Stella May Henderson Allan, femminista impegnata, aprì la strada alle donne neozelandesi sia nel campo del diritto che del giornalismo. Divenne una figura di spicco del giornalismo internazionale, soprattutto per gli articoli scritti con lo pseudonimo di “Vesta” sull’Argus, il più importante quotidiano australiano dell’epoca.
«Diede vita a un nuovo campo del giornalismo, diretto soprattutto ad andare incontro alle esigenze delle donne nella vita personale e domestica, e a stimolare e incoraggiare interessi e incarichi fuori casa, in questioni di pubblico interesse», scrisse sua figlia giornalista, Patricia Keep.

Stella May Henderson nacque il 25 ottobre 1871 a Kaiapoi, nel Nord Canterbury, Nuova Zelanda, settima di nove figli di Alice e Daniel Henderson. Quando aveva circa 11 anni, la famiglia si trasferì a Christchurch, dove frequentò la Christchurch Girls’ High School. Nel 1888 vinse una borsa di studio per il Canterbury College e si laureò con lode in Lingue e letteratura nel 1892, l’anno seguente conseguì il master.
Con le sue sorelle Elizabeth (prima donna a entrare nel Parlamento neozelandese nel 1933) e Christina, fu attiva femminista e socialista, lottò contro le restrizioni ai diritti politici e lavorativi delle donne e si impegnò nella campagna per il suffragio femminile, contribuendo alla storica vittoria del 1893 che garantì alle neozelandesi il diritto di voto. Stella fu la prima donna a parlare in pubblico, in piedi su una cassetta come pulpito improvvisato, durante un raduno socialista sul molo di Wellington, suscitando grande scalpore.

Stella Henderson mostrò sempre un grande interesse per la giustizia e i diritti delle donne, sognava di diventare avvocata, così nel 1890-91 fu la prima donna in Nuova Zelanda a intraprendere un corso di laurea in Legge, lavorando in seguito per uno studio legale mentre completava gli esami. Lo studio del diritto era aperto alle donne nel Paese, ma la pratica era ancora preclusa. Il suo caso portò nel 1896 a una modifica della normativa e fu così consentito alle donne di esercitare la professione di avvocata e procuratrice legale. Tuttavia, dopo aver conseguito la laurea nel novembre del 1897, non presentò domanda di ammissione all’Ordine degli avvocati. Divenne, invece, corrispondente parlamentare da Wellington ed editorialista del Lyttelton Times, il primo quotidiano del Canterbury. La sua nomina, la prima per una donna, non fu accolta con favore dalla Tribuna stampa, composta esclusivamente da uomini. Nonostante l’opposizione dei colleghi maschi, scrisse i suoi articoli prendendo appunti di nascosto dalla galleria riservata alle signore o nella sala da tè. La sua tenacia e il supporto del Consiglio Nazionale delle donne furono fondamentali per ottenere dal Parlamento che una parte della galleria fosse adibita a sala stampa per lei. La sua esperienza come prima donna a entrare nella Tribuna stampa parlamentare a Wellington rappresentò un passo importante per l’emancipazione femminile nel mondo dei media e della politica in Nuova Zelanda.

Dopo due anni di reportage parlamentare, Stella sposò Edwin Frank Allan, editorialista dell’Evening Post, giornale conservatore di Wellington. Matematico di grande talento, Allan era inglese, aveva studiato alla Westminster School e all’Università di Oxford; aveva prestato servizio presso il Ministero degli esteri britannico a Pechino, ma aveva lasciato l’incarico a causa di ricorrenti episodi di malaria. In seguito divenne noto per il suo magistrale resoconto settimanale dei cablogrammi durante la Prima guerra mondiale. La loro unione portò la donna alla decisione di lasciare il ruolo di corrispondente parlamentare, in quanto il Lyttelton Times sosteneva i liberali. Entrambi erano convinti di non poter lavorare per testate politicamente opposte.
Nel 1903, quando a Edwin Allan fu offerto l’incarico di editorialista di politica estera e parlamentare dell’Argus di Melbourne, si trasferirono in Australia, dove si unirono presto a un folto gruppo di intellettuali. Stella continuò a scrivere per i giornali ed entrò nel Women Writers’ Club, divenendone poi presidente.
Nel 1907, l’Argus le commissionò una serie di articoli sulla prima Esposizione australiana del lavoro femminile che celebrava la creatività e la produttività delle donne nelle arti manuali e nelle belle arti. Gli articoli suscitarono grande interesse e l’anno successivo l’Argus le propose un incarico a tempo pieno per iniziare una rubrica settimanale dedicata esclusivamente agli interessi delle donne. Henderson Allan adottò lo pseudonimo “Vesta” e intitolò la rubrica Da donne a donne. Il suo lavoro era unico, nel suo genere, per un quotidiano australiano dell’epoca e gli articoli affrontavano un’ampia gamma di argomenti fino a coprire ogni aspetto delle questioni femminili, degli interessi di bambine e bambini e del benessere della comunità. Probabilmente ciò che molte lettrici trovavano interessante erano le risposte esperte che “Vesta” offriva a chi cercava informazioni, consigli o aiuto, oltre alla possibilità di condividere le proprie opinioni. Questo modo di interagire direttamente con le lettrici rappresentò una novità nel giornalismo femminile dell’epoca.

