Il dicembre di Toponomastica femminile 

A dicembre sono tante le cose da ricordare. Una fra tutte, forse tra le più importanti, è la morte dei sette fratelli Cervi, fucilati insieme a Quarto Camurri, nel 1943.  
Su Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore sono stare scritte canzoni, poesie, fondamentali pagine di libri.  
A me, però, piace celebrare una donna, anche lei antifascista, anche lei partigiana: Lucia Sarzi.  
Attrice girovaga e burattinaia, Sarzi è stata un’attivista comunista e colei alla quale si deve la tessitura della rete clandestina che, fra case di latitanza, staffette, antifascisti e antifasciste, partigiani e partigiane, permise la Resistenza e la Liberazione in Emilia. Nel libro, preziosissimo, di Mirella Alloisio e Giuliana Gadola Beltrami, Le volontarie della libertà, Lucia Sarzi è presentata come ispiratrice dei fratelli Cervi. 
Il suo nome e la storia non si conoscono o si conoscono ben poco. Ed è qui, allora, che arriva Toponomastica femminile
Per noi, comunque, questo mese si apre sabato 2 dicembre, quando Sara Marsico è intervenuta a Palazzo Sormani, a Mariano Comense, per parlare di Tf e di Vitamine vaganti all’interno del Progetto L’Amore non è violenza. L’evento è stato preceduto da un confronto molto intenso e commovente con donne che avevano subito violenza all’interno della famiglia e l’incontro è iniziato partendo dalla base della piramide che illustra la cultura dello stupro, insistendo sull’importanza del rispetto e delle parole e sulla costruzione di una società veramente paritaria, in cui sia visibile ciò che le donne hanno fatto. Inoltre, è stato presentato Calendaria 2024 e fatto vedere i numeri di Calendaria degli anni scorsi. L’idea è stata quella di accompagnare l’associazione Penta che ha organizzato l’incontro, nella presentazione di proposte di intitolazione nel Comune di Mariano Comense 
Il giorno 4 dicembre, è stata inaugurata al Liceo Sigonio di Modena la mostra Musiciste, con la partecipazione e la presentazione di Tf della toponomasta Roberta Pinelli. 
Il 7 dicembre, a Roma, Rossana Oliva, Livia Capasso, Gabriella Anselmi e Fiorenza Taricone hanno partecipato come relatrici al convegno 100 anni della Fildis: Cultura della parità, organizzato su iniziativa del senatore Antonio Nicita. 
Il giorno 13, alla scuola statale Giorgio Morandi, sempre a Roma, si è tenuto l’ultimo atto del progetto A scuola di parità, progetto che ha visto la piena collaborazione di Toponomastica femminile. Tre classi delle prime medie hanno potuto approfondire le tematiche di genere attraverso laboratori, uscite didattiche e discussioni in classe. L’evento si è concluso con una piccola piece teatrale che ha incluso tre interviste impossibili a Virginia Woolf, Lella Romano e Agatha Christie. Per avere maggiori informazioni, si rimanda all’articolo di Maria Chiara Pulcini, che ha presenziato.  
Nella stessa giornata, Danila Baldo ha inaugurato la mostra Le madri della Repubblica a Bologna, presso il liceo Rosa Luxemburg, partecipando a un incontro con docenti e studenti nell’ambito di un progetto sviluppato con la Consigliera regionale di parità dell’Emilia-Romagna Sonia Alvisi . 
La mattina seguente, nella scuola media di Fabrica di Roma, si è tenuta la premiazione degli studenti e delle studenti per il concorso interno al progetto Donne in strada, donne in memoria. Il racconto delle Nobel, presentato e vinto dal comune con l’aiuto di Tf. 
Ancora, martedì 18 dicembre, presso il Ministero dell’istruzione e del merito, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione del concorso nazionale Laboratorio di storia, che ha coinvolto, tra gli altri, anche l’istituto ITI Marconi di Pontedera per il progetto I sentieri della parità, promosso proprio dalla nostra associazione. 
Mercoledì 20 dicembre, all’istituto don Giuseppe Morosini di Roma è stato presentato l’atto finale di Progetto Memoria: le Donne, la Storia e le Storie, che ha portato le studenti e gli studenti delle scuole medie a creare un gioco da tavolo basato sulle intitolazioni a partigiane presenti a Selva Candida, nella zona nord di Roma. Tramite dei Qr code è possibile ascoltare la storia di ognuna di queste donne, protagoniste della Resistenza, raccontata dalle giovani voci delle terze medie. Il progetto ha coinvolto diverse realtà del quartiere e ha lasciato alla scuola un gioco che permetterà alle future classi di scoprire il loro territorio e la storia. Per Toponomastica femminile è stata presente Livia Capasso. 

Il nostro dicembre si chiude qui. 
E poiché siamo banalmente alla fine del 2023, vorrei lasciare a tutte e tutti noi gli auguri più sinceri per un anno che possa allargare il nostro sguardo e la nostra aspettativa. 
Ci auguro che il 2024 possa bruciare e mai piangere, ma, se proprio devono scendere, che siano lacrime di saluto alla nostra liberazione. 
Ci auguro motivi sterminati per brindare e le persone giuste con cui poterlo fare.  
Ci auguro di poter assaggiare pane e vino da ogni parte del mondo; e che quello stesso mondo sia seduto alla nostra tavola a raccontarci di sé, pronto, qualora serva, a ribaltarla per cambiare finalmente le cose. 
Per il 2024 spero che la retorica rimanga roba da sofismi, così che combattere per l’impossibile sia desiderio, sogno, orgoglio e obiettivo: perché la pace è davvero, in fondo, la base di tutto.  
Mi auguro che i turni di notte e i turni di giorno si incontrino per un caffè, così da unire due punti di vista opposti nella stessa battaglia per la dignità. 
Spero che il benaltrismo mischi le sue carte e diventi bene per gli altri e le altre; e che il maschile sovraesteso capisca di essere ormai invadente e non gradito, e che lasci lo spazio e il ruolo alla competenza e al valore. 
Auguro a tutte e tutti noi una poesia al giorno, da leggere o comporre, libera o in rima. Quel che conta è la giusta assonanza con il nostro riconoscersi. 
Infine, ci auguro l’attesa emozionata di cercare parte di noi nel respiro che esiste tra una maiuscola e un punto. E di non farcela bastare, questa attesa, ma di cancellare e scrivere e correggere e ancora scrivere fino a trovare le parole che possano essere una promessa fatta e mantenuta. 

Che questo 2024 sia un anno in cui i passi indietro vengano fatti solo perché si sta danzando, tutte e tutti assieme, con una melodia diversa per ognuno e ognuna di noi e perfetta per chiunque. 
Buon 2024, davvero, di cuore. 

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Articolo di Sara Balzerano

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Laureata in Filologia moderna, è giornalista pubblicista. Ama i romanzi d’amore e i grandi cantautori italiani, la poesia, i gatti e la pizza. Il suo obiettivo principale è avere la forza di continuare a chiedere: Shomèr ma mi llailah (Sentinella, quanto [resta] della notte)? Crede nei dubbi più che nelle certezze; perché domandare significa non fermarsi mai. Studia per sfida, legge per sopravvivenza, scrive per essere felice.

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