Editoriale. Sul Teatro

Carissime lettrici e carissimi lettori,

La verità, la giustizia, l’intelligenza sono fondamentali per guardare il mondo.
Parliamo allora di Bellezza. Abbiamo urgentemente bisogno di osservare, guardare il mondo con sguardi più alti e scevri di tristezza, per quanto possibile, non dimentichi certo del dolore che c’è.

«La Bellezza salverà il mondo», diceva Dostoevskij e noi la cerchiamo non solo all’esterno, ma anche in ciascuno/a di noi, come riflessione interna.

La cerchiamo nel mondo che ci circonda e questo ci fa riposare dalle situazioni più amare che da troppo tempo viviamo giornalmente. Le cerchiamo all’esterno: con l’arte, la scrittura, la natura.

Iniziamo proprio dalla natura. Sicuramente non possiamo non sentire l’aria di Primavera cominciata con l’equinozio, che si doppierà in autunno, alla fine dell’estate. Convenzionalmente pensiamo l’inizio della primavera il 21 marzo, ma la data è approssimativa perché da qualche tempo si è anticipata al 20 marzo (arretrerà anche al 19). Esattamente alle 15,33 di domenica scorsa i due poli della terra si sono trovati, come ricordiamo dai tempi di scuola, a uguale distanza dal sole, dando vita, realmente, alla nuova stagione.

La parola equinozio ha la sua origine nella lingua latina. Aequinoctium, dall’espressione aequanox, che letteralmente significa, appunto, «notte uguale», per cui la giornata è divisa esattamente in due parti, di durata identica, uguale tra luce e buio. Poi la luce, andando verso l’estate, aumenterà gradualmente, sempre di più: tre minuti ogni 24 ore. Questa presenza continuamente maggiore del periodo di luce giornaliero (che si allungherà da domani ancora di più con l’arrivo dell’ora legale) ci mette sicuramente più voglia di uscire, di fare cose fuori casa, di stare all’aria aperta.

Il buonumore viene anche pensando al risparmio economico e al beneficio sull’ambiente. Una ricerca fatta da una società che gestisce la rete nazionale di energia ci dice che «nei 7 mesi in cui sarà in vigore l’ora legale, da fine marzo a fine ottobre (il 30 ottobre ritorneremo all’ora solare), l’Italia risparmierà oltre 190 milioni di euro, grazie a un minor consumo di energia elettrica pari a circa 420 milioni di kilowattora, cosa che consentirà, inoltre, di apportare un importante beneficio ambientale, quantificabile nella riduzione di circa 200 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera».

Se poi volessimo fare una bella scorpacciata di allegria allora possiamo mettere in bocca cose cariche di dopamina e serotonina, come ci suggerisce un docente del Campus Biomedico di Tor Vergata, a Roma: «per mantenerci allegri dobbiamo mangiare cibi che assecondino questo stato positivo: frutta secca, come noci e mandorle, o banane, ma anche derivati animali come il fegato, le uova, i formaggi e il pesce. Senza dimenticare il cioccolato che è una vera e propria origine di euforia, seppure – avverte – può causare dipendenza!» Un po’ tutto, a guardar bene, a scapito della linea, ma ci si guadagna con uno sguardo più soddisfatto sulla vita.

Bellezza e primavera ma anche un importante compleanno da festeggiare rendono ancora più particolari le Giornate di primavera del Fai che con le loro 30 candeline da spegnere fanno una congiunzione perfetta e speciale nel cielo di fine marzo. Le Giornate si celebrano oggi e domani e, come sempre, offrono l’apertura e interessantissime visite a siti artistici e naturali disseminati e protetti dalla Fondazione in tutta Italia.