Nonostante un lavoro a tempo pieno e una vita familiare molto intensa (aveva quattro figlie), Stella Henderson Allan riuscì comunque a trovare il tempo e l’energia per dedicarsi con passione alla vita della comunità. Si impegnò per l’istituzione di asili nido e scuole materne gratuite e per il miglioramento dei servizi sanitari nello Stato di Victoria. Istruì il suo staff sul lavoro e le esigenze delle donne sia in campagna che in città, e si occupò della formazione giornalistica. Condusse interviste e visitò il Paese per vedere di persona le conseguenze di incendi boschivi, infestazioni di topi, siccità e inondazioni. Nel 1910 fu una delle tre donne fondatrici dell’Associazione dei/lle giornalisti/e australiani/e. Fu anche tra i fondatori dell’Associazione vittoriana degli asili nido e dell’Unione degli asili nido gratuiti del Victoria e svolse un ruolo di rilievo nei primi anni di attività dell’ospedale “Regina Vittoria”. Fece parte del Consiglio nazionale delle donne prima in Nuova Zelanda e poi a Melbourne e fu membro attivo della Country Women’s Association fin dalla sua nascita. Nel 1924 Stella fu nominata come delegata sostituta dell’Australia alla quinta assemblea della Società delle Nazioni, tenutasi a Ginevra, e nel 1930 partecipò, sempre come delegata, alla seconda Conferenza Panpacifica delle Donne alle Hawaii.
Nel 1938, per celebrare i suoi trent’anni di lavoro all’Argus, nel municipio di Melbourne si tenne un incontro con le rappresentanti delle principali organizzazioni femminili del Victoria, che le rese omaggio per la sua professionalità e la sua influenza nel campo delle questioni femminili. L’anno successivo decise di trasferirsi in Inghilterra, dove continuò a scrivere per l’Argus, contribuendo con articoli che raccontavano le esperienze di donne, bambine e bambini durante il periodo di guerra. Nel 1947 tornò a vivere a Melbourne, dove trascorse serenamente gli ultimi anni, fino alla morte avvenuta il 1° marzo 1962. Fu cremata secondo un rito presbiteriano, e le sopravvissero tre delle sue quattro figlie.

Una piazza nel sobborgo di Gilmore a Canberra fu intitolata in suo onore Piazza Vesta.
Qui le traduzioni in francese, spagnolo e inglese
Riferimenti:
- Coral Broadbent, “Henderson, Stella May”, Dictionary of New Zealand Biography, volume 2, 1993. Te Ara, The Encyclopedia of New Zealand https://teara.govt.nz/en/biographies/2h29/henderson-stella-may
- Patricia Keep, “Stella May Allan”, Australian Dictionary of Biography, volume 7, 1979 https://adb.anu.edu.au/biography/allan-stella-may-4998
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Articolo di Gabriella Milia

Ho insegnato per molti anni materie letterarie negli istituti tecnici e professionali. Mi sono sempre interessata di letteratura italiana e inglese, in particolare letteratura femminile. Da quando sono in pensione, collaboro con l’associazione di volontariato Più Culture, insegnando italiano L2 a ragazze e ragazzi stranieri in difficoltà.
