potere, ha fornito alla critica tutti gli strumenti necessari a denigrare e sminuire il valore delle loro opere. Del resto le compositrici avevano la possibilità di essere accettate esclusivamente creando opere aderenti a canoni semplici e convenzionali. Di conseguenza erano spesso criticate per la loro supposta mancanza di originalità, talento e immaginazione musicale.
Le donne erano considerate prive di forza interiore e di creatività, incapaci di controllare ed esprimere le proprie emozioni e si riteneva che fossero guidate solo dall’intuizione e dal loro carattere “naturalmente” passivo. Relegate al ruolo di muse, erano utili soltanto a ispirare gli artisti di sesso maschile.
In epoca moderna le donne si sono dedicate soprattutto alla scrittura di musica da camera poiché le orchestre, prevalentemente maschili sino ad anni recenti, si rifiutavano di eseguire le loro composizioni. Il più grande complimento ricevuto da Grażyna Bacewicz ѐ stato quello di aver scritto musica “come fosse un uomo”.
Nel 1920 Sir Thomas Beecham, un influente direttore d’orchestra e compositore ha affermato:
«Non ci sono donne compositrici, non ci sono state e non ci saranno mai».
Analizzando il numero di concerti di musica classica che si sono tenuti negli ultimi anni nel mondo ci accorgiamo che le compositrici non compaiono quasi mai: nel 95% dei casi, infatti, si è suonata musica composta da uomini.
Tra il 2018 e il 2019 solo 76 concerti di musica classica su 1445 hanno incluso poco più di una composizione femminile. Su 3.524 lavori ben 3.442 (94,7%) sono stati composti da uomini e solo 82 (2,3%) da donne. È il settore più misogino che esista.

Varsavia. Pplacca in memoria di Grażyna Bacewicz in via Koszykowa 35 a Varsavia
Varsavia. Placca in memoria di Grażyna Bacewicz
(Wikimedia Commons – Boston 9)

L’ambiente musicale in cui ha vissuto Grażyna Bacewicz (1909-1969) non si discosta molto da questa descrizione.
Bacewicz, che ha dedicato gran parte della propria vita alla composizione, ha anche ottenuto grandi riconoscimenti internazionali come violinista. Quando ha iniziato la sua carriera, le donne non erano del tutto indipendenti e pare che nel 1950 a Bruxelles
, lei non potesse incassare il suo assegno in banca senza la firma di un tutore maschio. Le compositrici in Polonia erano praticamente assenti prima della sua comparsa. Nel XIX le uniche figure femminili in ambito musicale erano Tekla Bądarzewska, autrice di Preghiera della Vergine e Maria Szymanowska, anche lei pianista, le quali si muovevano nell’ambito della cosiddetta musica da salotto. La musicista/compositrice era considerata “bizzarra” non solo in Polonia ma anche in altri Stati. Pertanto, quando Grażyna Bacewicz iniziò a raggiungere il successo mondiale come compositrice, la maggior parte del pubblico maschile si aspettava che l’autore di quella musica fosse un uomo. L’artista ricevette molte lettere che iniziavano con «Caro signor Bacewicz» o con «Cher Monsieur Grażyna Bacewicz». Un critico musicale, asserì che nessuna donna sarebbe mai stata in grado di comporre una musica di un livello così alto, e scrisse: «è ovvio che all’ombra di Grażyna Bacewicz c’è un uomo che scrive tutte le composizioni per lei» .
Del resto, nelle sue partiture compaiono spesso i termini «energico» e «deciso», sebbene sia possibile trovare anche frammenti moderati e cantabili. La sua musica risulta essere molto dinamica ma allo stesso tempo costruita con oculata precisione.
La natura energica e puramente astratta delle sue opere ha fatto sì che la sua musica venisse spesso denominata «musica maschile». Secondo la stampa americana, nelle opere di Bacewicz «non c’era praticamente nulla di femminile» e secondo Witold Lutosławski: «La costante distinzione tra autori maschili e femminili è stata per Grażyna una faccenda molto fastidiosa».
Il noto direttore d’orchestra polacco Grzegorz Fitelberg, in una delle sue lettere indirizzate a Grażyna Bacewicz scrisse: «mi inchino davanti a te, grande Maestro con la gonna».
Bacewicz ѐ considerata una rappresentante della tendenza neoclassica in grado di fondere la forma classica della sonata e l’orchestrazione barocca. A lei va il merito di aver riportato in vita vecchie danze e melodie polacche, dando loro una nuova dimensione.
Grażyna Bacewicz è probabilmente la prima donna nel mondo della musica a rompere con un modello che tratta la creatività “femminile” con una sorta di indulgenza, distanza o come una “manifestazione di genere”. Nella seconda metà del Novecento iniziarono ad affacciarsi alcune donne in ambito musicale che probabilmente grazie a Bacewicz ebbero la fortuna di essere apprezzate per la prima volta come compositrici.
Con i suoi successi, il genere femminile non solo inizia a essere stimato per le sue capacità musicali ma si avvia a ottenere molti riconoscimenti e premi.
Il talento artistico di Bacewicz non è limitato alla musica: ha dato vita anche a romanzi e racconti.  Ma questa è un’altra storia.

La sua tomba. Powazki Cimitero militare
Powazki, Cimitero militare

 

 

Articolo di Aleksandra Makowska-Ferenc

82605861_319952915683132_3363020625754783776_n

Dottoranda all’Università di Łódź in Polonia, responsabile dei programmi scientifico-culturali all’Accademia Polacca delle Scienze di Roma. La sua ricerca di dottorato descrive la lingua come strumento di discriminazione delle donne, analizzando i casi di femminicidio in Italia.

Un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...