Giugno è il mese del sole perché è quando avviene il solstizio d’estate: il 21 giugno è, infatti, la giornata più lunga dell’anno grazie all’asse terrestre inclinato al punto giusto da garantire la massima esposizione solare.
Il Sole, nella storia umana, è legato a moltissimi simbolismi, dal ciclo della rinascita e della morte all’emanazione del calore che permette il progredire della vita. La Terra si trova infatti alla perfetta distanza che impedisce a quell’enorme sfera di fuoco di bruciare e sterminare tutto quello che incontra e di godere, invece, di tutti i benefici della sua luce.
Eppure, da brava millennial quale sono, quando sento parlare del Sole la prima cosa che mi viene alla mente è una battuta di un video ironico che intendeva riassumere la storia del mondo in una ventina di minuti: «The sun is a deadly laser», il sole è un laser letale. Una frase che, nel video, viene detta dalla voce narrante quando, milioni di anni fa, gli esseri viventi acquatici intendono andare sulla terraferma: all’epoca, la nostra atmosfera non era in grado di filtrare i raggi del sole più dannosi, l’ozono non si era ancora formato, ed è probabile quindi che quelle forme di vita che per prime abbiano tentato di uscire dai mari non abbiano fatto una bella fine.
Ecco, The sun is a deadly laser è l’unica cosa che sono riuscita a pensare nel corso di questo giugno. Quando in molti e molte ci siamo lamentate del caldo di maggio, è come se il mese del sole avesse deciso di accettare la sfida e dimostrare che poteva fare di peggio. E ci è riuscito: giugno 2026 è il mese più caldo mai registrato in Europa occidentale da quando esistono rilevazioni sistemiche delle temperature. Come sappiamo non si tratta di eccezionalità, ma di eventi sistemici che segnalano l’irreversibilità della condizione climatica verso il disastro. La mano dietro tutto questo è indubbiamente umana: prima per ignoranza, poi per menefreghismo, abbiamo contribuito a surriscaldare il pianeta con l’uso di una tecnologia da cui stiamo diventando sempre più dipendenti. E non parlo solo di intelligenze artificiali e delle sue distese di datacenter e migliaia di metri cubi d’acqua pulita necessari a raffreddarli: l’uso massiccio di carburante anche per tragitti brevi che potevano essere sostituiti da una semplice camminata o da mezzi pubblici, la testardaggine di alcune persone nel rifiutarsi di fare la raccolta differenziata come si deve per pura e semplice ripicca — e come alcuni comuni rendano la raccolta più complessa di quanto dovrebbe essere o non vigilino bene su di essa — il modo barbaro con cui trattiamo la natura tra immondizia lasciata ovunque, che spesso porta a incendi devastanti, al disturbo di delicati ecosistemi per egoistiche ragioni.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra, e nessuno può permettersi di scagliarla. Certo, si può fare un lungo discorso su quanto la colpa del surriscaldamento della Terra sia attribuibile alla comunità o ai singoli individui, al tipo di punizione da infliggere per un fenomeno che non farà sconti a nessuno, ma la sostanza non cambia: siamo tutti e tutte colpevoli.
Siamo ancora in tempo per cambiare le cose? Forse, ma indubbiamente non è più tempo per i dibattiti su quanto sia conveniente adottare comportamenti virtuosi: o si fa o no, e Toponomastica femminile non si è mai tirata indietro dall’adottarli, anche sotto un sole che pare più un laser mortale che altro.
Anche questo mese è stato pieno di attività ricostituenti che hanno restituito al territorio voci e volti di donne.
Madri della Repubblica, la nostra mostra itinerante dedicata alle Costituenti, ha anche stavolta viaggiato in lungo e in largo: il 2 era a Vicenza al Parco di via Cattaneo, in occasione dell’Inaugurazione del nuovo memoriale permanente Il Giardino delle 21 Madri Costituenti, realizzato dal Comune e da Anmig Vicenza, nell’ambito del progetto Vie Maestre, in collaborazione con Toponomastica femminile e la Consulta per le Politiche di Genere; un totem racconta le storie delle 21 Costituenti attraverso testi e contenuti audio accessibili tramite QR code.
