La raccolta di racconti di Maria Teresa Necchi è un testo assolutamente unico, spiazzante e poetico, capace di disorientare la lettrice comune con la sua freschezza e originalità. Confesso che farne la recensione non è affatto semplice, perché si tratta di qualcosa di profondamente diverso da tutto ciò che siamo abituate a leggere. Non a caso, al SalTo26 c’è chi ha indicato la pubblicazione de Il mondo di Giulia come la nascita di un nuovo genere letterario: l’Empatia Fantasy. E mai definizione fu più felice, direi.

Scorrendo il testo, da un racconto all’altro, si ha come l’impressione di osservare una carezza che passa di storia in storia, a formare una scia di gesti gentili che scorre con la frescura di un ruscello, ma anche col calore di un fuoco scoppiettante. Nei dieci brani della raccolta, emergono sentimenti delicati, gesti intrisi di intensa tenerezza, dove le difficoltà sono affrontate da chi è protagonista con una saggezza che viene da lontano, eppure appare incredibilmente vicina, a portata di mano, perché patrimonio comune. È proprio questo venire da lontano, inteso in senso geografico ma anche temporale, a spiazzare. Perché tutto, in questo libro, sa di nordico (l’autrice è specializzata in filologia germanica), di tradizione e di leggenda celtica, ma anche di quel calore domestico che le nostre nonne sanno ancora trasmettere con la sola presenza e l’insegnamento diretto.
Come la madeleine di Proust, Il mondo di Giulia accende il gusto del ricordo dell’infanzia, quando tutto sembrava possibile e i grandi custodivano un sapere secolare, ricco di fascino e di mistero, ma anche accessibile e traducibile in vita vera.
A far da sfondo ai racconti, sono quindi la fantasia e insieme l’empatia, l’intensità delicata dei sentimenti autentici, la capacità di tornare a essere comunità, di condividere emozioni e vissuti, in modo che la fatica di uno diventi quella di tutti e tutte. Natura incantata, folletti, animali, anime dei boschi, luoghi misteriosi, energie fluttuanti sono l’ambiente perfetto in cui i racconti si dipanano, sempre mossi dal desiderio di ricerca di qualcuno dei protagonisti e delle protagoniste, dal bisogno di comprendere, di illuminare ciò che resta oscuro.
Sanmartino Editore ha creduto in questo sguardo, che è poi quello di Luce, la protagonista del racconto che apre la raccolta, pubblicato online un paio d’anni fa. È questa la prospettiva che dà voce a un modo tutto nuovo di osservare l’universo e di raccontarlo, attraverso paesaggi fantasy che traducono un mondo interiore ed esteriore pieno di bellezza, in cui il colore rosso spunta continuamente tra le righe, come un piccolo fiore che ci ricorda la voce del cuore universale. Spesso le risposte sono già dentro chi vive nei racconti e si rivelano, dopo un cammino di ricerca che è più condiviso che individuale, attraverso la natura che, come nel Romanticismo, fa da specchio all’animo.
Non si deve però pensare che la modernità rimanga esclusa dai racconti, perché, al contrario, li permea continuamente, in una prospettiva nuovissima, capace di andare molto oltre la banale critica dei mali dell’oggi. Tra una storia e l’altra si sente forte il richiamo alla coscienza che, come una forza di cui siamo forse poco consapevoli, come un daimòn di antica memoria, può far da bussola alle nostre decisioni e orientare le nostre azioni. Una coscienza, si badi bene, che non ha nulla di moraleggiante o sovrastrutturale, ma che appare più come la nostra natura autentica e profonda di esseri orientati al Bene. Ed è allora che la meraviglia della contemplazione del paesaggio diventa tempo per sé, spazio di crescita, che l’intelligenza artificiale diventa intelligenza artigianale, capace di portarci oltre, di riempire la nostra personalissima zona di sviluppo prossimale.
Ad accompagnare la lettrice e il lettore in questo viaggio incantato tra boschi e laghi, colline e arcobaleni, è una ragazza di diciassette anni, rimasta orfana e cresciuta con la nonna. È lei che prende per mano chi legge ed è in lei che freschezza e saggezza, leggerezza e profondità si mescolano continuamente, a indicare che sono le radici a permettere ai rami di estendersi verso nuovi cieli.
Il messaggio che lascia questa piccola ma intensa antologia di racconti è insieme potente e delicato: il cambiamento in meglio di ciascuno di noi e del mondo intero non è una chimera irraggiungibile, un’impresa titanica impensabile. Al contrario, una società migliore è a portata di mano; si tratta di crederci con coraggio e abbandono e, a volte, di fidarsi dell’incredibile che ci abita.
Un libro per tutti e tutte, Il mondo di Giulia, per l’età adulta o l’adolescenza, per chi è amante della modernità o ha nostalgia della tradizione; sono racconti capaci di parlare mille lingue diverse a chi ha voglia di ascoltare una voce che viene da lontano e che, al contempo, accompagna al futuro.

Maria Teresa Necchi
Il mondo di Giulia
Sanmartino, 2024
pp. 158
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Articolo di Chiara Baldini

Classe 1978. Laureata in filosofia, specializzata in psicopedagogia, insegnante di sostegno. Consulente filosofica, da venti anni mi occupo di educazione.
