Artefici del proprio destino

Tutto è partito da un incontro delle classi seconde della Scuola Secondaria di I Grado “Ippolito Nievo”, nel Comune di San Casciano in Val di Pesa, con la presidente della commissione comunale Pari opportunità, Paola Malacarne, invitata dalle docenti Isabella Distinto, Sandra Ancillotti e Maria Cristina Dari a introdurre il laboratorio annuale di Educazione civica per quanto attiene la parte dei diritti costituzionali garantiti dall’Art.3 della Costituzione.
La presidente della commissione, dopo aver illustrato a ragazze e ragazzi le funzioni di una commissione comunale e in particolare quella da lei presieduta, argomento basilare del curricolo di Ed. civica nella scuola, ha presentato e letto alle classi il libro Una strada per Rita di Maria Grazia Anatra e Viola Gesmundo, ponendo l’interrogativo «Qual è il rapporto fra maschi e femmine nella toponomastica del nostro paese? Ci sono più strade intitolate a uomini o a donne?». Da qui è stata attivata la ricerca-azione sul territorio e le tre classi, suddivise in gruppi, hanno percorso le vie del paese scattando foto alle targhe stradali.

Le/gli studenti hanno messo a fuoco una grande disparità: ci sono tante strade intitolate a uomini e pochissime intitolate a donne. Allora per ogni nome di strada intitolata a un uomo è stata attivata la ricerca storica di un’analoga figura femminile, ricercando e scrivendo le biografie delle donne individuate. Ogni classe, dopo l’approfondimento sviluppato nella ricerca e la successiva stesura delle biografie, ha individuato criteri di scelta per la candidatura di una figura femminile da proporre all’amministrazione comunale. Discutendo in classe, sono stati individuati collegamenti tra la storia della donna e le situazioni attuali, quali bullismo, pandemia e diritti negati. C’è stata poi la costruzione di un video, da parte di ogni classe, da presentare alla commissione Pari opportunità del comune per sostenere le candidate proposte per l’intitolazione: Cristina Campo, Serafina Battaglia e Emmeline Pankhurst.

Qui i tre video delle classi 2C, 2E e 2H, con la narrazione di tutte le fasi del laboratorio e la presentazione delle figure femminili individuate.

Così le docenti descrivono l’esperienza: «Il laboratorio è stato alquanto diluito nel tempo, senza pandemia sarebbe stato più intenso e forse vissuto meglio dalle ragazze e dai ragazzi. Nonostante le difficoltà, diversi obiettivi sono stati raggiunti: sicuramente l’attenzione rivolta a un argomento attuale e imprescindibile del nostro presente come quello della parità di genere, l’esperienza del lavoro di gruppo in un periodo che ha tenuto distati ragazzi e ragazze, l’esperienza non meno importante del collegamento tra giovani e amministratori/trici locali, sindaco, assessori e assessore e della valorizzazione da parte di questi del lavoro svolto a scuola. Gli alunni e le alunne hanno acquisito la consapevolezza che ogni intitolazione a strade, piazze, vie, giardini… conserva una storia, quella di una vita cui ispirarsi come modello di comportamento virtuoso. Hanno sperimentato che “la strada” sulla via della parità è ancora lunga, tutta da percorrere… intanto però si sono messi e messe in cammino. L’interesse attivo negli/nelle studenti verso l’argomento, da loro percepito come un’ingiustizia cui riparare, ha trovato uno sviluppo nel curricolo di educazione civica attraverso un percorso didattico che, a partire dall’osservazione dell’ineguaglianza nella rappresentazione delle donne nella memoria storica, è passato alla rilevazione dell’invisibilità nel linguaggio inclusivo, fino alla denuncia di comportamenti discriminatori, molesti, violenti nei confronti del genere femminile».

La giuria del concorso Sulle vie della parità, indetto dall’associazione Toponomastica femminile, ha premiato il lavoro delle classi con questa motivazione: «Il progetto è meritevole per il valore dell’itinerario che mette in campo, in diversi momenti operativi tra dentro e fuori scuola, un ricco intreccio formativo tra istituzioni e territorio, in dimensione civica e politica. La lettura del libro Una strada per Rita muove un processo proiettivo, che crea motivazione ad agire, esplorando le targhe delle vie in vista di conferme alla supposta disparità. La ricerca storica produce per ogni nome maschile l’individuazione di figure femminili di pari importanza, sulle quali parte una riflessione condivisa per scegliere concrete proposte di intitolazione da presentare all’Amministrazione Comunale che prontamente avvia la procedura di richiesta alla Prefettura. Il punto di arrivo è una visibile ricaduta del valore del simbolico, da un lato sul territorio con l’effettiva intitolazione di una strada e due luoghi pubblici alle figure femminili proposte delle classi, dall’altro sullo sviluppo che il percorso toponomastico prende nel curricolo di ed. civica che si conclude con la pubblicazione finale di alcune biografie femminili sull’Enciclopedia delle donne».

L’amministrazione comunale di San Casciano, accogliendo molto favorevolmente le proposte, ha fissato la cerimonia di premiazione del lavoro delle classi per l’8 marzo 2021, Giornata internazionale dei diritti delle donne, con un annuncio pubblico tramite stampa e RAI per le intitolazioni proposte. Causa pandemia, è venuta meno, invece, la fase finale prevista di una restituzione del lavoro svolto tramite un evento pubblico, rivolto alla cittadinanza, con una performance delle classi, una mostra e una lezione sull’importanza della toponomastica femminile, ma con la convinzione che il sentimento trasmesso a ragazze e ragazzi di poter essere artefici del proprio destino, sulle orme delle donne studiate, rimanesse in loro per sempre.

La cerimonia di intitolazione alle tre figure femminili scelte è stata poi realizzata il 2 giugno 2021, alla presenza di studenti, genitori, docenti e dirigente scolastico, Marco Poli, insieme al sindaco Roberto Ciappi e alla presidente della comm. PO Paola Malacarne.

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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

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