Parità di genere e… dintorni

Ma alla IV edizione del concorso didattico Sulle vie della parità nelle Marche, promosso dall’Osservatorio di Genere in collaborazione con Toponomastica femminile, l’ATS 15 di Macerata, il Sistema Museale dell’Università di Camerino, la casa editrice Settenove, USIGRAI, CGIL, CISL, UIL e la COOP 2.0, hanno partecipato solo ragazzi e ragazze delle scuole superiori? La risposta è assolutamente no. Come il concorso nazionale, anche la sua costola regionale si rivolge a bambine e bambini, ragazzi e ragazze delle scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia all’Università e il progetto di cui vi parleremo oggi è il prodotto del lavoro (appassionato ed entusiasmante) degli studenti e delle studentesse delle classi 2^A e 3^A della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Egisto Paladini” di Treia in provincia di Macerata.

Parità di genere e… dintorni: questo il titolo del progetto a cui i ragazzi e le ragazze hanno lavorato da novembre 2020 a febbraio 2021 con la supervisione di Federico Teloni e Maddalena Bartolozzi, docenti della classe, e che, nonostante l’emergenza pandemica e le chiusure dello scorso anno scolastico, sono riusciti a fare in presenza a scuola. Quattro mesi di ricerche, di interviste, di raccolta delle foto attraverso l’archivio fotografico Nazareno Crispiani di Treia hanno portato alla realizzazione di quattro interviste confluite poi, insieme a vari approfondimenti, in un Power Point che ha ottenuto il plauso di tutta la Commissione di valutazione e in particolare di Roberta Balzotti, giornalista del TGR3 e membro dell’USIGRAI. Balzotti ha evidenziato, sia durante la valutazione dei progetti che durante la premiazione, la precisione e il rigore con cui i ragazzi e le ragazze hanno lavorato… precisione e rigore degni di un vero e proprio reportage giornalistico!

Ma non è finita qui. A dimostrazione ulteriore di quanto siano importanti occasioni come quelle offerte dal concorso didattico non solo per i ragazzi e per le ragazze, ogni anno l’Osservatorio di Genere e i suoi partner scoprono realtà virtuose che non fanno rumore, di cui raramente i mezzi di comunicazione si occupano, ma che invece andrebbero valorizzate e raccontate. Non solo, realtà virtuose come l’Istituto Comprensivo “Egisto Paladini” di Treia confutano in modo definitivo le teorie catastrofiste di chi, si pensi ad esempio a Mastrocola e Ricolfi con il loro ultimo volume, vorrebbero la scuola democratica – figlia delle riforme degli anni Sessanta ma anche e soprattutto di pratiche visionarie come quelle di Don Lorenzo Milani, del Movimento di cooperazione educativa di Fano, di Mario Lodi ecc. – come moribonda e causa prioritaria dello stato di sfacelo in cui versa l’istruzione nel nostro paese. Ecco noi, e non siamo le sole per fortuna, riteniamo che questo processo pericoloso di deresponsabilizzazione delle classi dirigenti che si sono susseguite in questi anni, incapaci di attuare riforme sistemiche e strutturali e di ampio respiro rispetto alla scuola, con spinte nostalgiche e classiste di un tempo in cui solo pochi potevano permettersi un’istruzione di qualità, si possa contrastare con esperienze come quella sperimentata da questo piccolo istituto di un piccolo paese di provincia, sicuramente sconosciuto fuori dai confini regionali, ma che in piena pandemia nel 2020, senza mezzi ma con creatività e infinita capacità di problem solving, ha dato vita a una webradio scolastica con l’intento di rendere meno fredda e distante la DaD per i ragazzi e le ragazze. Web Radio Paladini è diventato un vero e proprio strumento didattico, un appuntamento fisso e un’occasione per gli studenti e le studentesse, ma anche per il corpo docente, di approfondire argomenti disciplinari ma anche tematiche di carattere generale in modo divertente e coinvolgente. E così le quattro interviste, che sono servite alla 2^A e alla 3^A per mettere insieme il lavoro presentato al concorso didattico, e che hanno impressionato la Commissione per la capacità di ragionamento e la serietà dimostrata nonostante la giovane età, sono diventate due puntate: la numero 36 del 3 marzo 2021 e la puntata numero 37 dell’8 marzo della Web Radio. Vi invitiamo ad ascoltare il podcast… fa bene all’umore perché di questi tempi fa sperare in un futuro migliore con più diritti per tutte e tutti e meno discriminazioni!