Dalla Sicilia, al Trentino, passando per tutte le venti regioni, possiamo visitare (a donazione volontaria, oltre la base di 3 euro) ben 700 luoghi di solito inaccessibili o poco conosciuti. Sono coinvolte 400 città in cui ci aspettano ville, palazzi storici, aree archeologiche, chiese, ma anche esempi di archeologia industriale, castelli, biblioteche, collezioni d’arte e musei. E poi gli itinerari nei borghi, le visite didattiche in parchi urbani, negli orti botanici, ai giardini storici e ai cortili. Qualche altro numero: in Lombardia, per esempio, saranno 139 i luoghi coinvolti, in Piemonte 94, in Sicilia 56, in Emilia-Romagna 50, in Veneto 44, in Toscana 31 e in Lazio 28. Non si nascondono alla nostra curiosità piccoli gioielli di cui non immagineremmo l’esistenza, se non per gli e le abitanti del luogo, come le due fabbriche di confetti di Sulmona (L’Aquila), la William Di Carlo e la Pelino, o il piccolo e curioso negozio storico di via Gelso a Tricarico, a un passo da Matera. L’ultracentenario Sali e Tabacchi (nato quando c’era ancora il bollino dello Stato) ci offre di tutto: dai bottoni, alle cartoline, ai cordoni per pacchi e ai fiocchi per incartare i regali, ai fermagli e alle leccornie di ogni genere oltre all’immancabile gabbia del cardellino messa all’ingresso, passione dei proprietari. Oppure, sempre nel materano, ci viene offerta una passeggiata musicale lungo la quale ascoltare i suoni della transumanza.

Alla Bellezza si aggiunge quest’anno in questa edizione di festa anche una motivazione benefica. La guerra in Ucraina ha spinto il Fai a promuovere un’iniziativa speciale. «Abbiamo deciso di dedicare centomila euro – ha annunciato in un’intervista il presidente Marco Magnifico – per il restauro di un monumento ucraino quando tutto questo orrore sarà finito. Questo è il primo mattone e speriamo che diventi un importante raccolta fondi da destinare ad un monumento che decideremo insieme all’Ambasciata d’Italia in Ucraina e alla Chiesa Cattolica ucraina di rito bizantino in Italia con la quale stiamo creando un rapporto di amicizia».

Bellezza ancora (e questa volta dura fino alla fine di luglio) a Firenze dove la Fondazione Palazzo Strozzi e i Musei del Bargello stanno ospitando la mostra Donatello, il Rinascimento. Questo di Firenze, nelle sue due sedi, è un avvenimento culturale storico, che «si propone di ricostruire l’eccezionale carriera di uno dei più importanti e influenti maestri dell’arte italiana di ogni epoca, accostando il suo lavoro ai capolavori di altri maestri del Rinascimento italiano come Brunelleschi, Masaccio, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Raffaello e Michelangelo». Davvero merita un viaggio!

La primavera, con il suo primo giorno da calendario, si lega anche a Libera, l’organizzazione contro le mafie creata da don Luigi Ciotti, nata proprio a marzo. Il 21 marzo scorso, come ogni anno, si è celebrata la Giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie. Certamente l’evento è triste, perché ricorda gli uccisi e le uccise dalle organizzazioni malavitose, ma Libera fa sempre molto per portare alla ribalta ventate di onestà come, per esempio, nuove opportunità di lavoro per i e le giovani nei beni confiscati. A Napoli, durante questa XXVII giornata della manifestazione primaverile, dal palco sono stati letti oltre 1074 nomi di vittime innocenti, tra cui i tanti nomi dei giornalisti e delle giornaliste, morti e morte sotto i colpi delle mafie, da Fava a De Mauro fino a Ilaria Alpi, uccisa in Somalia, insieme all’operatore Milan Hrovatin, il 20 marzo del 1994 e ancora senza una chiara giustizia.
Dobbiamo credere ancora alla Bellezza. Domani, 27 marzo, si celebra la Giornata mondiale del teatro, di cui quest’anno si festeggia anche la sessantesima edizione. Ogni anno viene scritto un messaggio tradotto in moltissime lingue e letto nei teatri, nelle scuole, nei luoghi della cultura, nel mondo. Dal 1962 tra gli autori del messaggio ci sono stati nomi celebri come quelli di Jean Cocteau (lui fu il primo), Arthur Miller, Peter Brook, Eugène Ionesco, Dario Fo. Il messaggio di quest’anno è scritto da Peter Sellars (Pittsburgh, 1957), regista teatrale e direttore di vari festival «che ha acquisito fama internazionale per le sue interpretazioni rivoluzionarie e trasformative dei classici, per la sua difesa della musica del XX secolo e contemporanea e per i suoi progetti di collaborazione con una serie straordinaria di artisti. Il suo lavoro illumina il potere dell’arte come mezzo di espressione morale e di azione sociale». Dal suo discorso improntato su una «riflessione epica del mondo», prendo per voi lo spunto per la lettura odierna:

