V per Virginia! Creare spazio dai margini 

Al concorso Sulle vie della parità partecipano non solo le scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia alle secondarie superiori, ma anche gli atenei. Una tesi di laurea dell’Università di Torino, partecipante al concorso, è già stata pubblicata nella sezione Tesi vaganti, e ora presentiamo questo interessantissimo progetto dell’Università di Bari “Aldo Moro”, in particolare del Dipartimento di Lettere, Lingue e Arti-Italianistica e Culture Comparate del Corso di Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Moderne. Il lavoro V per Virginia! Creare spazio dai margini. Perché il pensiero di Virginia Woolf sulle questioni di genere è ancora attuale, risultato premiato al concorso, è un saggio di scrittura e fotografia, realizzato da un gruppo di studenti del corso di laurea: Camilla Checchia, Federica de Pascale, Sara Fischetti, Serena Mannarella, Elisabetta Ostuni, Carmela Palma, guidate da Pierpaolo Martino, docente di Letteratura Inglese, con la collaborazione della dott.a Maria Giulia Laddago.

Illustrazione di Marianna Moschetta
(Virginia Woolf, aprile 2021) 

Questa la descrizione dell’esperienza: «A partire dai racconti Phyllis and Rosamond e A society, le studenti sono state invitate a sviluppare una riflessione sui ruoli di genere, e in particolare sulla disparità tra il genere maschile e quello femminile nel campo dell’istruzione e delle professioni. Dalla lettura dei due racconti woolfiani emerge infatti una lucida analisi della vita delle donne tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, confinate allo spazio del focolare domestico e con l’unico obiettivo di sposarsi, partorire e occuparsi della famiglia. La questione della condizione femminile ricorre nell’intera opera di Woolf, ma la sua discussione avrà un posto privilegiato nei saggi A room of one’s own (1929) e Three guineas (1938), in cui l’autrice reclama l’emancipazione sociale, economica e professionale delle donne. Le studenti hanno deciso dividersi in sottogruppi per lavorare alla composizione collaborativa delle varie parti del saggio. L’introduzione, dopo un breve profilo sull’autrice, illustra un primo approccio di Virginia Woolf alla rappresentazione della condizione femminile a partire dal testo Phyllis and Rosamond; nella seconda parte, si procede ad analizzare il concetto di spazio in relazione alla presenza femminile nel mondo dell’arte, seguendo la scia di Una stanza tutta per sé; nella terza parte si passa dalla nozione di spazio a quella di margine, secondo una prospettiva comparatistica che mette in relazione gli scritti di Woolf a quelli dell’attivista bell hooks.

Tate Modern, Giulia Laddago, 2018 

La quarta e ultima parte propone una riflessione sui ruoli di genere e le sue conseguenti discriminazioni, attraverso l’analisi del racconto A society e del saggio Professions for women, per passare poi a guardare come la condizione femminile è cambiata fino ad oggi, in particolare per quanto riguarda il divario di genere sociale e salariale in Italia e il sessismo nel linguaggio. Al fine di valorizzare questa riflessione sul rapporto tra le donne e lo spazio come luogo di espressione libera della propria identità, di creatività e di riflessione, il saggio è stato integrato con delle fotografie, parte integrante dell’elaborato».

Darkness my old friend,
Elisabetta Ostuni, 2017

L’Istituto Comprensivo Balilla-Imbriani di Largo Carabellese a Bari, ha manifestato l’interesse a prendere parte all’iniziativa, accettando di intitolare uno spazio interno alla scuola alla scrittrice inglese. Queste le parole della dirigente scolastica: «Manifestiamo interesse alla partecipazione al concorso nazionale “Sulle vie della parità”, organizzato dall’associazione Toponomastica femminile al fine di sensibilizzare ragazzi e ragazze sul tema della parità di genere, generando riflessioni sulla visibilità delle donne negli spazi pubblici, sull’uso di un linguaggio più inclusivo e sulla promozione di percorsi educativi e didattici volti a contrastare le discriminazioni di genere. A tal fine, l’istituto scolastico si impegna a dedicare il laboratorio di lingue a Virginia Stephen Woolf».

Gli obiettivi raggiunti riguardano l’autonomia e la responsabilità con le quali le studenti hanno realizzato il lavoro, dimostrandosi propositive ed entusiaste. Nella relazione docente si legge inoltre che «hanno manifestato l’intenzione di portare avanti questo tipo di riflessioni nell’ambito di eventi organizzati nel contesto universitario e dell’associazionismo, al fine di promuovere la figura di Virginia Woolf in quanto scrittrice il cui contributo non si limita al patrimonio letterario mondiale, ma si estende anche alla storia delle donne e della lotta per l’emancipazione. In un momento storico in cui il mondo della cultura e dell’istruzione sono messi a dura prova dalla crisi economica e sanitaria, crediamo che sia importante coinvolgere le/gli studenti e creare un dialogo tra cittadinanza, mondo scolastico e universitario, generando nuove conversazioni sui temi quanto mai urgenti e attuali dell’inclusione e della parità di genere. 
Fra le eventuali azioni successive, si riporta l’attività di coinvolgimento, nell’ambito di una didattica verticale, delle classi della Scuola media “Imbriani” con introduzione all’opera di Virginia Woolf, laboratori linguistici e attività sui temi della parità e dell’inclusione. 
Il lavoro è risultato premiato con questa motivazione: «In questo trattato a più voci frutto dell’analisi compiuta presso il Dipartimento Lelia Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, si mettono in luce, a livello accademico, partendo dall’analisi di diversi scritti woolfiani, i ruoli di genere stabiliti dal patriarcato, penalizzanti per le donne, e si analizzano le vie per il raggiungimento dell’emancipazione femminile, identificandole principalmente con lo studio e l’indipendenza economica. 
Il pensiero di Woolf emerge ancora attualissimo dai brevi saggi che formano il volume ed è valorizzato da illustrazioni creative. Le analisi e il confronto con l’attualità consentono ulteriore sviluppo di riflessione. La Toponomastica femminile diviene in questo progetto il mezzo indicato alle nuove generazioni per raggiungere la parità e superare la differenza tra i generi, attraverso l’intitolazione a Virginia Stephen Woolf del laboratorio di lingue dell’Istituto comprensivo “Balilla–Imbriani”, con il fine di sensibilizzare la scolaresca sul tema della parità di genere, promuovendo riflessioni sulla visibilità delle donne negli spazi pubblici, sull’uso di un linguaggio più inclusivo e sulla promozione di percorsi educativi e didattici volti a contrastare le discriminazioni di genere. 
Il progetto V per Virginia! Creare spazio dai margini. Perché il pensiero di Virginia Woolf sulle questioni di genere è ancora attuale è composto da: 
Phyllis and Rosamond. Una questione di genere di Sara Fischetti e Serena Mannarella 
La donna e l’arte. Alla ricerca di uno spazio tutto per sé di Elisabetta Ostuni 
Abitare il margine di Camilla Checchia 
Ruoli di genere: rincorsa all’emancipazione di Carmen Palma e Federica De Pascale. 

In copertina. Una panchina tutta per sé, Elisabetta Ostuni, Bari, 2018.

***

Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

 

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