Lo scisma d’Occidente. Il numero 4/2026 di Limes. Parte seconda 

Le trattative per terminare la guerra israelo-americana contro l’Iran tengono in ansia il mondo. Tutte le mattine ascoltiamo le minacce di Trump puntualmente smentite la sera; sembra che un accordo sia stato raggiunto, ma sistematicamente queste notizie si rivelano false, soprattutto perché non confermate da una o dall’altra parte in causa. Con L’Iran funesto (mai titolo fu più azzeccato), la terza parte del volume di maggio di Limes, proviamo a comprendere qualcosa di più di questo conflitto imposto da Netanyahu a Trump, come sempre riportando i diversi punti di vista in puro spirito geopolitico. Prima però vorrei segnalare, dalla rubrica Mappe parlanti di Laura Canali sul sito di Limes, il breve video La flotta zanzara iraniana, che mette in luce un elemento fondamentale di questa guerra, ignorato dalle grandi potenze americana e israeliana e da molti media italiani: la geografia dell’Iran che ha favorito e continua a favorire il controllo dello stretto di Hormuz da parte della flotta Mosquito dei pasdaran. Ripresentando una mappa del 2012, Lo sciame anfibio dei pasdaran realizzata in collaborazione con Margherita Paolini, una figura storica di Limes, la bravissima cartografa Laura Canali spiega la tattica della flotta delle zanzare: un video di 7 minuti, che andrebbe fatto vedere nelle scuole, in cui vengono illustrati gli effetti del blocco dello stretto di Hormuz (peraltro provocato dall’attacco israelo-americano) sull’economia, sui prezzi e sulle tariffe delle assicurazioni e la quasi impossibilità di tornare alla situazione quo ante

Il nuovo assetto (temporaneo?) del potere iraniano. Carta di Laura Canali 2026 

In questa sezione troviamo L’America ha perso il Medio Oriente a cura di Abdolrassol Divsallar, docente universitario iraniano all’Università del Sacro Cuore e collaboratore del Sipri, che evidenzia come la perdita di credibilità dell’America («che ha violato i suoi obblighi internazionali e la Carta dell’Onu con l’attacco alle infrastrutture nucleari, indebolito il regime di non proliferazione e accresciuto l’importanza delle armi atomiche come garanzia ultima di sicurezza») in questo conflitto abbia finito per favorire Russia e Cina, senza che però l’Iran possa dirsi vincitore. Per chi volesse saperne di più sulla storia della Repubblica islamica si segnala il saggio di Walter Posch I cambi di regime nel regime. Un altro contributo illuminante per noi occidentali si trova in Chi è Zolqadr il successore di Larijani. Il punto di vista israeliano è nell’intervista ad Amos Nadan, Direttore del Moshe Daian Center for Middle Eastern and African Studies dell’Università di Tel Aviv: Finché l’Iran ha il nucleare Israele non ha vinto. 
Imperatore contro Papa, la parte più corposa del volume di maggio 2026, è forse la più interessante da leggere, anche alla luce della prima enciclica di Leone XIV, Magnifica humanitasTrump contro Leone minuto per minuto confronta le parole pronunciate dal Papa per rispondere agli attacchi sguaiati del tycoon statunitense, partendo proprio dal primo discorso tenuto il 9 gennaio 2026 al corpo diplomatico, in cui il pontefice ha invitato a «riscoprire il significato delle parole, una delle sfide più importanti del nostro tempo». Il papa doppiamente universale, come lo definisce in un’intervista Andrea Ricciardi, «ruggisce contro l’America eretica» (Schiavazzi) e porta avanti quasi quotidianamente un discorso di pace che spiazza chi lo aveva giudicato un moderato. Afferma ancora il 9 gennaio scorso: «Nei nostri giorni il significato delle parole è sempre più fluido e i concetti che esse rappresentano sempre più ambigui. Il linguaggio non è più il mezzo privilegiato della natura umana per conoscere e incontrare, ma, nelle pieghe dell’ambiguità semantica, diviene sempre più un’arma con la quale ingannare o colpire e offendere gli avversari». Proprio quello che fa ogni giorno Trump, analizzato da Eva Castagnetti in un saggio dal titolo Nella mente di un narcisista
Crisi della parola significa crisi del linguaggio e del dialogo, quindi crisi della diplomazia e nascita del caos. «Abbiamo bisogno che le parole tornino a esprimere in modo inequivoco realtà certe — sostiene Prevost —. Solo così può riprendere un dialogo autentico e senza fraintendimenti. Ciò deve avvenire nelle nostre case e piazze, nella politica, sui mezzi di comunicazione e sui social media e nel contesto dei rapporti internazionali e del multilateralismo, affinché quest’ultimo possa riacquistare la forza necessaria per svolgere quel ruolo di incontro e di mediazione necessario a prevenire i conflitti, e nessuno sia tentato di prevaricare l’altro con la logica della forza, sia essa verbale, fisica o militare». Dopo l’attacco israelo-americano all’Iran le sue parole sono ancora più ferme: «La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile» rivolgendo «alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile! Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia. E continuiamo a pregare per la pace», quella pace disarmata e disarmante che ha caratterizzato il suo discorso di insediamento in Vaticano. 