Quali quindi i risultati raggiunti grazie a questo lavoro? Secondo i docenti molti e importanti. In primo luogo grazie alle varie attività i ragazzi e le ragazze hanno potuto riflettere sulla problematica della parità di genere e sulla necessità di sviluppare un pensiero critico fondamentale per superare i ritardi attuali. Attraverso le interviste, poi, hanno potuto confrontarsi con donne “realizzate” e che proprio grazie al lavoro, alla propria professionalità, hanno potuto definire la propria identità. L’invito a utilizzare un linguaggio non sessista, la necessaria opera di decostruzione degli stereotipi messa in campo dai/dalle docenti nel presentare le fasi progettuali hanno fatto inoltre sì che i ragazzi e le ragazze sperimentassero fattivamente l’importanza della parità e il rispetto delle differenze. Perché come ha affermato recentemente Vanessa Roghi, presentando il suo Voi siete il fuoco. Storia e storie delle scuole (Einaudi, 2021), è proprio “nell’incontro tra insegnante e allievi e allieve” che “nasce la scintilla” capace di accendere il fuoco nei bambini e nelle bambine, nei ragazzi e nelle ragazze, negli uomini e nelle donne di domani. L’incendio può innescarsi ovunque: «non c’è bisogno di una cattedra o di una lavagna» ma quell’incontro tra maestri/e e allievi/e è necessario perché è proprio a scuola che si impara a esercitare la critica, attraverso la parola e il ragionamento, il dialogo ma anche attraverso le voci e i pensieri. Possiamo dire che all’Istituto comprensivo “Egisto Paladini” di Treia di scintille ne sono nate parecchie e quell’incontro tra chi insegna e chi apprende, necessario per far accendere il fuoco, è pratica quotidiana.

La cerimonia di premiazione si è tenuta in presenza (altro grande successo di questa edizione marchigiana) il 10 maggio 2021 presso il Polo di Informatica dell’Università degli Studi di Camerino (Mc). A ritirare il Premio per la parità di genere vinto dai ragazzi e dalle ragazze in collegamento da scuola con il professor Teloni, la Dirigente Scolastica Angela Fiorillo e la prof.ssa Maddalena Bartolozzi. Ecco la motivazione del premio: «Il lavoro realizzato dalle classi 2^A e 3^A dell’IC “Paladini” di Treia è riuscito a unire in modo esemplare passato e presente della condizione lavorativa delle donne. Alcune bellissime fotografie ricordano le donne del nostro territorio provinciale impegnate in diversificati attività (filatura, sartoria, lavoro agricolo, le prime infermiere). Poi la realizzazione di 4 intense interviste a donne che operano in diversi campi, ambiti fino a poco tempo fa ritenuti di appannaggio maschile. Queste storie professionali e le sintesi statistiche sulla parità di genere mostrano in modo evidente le difficoltà e le resistenze culturali che, nonostante i passi in avanti, le donne si trovano tuttora ad affrontare in campo lavorativo.

Come ogni anno oltre ai premi messi a disposizione dai partner, i ragazzi e le ragazze sono stati premiati anche con un’opera realizzata ad hoc per il concorso da una delle artiste che collaborano con l’Osservatorio di Genere. All’Istituto Comprensivo “Paladini” di Treia è andata l’opera realizzata da Luisa Gianfelici.

Il progetto è stato poi anche premiato nell’ambito del concorso nazionale Sulle vie della parità con questa valutazione: «Il progetto è meritevole per l’interazione tra testimonianze di vita e quadro storico con la mediazione di un impianto teorico/esplicativo sulla parità di genere. La parità di genere comincia da lontano: è questo il punto di forza sviluppato nel percorso didattico descritto nel prodotto audio multimediale ben costruito. Seguendo una articolata linea consequenziale che partendo dalla riflessione sul significato dell’espressione Pari Opportunità, con accurato inquadramento storico, il progetto, evidenzia nei discenti lo sviluppo di una sensibilità sul tema. L’esplorazione delle cause che generano le disparità e la necessità di superare gli stereotipi come fattore primario che incide sulla costruzione dell’immaginario e sulle spinte personali alla realizzazione, si concretizza nella proposta di attuali modelli femminili alternativi a cui le interviste danno voce. La scelta di Giorgina Morbidelli, una donna che nell’esercizio della sua professione e carica istituzionale, ha significativamente inciso nella comunità locale, è riconosciuta dai/dalle studenti come figura da ricordare in un luogo di formazione per le nuove generazioni: i giardini scolastici. La proposta che conclude il percorso indica l’avvenuto processo formativo e conoscitivo delle classi».

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Articolo di Silvia Casilio

OFNSIrlf

Silvia Casilio ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università di Macerata e attualmente collabora con l’Università di Teramo. È autrice di saggi sull’Italia repubblicana e dal 2009 collabora con l’associazione culturale Osservatorio di genere

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