«…Il teatro della visione epica, dello scopo, del recupero, della riparazione e della cura ha bisogno di nuovi rituali. Non abbiamo bisogno di intrattenimento. Abbiamo bisogno di riunirci. Abbiamo bisogno di condividere spazi, e abbiamo bisogno di coltivare questi spazi condivisi. Ci servono spazi protetti di profondo ascolto e uguaglianza.
Il teatro è la creazione in terra dello spazio dell’uguaglianza tra uomini, dei, piante, animali, gocce di pioggia, lacrime e rigenerazione. Lo spazio dell’uguaglianza e del profondo ascolto è illuminato da una bellezza nascosta, tenuto in vita nella profonda interazione di pericolo, equanimità, saggezza, azione e pazienza.
Nel Grande Sutra dell’Ornamento Fiorito, Buddha elenca dieci tipologie di grande pazienza nella vita umana. Una delle più potenti si chiama Pazienza di percepire ogni cosa come miraggio. Il teatro ha sempre presentato la vita di questo mondo come somigliante a un miraggio, permettendoci di vedere attraverso l’illusione umana, la chimera, la cecità e la negazione con chiarezza e forza liberatrici.

Siamo così convinti di ciò che guardiamo e di come lo guardiamo, che siamo incapaci di vedere e percepire realtà alternative, nuove possibilità, approcci diversi, relazioni invisibili e legami senza tempo.

Questo è il tempo di un profondo rinnovamento delle nostre menti, dei nostri sensi, delle nostre immaginazioni, delle nostre storie e dei nostri futuri. Questo risultato non può essere raggiunto da persone isolate che lavorano da sole. Questo è un lavoro che dobbiamo necessariamente fare insieme.

Il teatro è l’invito a fare questo lavoro insieme».

(Traduzione ad opera di Annalisa Lovat, Compagnia Teatrale Colonna Infame)

Buona lettura e buon riflettere a tutte e a tutte.

