Disparità nello stesso genere: il caso di Petronilla de Meath e Alice Kyteler

Una vita breve, per lo più sconosciuta e con un tragico epilogo: così si può riassumere la storia di Petronilla de Meath. Una giovane donna di cui non si conosce praticamente nulla, né la data di nascita, né chi fossero i suoi familiari e che, secondo le scarse fonti che la menzionano, dovrebbe essere nata intorno all’anno 1300 nella zona di Meath, una contea dell’Irlanda.
Probabilmente una ragazza di umili origini come tante, un’orfana, chissà. Il de Meath dopo il nome di battesimo potrebbe indicare la zona di provenienza della ragazza e non il cognome.
Di certo si conoscono solo la data e le circostanze della sua morte, avvenuta sul rogo il 3 novembre 1324 a Kilkenny, Irlanda. Una delle primissime vittime della follia inquisitrice in Europa, forse seconda solo al caso di Tolosa, nel 1275, quando fu mandata al rogo Angela de la Barthe con l’accusa di stregoneria.

1. Petronilla de Meath sul rogo

Purtroppo questa è una storia piena di condizionali poiché le fonti documentali di quei tempi normalmente si riferivano ai personaggi di rango più elevato: nobili, cavalieri, ecclesiastici, ricchi mercanti.
La maggioranza della popolazione, quasi sempre analfabeta, passò su questa Terra senza lasciare traccia di sé, tranne nel caso di reati a seguito dei quali i loro nomi venivano registrati negli atti processuali.
La prima volta che si incontra il nome di Petronilla fu quando venne assunta come serva da una certa Alice Kyteler di Kilkenny, nel Sud-Est del Paese.
Alice nacque il 31 ottobre 1280 nel bel palazzo di famiglia e diventò una bella ragazza, colta, molto ricca, anche se le grosse nubi in agguato nel suo splendido cielo avrebbero ben presto oscurato il suo orizzonte radioso e promettente. L’invidia e la maldicenza dei suoi concittadini le attribuirono sin da giovanissima l’infame reputazione di portatrice di sciagura, di donna maledetta e da lì all’accusa di stregoneria il passo era breve.
Una “strega” che trascinerà con sé nella caduta finale anche la povera Petronilla, con la quale pare si fosse instaurato un legame molto stretto e che per questo pagherà con la vita.
Kyteler era una donna molto ricca si è detto. Il padre era un mercante di prodotti tessili, lana e derivati che commerciava con l’Oriente e la giovane,  oltre a crescere in mezzo agli agi, ebbe modo di ottenere un’istruzione decisamente fuori dal comune considerati i tempi. Ciò le consentì di essere in grado di occuparsi personalmente degli affari di famiglia quando il padre morì nel 1298 lasciando nelle mani di Alice, soprannominata Dame (signora), un ingente patrimonio. Si sposò a 17 anni circa con un potente e ricco banchiere locale molto più vecchio di lei che assai presto morì, lasciandola sola con un figlio e con un patrimonio immenso.
Alice si sposò altre tre volte e, grazie alle attività legate alla gestione di un patrimonio che aumentava considerevolmente ad ogni matrimonio, aveva stretto relazioni con le famiglie più potenti d’Irlanda. Tra le sue frequentazioni pare si dovessero includere pure esponenti dell’Ordine del Tempio con i quali già il padre sarebbe stato in contatto. Molti Cavalieri Templari sbarcati in Irlanda, dopo la messa al bando ufficiale nel 1312, pare che abitualmente si ritrovassero nella Kyteler’s House, l’ostello avviato e gestito da Alice insieme con il suo primo marito. In breve tempo era diventato luogo di ritrovo dell’aristocrazia cittadina e di moltissime donne e uomini considerati dai cattolicissimi irlandesi degli eretici, dei pagani dediti all’Antica Religione come la stessa Alice.

