Auguri, Stefania, una vita lunga tutto il cinema italiano

Stefania Sandrelli, classe 1946, non è — e non deve essere — solo l’esempio della sensualità femminile dell’Italia degli anni Sessanta. Nata a Viareggio il 5 giugno, eclettica, coraggiosa, è anche una donna che è giusto ricordare come controcorrente, sempre in direzione ostinata e contraria. D’altra parte, come ogni persona nata sotto il segno dei Gemelli, come poteva non esserlo? I genitori di Stefania gestiscono una pensione, ma lei fin da piccolissima sogna di studiare ballo e musica, proprio come il fratello maggiore. Tuttavia, il destino ha in serbo altro per lei: il cinema. Questa passione è talmente viscerale che comincia girando dei filmini in 8mm con il fratello, un modo per iniziare a sperimentare le proprie doti di attrice. A quindici anni vince nella sua città un concorso di bellezza, che le apre le porte del mondo del cinema. Infatti, proprio in quell’occasione un fotografo di passaggio a Viareggio le scatta una foto che finisce sul settimanale Le Ore. Sandrelli viene convocata per un provino da Pietro Germi, nel frattempo, però, la giovane donna partecipa a ben due film: Gioventù di notte di Mario Sequi e Il federale di Luciano Salce.

La trilogia di Germi del 1961

Tra il 1961 e il 1966, il regista genovese Pietro Germi sorprende il mondo del cinema italiano con tre film completamente diversi rispetto ai suoi precedenti lavori. Con Divorzio all’italiana (1961), Sedotta e abbandonata (1964) e Signore & signori (1966) passa dal dramma alla commedia e si focalizza sulla provincia italiana, quella siciliana nei primi due, quella veneta nel terzo. Da Sud a Nord, però, il Bel Paese che Germi dipinge non è poi molto diverso. Storie di corna, bugie, meschinità, vigliaccherie, raggiri, lettere anonime, delitti d’onore, il tutto condito da grandi dosi di ironia e di umorismo nero. La commedia satirica e grottesca diverte da morire, perché pungente e feroce, perché non risparmia niente e nessuno, nemmeno la Legge e le sue incredibili assurdità. Nei primi due, una giovane e preparatissima Stefania Sandrelli fa la differenza. Con Divorzio all’italiana ottiene insieme al cast alcune candidature all’Oscar (tre per la precisione, vincendo la statuetta per la miglior sceneggiatura originale) e il titolo di miglior commedia al Festival di Cannes del 1962. Sedotta e abbandonata, poi, riceve diversi riconoscimenti al Festival di Cannes nel 1964, ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento l’anno successivo.

Da questo momento in poi la carriera dell’attrice toscana decolla: nel 1970 prende parte alla pellicola Il conformista, famoso cult di Bernardo Bertolucci insieme a Jean-Louis Trintignant. Nello stesso anno partecipa a un altro film ormai celebre, Brancaleone alle crociate di Mario Monicelli, accanto all’istrionico Vittorio Gassman. Nel 1974 è la volta del capolavoro di Ettore Scola C’eravamo tanto amati, una storia che ripercorre trenta anni di vita italiana. Sempre in questo periodo lavora all’estero, recitando con attori del calibro di Robert De Niro, Gérard Depardieu e Alida Valli. Nel 1977 è protagonista del suo primo film erotico: Io sono mia.

Stefania Sandrelli agli inizi della sua carriera

Gli anni Ottanta: dalla commedia sexy al cinema d’autore

In quegli anni Stefania partecipa a Eccezzziunale… veramente (1982) di Carlo Vanzina e Vacanze di Natale (1983), ma anche a La chiave (1983) di Tinto Brass. Nel 1985 recita nei cast al femminile di Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci e Speriamo che sia femmina di Monicelli. Ma è con Mignon è partita (1988) che conquista il David di Donatello per la migliore attrice protagonista. Stefania Sandrelli è un’icona fondamentale per il nostro Paese, e non solo per la sua bravura come interprete. È stata una delle prime a non cadere nel meccanismo socioculturale degli anni Sessanta-Settanta, che imponeva alle donne di essere caste e svolgere lavori socialmente inattaccabili. Lei, invece, non solo ha saputo farsi valere come attrice a tutto tondo ma ha dato la dimostrazione che anche l’eros può essere raccontato con intelligenza e passione. Stefania è stata poi una delle prime attrici nostrane a mostrarsi in bikini all’epoca in cui scoppiò la polemica sulle “nudità femminili”, presentandosi più volte senza vergogna con il due pezzi più famoso del mondo.

Premi e riconoscimenti alla carriera

Tantissimi i premi vinti nel corso della sua lunga carriera: otto le nomination ai David di Donatello e quattro le vittorie (dopo il primo per Mignon è partita, arrivanonel 2001 il premio come migliore attrice non protagonista per L’ultimo bacio e di nuovo nel 2002 per Figli – Hijos, mentre nel 2018 ritira il premio David Speciale). Anche ai Nastri d’Argento Sandrelli ha dimostrato la sua camaleontica bravura con quattro nomination e sei premi vinti: migliore attrice non protagonista per La terrazza, 1980, per Mignon è partita, 1989, per La cena, 1999, per L’ultimo bacio, 2001; nel  2006 arriva il Nastro d’argento alla carriera e nel 2010 viene riconosciuta la sua abilità di interprete sensibile nel ruolo della simpaticissima e tenera mamma in La prima cosa bella, confermando il suo sodalizio con l’arte cinematografica italiana. Ma non finisce qui: anche agli European Film Awards del 2001 Stefania Sandrelli ha ricevuto una nomination come miglior attrice in L’ultimo bacio. E ancora: per il Globo d’oro ha vinto come miglior attrice per La famiglia, D’Annunzio, La sposa americana, La prima cosa bella, nel 2006 arriva un altro premio alla carriera. Con il Ciak d’oro nel 1989 è premiata di nuovo per Mignon è partita. Alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2005 ha il grande onore di ricevere il Leone d’oro alla carriera, mentre nel 2012 ottiene il titolo di Chevalier della Repubblica francese.