Passiamo a presentare gli articoli pubblicati in questo numero. La donna di Calendaria è raccontata nell’articolo L’educazione per Maria Grzegorzewska, in cui si descrive un’educatrice polacca innovativa che ha introdotto riforme didattiche e specifici percorsi di formazione per garantire l’istruzione alle persone con disabilità. De Il mutismo selettivo a scuola tratta un documentato articolo che ci porta a conoscerlo e a suggerire le vie per mantenere la serenità a scuola delle persone che hanno questo disturbo dello sviluppo. Per le nostre serie, Mrs. Alec Tweedie, il Grande Nord di una lady vittoriana è la figura di Viaggiatrici del Grande Nord, globetrotter curiosa, scrittrice feconda, pittrice di acquerelli con cui illustra i suoi numerosi resoconti di viaggio, grande sostenitrice dei diritti delle donne. Per la sezione sulle donne nelle varie epoche storiche La donna nella civiltà precolombiana azteca ci porta in una società in cui i ruoli tra i sessi sono rigidamente definiti e quello delle donne è principalmente quello di fare figli. Ma l’articolo rivelerà altri aspetti di questa civiltà che sarà interessante e anche un po’ inquietante scoprire. La terza parte della serie La République. 3. Nuove proposte ci conduce alla battaglia per l’elezione del o della prossima Presidente della Repubblica francese, dandoci un quadro articolato delle forze in campo. Pavia. Via Enrica Malcovati, o sulla dignità del mondo universitario è un’altra passeggiata odonomastica meditativa in cui incontreremo una figura femminile colta e curiosa, accompagnata da considerazioni sul mondo accademico. Nada yoga: la musica Kirtan e Bhajan è la nuova puntata della serie sullo yoga dedicata alla «”scienza del suono” per la purificazione ed elevazione dell’anima utile a tutte e tutti e in particolar modo a chi pratica yoga». La serie sul pane questa volta è dedicata a Il pane canadese e attraverso la ricetta del bannockci farà conoscere una bella storia di comunione al femminile che ha reso possibile la conquista della piena capacità giuridica e d’agire delle donne in Canada.
È da poco trascorso l’8 marzo e per la giornata internazionale dei diritti delle donne l’Economist ha dedicato a cinque Attiviste per l’8 marzo il suo numero, di cui ci parla l’autrice dell’articolo, descrivendoci le conquiste di una pakistana molto nota, Malala Yousafzai, una donna della Sierra Leone, un’ugandese, un’afgana e una sudafricana, tutte unite dall’amore per l’istruzione, che è l’arma più potente per cambiare il mondo. Dall’8 al 13 marzo, inoltre, si è svolto Il lungo Weekend delle donne a Roma, nel XIV Municipio, un totale di 35 eventi all’insegna del protagonismo femminile, «per non dimenticare che le donne possono fare qualunque cosa», con la partecipazione di Toponomastica femminile che nel 2015 col progetto Sulle vie della parità ha portato a intitolare le sei tappe di un percorso ciclopedonale a un gruppo di Madri Costituenti. «La storia della medicina e degli antibiotici è ricca di studiose che sono state tagliate fuori dalle cronache», ma è grazie a loro che la metà tra gli antibiotici che comunemente usiamo sono stati scoperti. Ce lo racconta, colmando un vuoto imperdonabile nella storia delle malattie e della scoperta delle penicilline, l’autrice di La ricerca scientifica (anche al femminile) e il primo antibiotico.
Sette carte alla regina. Intervista a Dale Zaccaria ci fa dialogare con una scrittrice, poeta, giornalista e performer, collaboratrice della nostra rivista, una quasi Millennial che avrà modo di regalarci anche due delle sue poesie.
La nostra associazione si occupa da tempo della migrazione meno raccontata dai media, quella femminile, con la sua mostra virtuale Migrazioni femminili (https://www.toponomasticafemminile.com/mv_lemigranti/). Oggi l’autore di Donne e immigrazione: sette consigli di lettura suggerisce un percorso per avvicinare le storie delle donne migranti che più lo hanno emozionato, mettendo al primo posto Porto il velo e adoro i Queen, di Sumaya Abdel Kader, che chi scrive ha avuto il piacere di invitare nella scuola in cui lavorava molti anni fa, in un incontro bellissimo e coinvolgente. La recensione di questo numero è Mia sconosciuta, di Marco Albino Ferrari, il libro attraverso il quale un grande alpinista e scrittore di montagna riesce a liberare la figura impegnativa, imprigionata a lungo dentro di sé, di una madre ribelle. Una donna italiana ma a suo modo «straniera» nel suo mondo e che nella montagna trovava la sua cura.
SM

***

Articolo di Giusi Sammartino

Laureata in Lingua e letteratura russa, ha insegnato nei licei romani. Collabora con Synergasia onlus, per interpretariato e mediazione linguistica. Come giornalista ha scritto su La Repubblica e su Il Messaggero. Ha scritto L’interpretazione del dolore. Storie di rifugiati e di interpretiSiamo qui. Storie e successi di donne migranti e curato il numero monografico di “Affari Sociali Internazionali” su I nuovi scenari socio-linguistici in Italia.

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