1. KYTELER'S INN
Kyteler’s Inn

Oltre al suo sospetto paganesimo, ciò che fece precipitare gli eventi fu la scia di morti che la povera Alice si era lasciata alle spalle: ancor prima di sposarsi aveva perso praticamente tutti i suoi familiari: mamma, papà ed i fratelli, poi i primi tre mariti, tutti molto più anziani di lei e deceduti, si mormorava, in dubbie circostanze e soprattutto dopo aver fatto testamento in favore della consorte. Le famiglie dei defunti, complici le chiacchiere delle malelingue che l’avevano già etichettata come portatrice di sciagure e donna maledetta, iniziarono ad accusarla di aver procurato le morti dei loro cari attraverso pratiche di stregoneria e/o avvelenamento. Unendo a questo mix di accuse il fatto che Alice fosse considerata alla stregua di un’eretica dalla Chiesa cattolica, si spiega l’indagine a suo carico ordinata dalle più alte sfere ecclesiastiche locali grazie al fatto che nel 1320 papa Giovanni XXII aveva inserito la stregoneria tra le eresie da perseguire con il massimo rigore.
Il quarto e ultimo marito di Alice, John Le Poer, anch’egli anziano e di salute cagionevole, si era convinto che la moglie lo stesse lentamente avvelenando così come supponeva avesse fatto con i precedenti mariti e la denunciò ai locali frati francescani, accusandola di aver abiurato la religione cristiana, di aver stretto un patto con il demonio e di svolgere pratiche di stregoneria con tanto di sacrifici umani, orge e quant’altro nei sotterranei della Kyteler’s House. Le accuse furono riportate al vescovo della diocesi di Ossory, Richard de Ledrede, il quale fu estremamente sollecito a ordinare l’arresto di Kyteler e dei suoi complici, una decina di persone tra le quali Petronilla.
Tra i capi di accusa raccolti, dando ovviamente credito alle testimonianze di vicini di casa e conoscenti, possiamo notare la ormai tristemente nota raccolta di scempiaggini:«stavano negando Cristo e la Chiesa; tagliarono animali vivi e sparsero i pezzi lungo le strade trasversali come offerta a un demonio in cambio del suo aiuto; rubarono le chiavi della Chiesa e vi si radunarono di notte; nel cranio di un ladro mettevano l’intestino e gli organi interni di vermi, unghie tagliate da corpi morti, peli delle natiche e vestiti di ragazzi che morivano prima di essere battezzati […]; Alice aveva usato la sua stregoneria per uccidere alcuni dei suoi mariti e per infatuare gli altri, con il risultato di  aver dato tutti i loro averi a lei e suo figlio».
Ma Alice era una donna molto potente e riuscì grazie al cognato Cancelliere  Roger Outlawe a far incarcerare il vescovo per ben 17 giorni con l’accusa di aver falsificato le prove.
Ben presto però il presidente della Corte di Giustizia, Johm Darcy, confermò la validità delle prove acquisite, diede ordine di scarcerare il vescovo e di arrestare gli imputati segregandoli nelle celle sotterranee del castello di Kilkenny. Dopo qualche tempo, il Cancelliere Outlawe riuscì a far scappare i prigionieri ma purtroppo Petronilla, probabilmente rimasta indietro al gruppo dei fuggitivi, fu ripresa e per lei non ci fu scampo.
Tutte le persone legate a vario titolo ad Alice furono punite in modi diversi, chi con la fustigazione, chi con la carcerazione, ma chi pagò il prezzo più alto fu proprio Petronilla, che divenne il capro espiatorio sul quale si scagliò la furia del vescovo. Sottoposta al processo inquisitorio che si stava perfezionando proprio in quegli anni, fu ripetutamente torturata e costretta a confessare tutto ciò che i garanti della legalità e della cristianità volevano sentirle dire, come ad esempio che «Kyteler permise a un demone di conoscerla carnalmente, che consultò diavoli e fece pozioni, che negò la fede di Cristo e della Chiesa» e ancora che lei e la sua padrona avevano applicato una mistura magica su una trave di legno riuscendo così a volare e riconoscendosi con questa affermazione esplicitamente colpevole di stregoneria. Dopo essere stata frustata a lungo pubblicamente fu mandata al rogo, prima donna a subire la pena di morte per eresia e stregoneria in Irlanda.
Alice invece riuscì a fuggire e a rifugiarsi presso alcuni parenti a Londra dove pare sia vissuta fino a tarda età, senza tornare mai più in Irlanda.
Oltre al pub da lei fondato e che esiste ancora oggi a Kilkenny, al nome di Alice sono stati intitolati un pub a Saragozza e uno a Timisoara in Romania.La povera Petronilla fu ricordata dall’artista statunitense Judy Chicago nella sua creazione intitolata The Dinner Party, una creazione originalissima e di grande effetto costituita da una tavola triangolare apparecchiata

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Judy Chicago, The-Dinner-Party, 1974-79

elegantemente con calici e piatti di porcellana, per un totale di 39 coperti. Ogni postazione è dedicata a donne storicamente importanti che dalla storia però sono state dimenticate. L’opera è esposta dal 2002 presso il Brooklyn Museum of Art.

Per saperne di più
B.P. LEVACK, (a cura di), The witchcraft sourcebook, 2004.
J.D. SEYMOUR, Irish witchcraft and demonology, 1913.
B. WILLIAMS, The Stregoneria trial of Alice Kyteler, in History Ireland vol. 2, n. 4, 1994.
T. WRIGHT, (a cura di), A contemporary narrative of the proceedings against Dame Alice Kyteler prosecuted for sorcery in 1324 by Richard de Ledrede, Bishop of Ossory, 1843.
https://www.historyireland.com/

 

 

Articolo di Marina Antonelli

zjHdr1YM.jpegLaureata in Lettere, appassionata di ricerca storica, satira politica e tematiche di genere ma anche letteratura e questioni linguistiche e sociali, da anni si dedica al volontariato a favore di persone in difficoltà ed è profondamente convinta dell’utilità dell’associarsi per sostenere i propri ideali e cercare, per quanto possibile, di trasformarli in realtà. È autrice del volume Satira politica e Risorgimento. I giornali italiani 1848-1849.

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