La Casa Bianca. Carta tratta dal n.4/2026 di Limes 

Le reazioni di Trump non si fanno attendere. Il Presidente Usa è circondato da esponenti evangelici molto conservatori, con cui si fa fotografare e tra cui spicca la pastora Paula White, che guida le preghiere alla Casa Bianca. Le risposte di Leone XIV continuano a ispirarsi al Vangelo e a condannare la guerra. Ma è con l’Enciclica del 25 maggio scorso sull’intelligenza artificiale, alla cui presentazione è stato invitato il cofondatore di Anthropic, l’azienda di Dario Amodei che si è scontrata col Pentagono sull’uso militare dell’intelligenza artificiale, che Leone XIV ha mostrato la sua grande abilità politica e di lettura della realtà. Disarmare l’intelligenza artificiale è il monito del pontefice che entra a gamba tesa nel dibattito americano sull’uso bellico dell’intelligenza artificiale e si contrappone ai tecnovassalli che girano il mondo parlando di Anticristo, come Peter Thiel, di buona novella come Andreessen o citano il cattolico Tolkien per darsi un tono, come ricorda Giuseppe De Ruvo nella rubrica Il mondo questa settimana sul sito di Limes. Leone XIV rivendica a sé, come rappresentante della Chiesa Romana, l’autorità morale e culturale in questo campo, dimostrando di essere l’unico vero leader nel panorama politico italiano. Italia e Ue non pervenute.

La quarta sezione Israeliani contro ha pochi articoli, due dei quali sono assolutamente da leggere perché esprimono due visioni contrapposte: quella integralista israeliana che giustifica ogni attacco nella zona del Medio Oriente (si veda a tal proposito Non esistono confini sacrosanti tranne quelli di Israele) e quella contenuta in una lettera scritta da ex direttori dello Shin Bet, ex capi della polizia, ex direttori del Mossad, ex capi dell’intelligence militare, ex capi di stato maggiore dell’Idf. Salviamo Israele da se stesso è «un appello ai leader di Israele e ai suoi cittadini e cittadine affinché agiscano prima che la bandiera nera macchi il blu e il bianco, i fieri colori nazionali di Israele». Chiude questa parte un documento prezioso, inedito in Italia: la recensione accademica del teorico-critico dell’orientalismo Edward Said al libro curato da Netanyahu, quando era ambasciatore all’Onu e mai pubblicato in Italia, Terrorism: How the West can win (1987). Una lettura vivamente consigliata, in attesa del prossimo numero, La solitudine di Israele. 

In copertina: particolare della copertina di Limes 4/2026, di Laura Canali. 

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Articolo di Sara Marsico

Giornalista pubblicista, si definisce una escursionista con la “e” minuscola e una Camminatrice con la “C” maiuscola. Eterna apprendente, le piace divulgare quello che sa. Procuratrice legale per caso, docente per passione, da poco a riposo, scrive di donne, Costituzione, geopolitica e cammini.

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