Stefania Sandrelli e Marcello Mastroianni in Divorzio all’italiana (1961)

L’attrice però si è distinta anche in moltissime serie tv andate in onda negli ultimi vent’anni nel nostro Paese. Alcune delle più importanti sono state: I racconti del maresciallo, regia di Giovanni Soldati (1984), Come stanno bene insieme, regia di Vittorio Sindoni (1989), Come una mamma, di nuovo per la regia di Sindoni (1990), La stella nel parco, regia di Aldo Lado (1991), varie edizioni della fortunata serie con Gigi Proietti Il maresciallo Rocca, regia di Giorgio Capitani e Lodovico Gasparini (1996-2001), il film per la Tv Teo, regia di Cinzia TH Torrini (1997), Caro maestro 2, regia di Rossella Izzo (1997), Il bello delle donne 1, 2 e 3, regia di Maurizio Ponzi (dal 2001 al 2003), Ricomincio da me, regia di Rossella Izzo (2005), Io e mamma, regia di Andrea Barzini (2007), Il generale Dalla Chiesa, regia di Giorgio Capitani (2007), Puccini, regia di Giorgio Capitani (2009), Non è stato mio figlio, regia di Luigi Parisi e Alessio Inturri (2016). Di grande successo è stata la bella serie, iniziata nel 2012 e poi ripresa altre due volte, Una grande famiglia in cui ha interpretato il ruolo della protagonista Eleonora, accanto a Gianni Cavina. Di tanto in tanto è comparsa anche sui palcoscenici teatrali. Gli impegni per il grande schermo sono continuati a più riprese, fino al recentissimo Lei mi parla ancora di Pupi Avati.

Affetti e amori della signora del cinema italiano

Stefania ha sedici anni quando si innamora follemente del cantante Gino Paoli, proprio nell’estate in cui le note di Sapore di sale impazzavano per le radio e sulle spiagge. All’epoca il cantante era sposato e quando i giornali scoprono la relazione, scoppia lo scandalo. È una vicenda molto travagliata, sia perché Paoli la tradisce spesso sia soprattutto per l’enorme dipendenza che lui ha nei confronti di Stefania: quando lei parte per la Sicilia per uno dei suoi film, Paoli si spara al petto, fortunatamente senza morire, solo perché gli mancava la donna amata. Dalla loro unione nasce Amanda, che per un lungo periodo rimane a vivere con il padre perché Stefania si ritrova a correre dietro alle bizze del suo nuovo compagno, Nicky Pende, da cui ha un altro figlio, Vito. La storia però naufraga dopo quattro anni e i due si separano. Dopo aver avuto una breve relazione con Depardieu, dal 1983 fa coppia con Giovanni Soldati, 67 anni, regista e sceneggiatore romano. «Non ci siamo sposati un po’ per mancanza di tempo, un po’ per scaramanzia», ha sempre detto Sandrelli. Oggi, ad anni di distanza, con l’amata figlia, brava attrice, ha del tutto recuperato il rapporto e si gode gli affetti familiari in serenità.

Stefania Sandrelli insieme alla figlia Amanda

La signora del cinema italiano è stata capace di raccontare attraverso i film la storia dell’Italia, dagli anni Sessanta fino ad oggi. Dai cambiamenti sociali alla comicità, fino all’eros: uno spaccato che l’attrice incarna alla perfezione, fedele alla realtà. Nel tempo Stefania ha lottato per il suo posto nel mondo, ha sottoscritto e sostenuto numerose campagne contro la violenza sulle donne, ha sottolineato a più riprese le difficoltà che spesso si affrontano sul posto di lavoro rispetto agli uomini: malpagate, costrette a ruoli subordinati, avvicinate con scopi sessuali dai propri capi o colleghi.

Stefania Sandrelli

Una diva? Lei non ama che la si chiami così, sottolineando che si sente una donna normale che ha vissuto la sua vita come voleva, non senza rimpianti ma sempre con grande passione. Forse lo è, una diva, ma con l’umiltà che contraddistingue le donne di grande intelligenza, che l’ha fatta amare dal pubblico, soprattutto quello femminile (cosa non facile), e che ci porta a ricordarla oggi, giorno del suo compleanno.

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Articolo di Elisa Mariella

Nasce in Puglia nel 1989 dove si laurea in Lettere Moderne. Vive a Roma ormai da 11 anni dove è diventata giornalista professionista. È una grande e appassionata lettrice, adora gli animali (soprattutto il suo gatto e il suo cane), ha lavorato in radio e adora tutto ciò che riguarda la scrittura, le nuove tecnologie, il cinema e la psicologia sociale.

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