Nello stesso giorno la mostra era a Scicli, in provincia di Ragusa, a Palazzo Spadaro, per un evento organizzato dalla Casa delle Donne di Scicli dedicato alle 21 Costituenti, e sarebbe rimasta lì dal 1° al 15 giugno. Dal 1 al 12 la mostra era a San Cesario di Lecce presso la Cappella Palatina del Palazzo Ducale a Piazza Garibaldi, per il progetto Cosmopolita. Il 20 era poi all’inaugurazione Parco 21 Madri Costituenti di via Cattaneo, a Vicenza, dove sono stati presentati anche i progetti La via della memoria e della vita e Lilt Vicenza.
La celebrazione delle Madri Costituenti, in occasione della Festa della Repubblica il 2 giugno, non finisce certo con la mostra: il 16, a Licata, si è tenuto il secondo salotto culturale di Toponomastica femminile del gruppo di Licata, intitolato La conquista del voto e la memoria delle Madri Costituenti – Un viaggio tra diritti civili e biografie delle donne che hanno scritto la Costituzione, in cui sono state approfondite la storia del diritto di voto alle donne dalle suffragette alle Costituenti, e la biografia di quest’ultime. Il 21, ad Avola, si è tenuta la cerimonia di intitolazione e dedica della palina che verrà inaugurata a piazza Le Madri della Repubblica.
A Ciampino, il 3, su invito di Silvia Conte, si è tenuta la cerimonia di intitolazione a tre siti dedicati a Nilde Iotti, Maria Federici e Bianca Bianchi su proposta degli alunni e alunne dell’Istituto Leonardo da Vinci dopo la loro partecipazione al nostro concorso Sulle vie della Parità.
Sempre il 3 giugno a Lu e Cuccaro Monferrato avviene l’intitolazione al Percorso delle donne coraggiose, proposto dall’associazione Zonta e dal Comune.
Il 5 a Riva del Garda si è chiuso il progetto Pioniere d’Europa nelle strade di Riva del Garda, intitolato Notte degli Archivi 2026 dai nomi delle donne ai nomi delle vie delle donne. Una ricerca sulla toponomastica femminile a Riva del Garda, in Italia e nel mondo, proposto dalla Biblioteca e Archivio storico del comune di Riva del Garda, con la classe III A Scientifico del liceo Maffei, in occasione della Notte degli Archivi all’interno del progetto Archivissima. Nell’occasione è stata inaugurata la mostra Pioniere. Le donne che hanno fatto la storia.
Il 16, a Torino, Toponomastica ha partecipato all’evento di chiusura del seminario Empowerment femminile e contrasto al pink washing presso l’Hiroshima Mon Amour.
Il 23 abbiamo partecipato al convegno organizzato dall’Università dell’Insubria Per una toponomastica inclusiva, nella sede di Como, nella sessione dedicata alle Pari opportunità: pratiche e istanze della società civile, occasione di confronto tra i diversi attori del territorio sulle iniziative e sulle buone pratiche istituzionali.
Il 26, per la nostra iniziativa Camera d’autrice, due camere sono state intitolate a Goliarda Sapienza e Sibilla Aleramo presso le strutture Poggio del Sole Hotel e Tenuta Chiaramonte, situate tra Ragusa e Marina di Ragusa (Contrada Cimillà).
Continuano le iniziative del nostro macro-progetto Cosmopolita: oltre che alla già citata mostra delle Madri della Repubblica a San Cesario di Lecce, il 5 giugno a Bari, presso la Svoltastorie Libreria per ragazzi in via Alessandro Volta, è stata inaugurata la Mostra di illustrazioni Eva Mameli Calvino e la magia verde, che è stata visitabile sino al 20 giugno. Il 29 si è invece tenuto online il salotto virtuale L’estate si sfoglia, dove autrici di Vitamine vaganti e associate/i di Toponomastica femminile si sono scambiati consigli di lettura in vista dell’estate.
Sempre nell’ambito di Cosmopolita, si sono tenuti due Tavoli di Lavoro nella provincia di Foggia: il 27 c’è stato l’incontro programmatico per attività didattiche, mentre il 29 a Vieste c’è stata l’esposizione del pannello Le ceramiste nel laboratorio artigianale di Paolo Sorrentino. Il tutto culminerà a luglio con un evento che ancora non vi diciamo.
Toponomastica femminile non va in vacanza, il nostro impegno per la parità di genere è sempre presente anche sotto un sole cocente e pericoloso. Possiamo andare avanti solo grazie al supporto della nostra comunità, a cui mandiamo i nostri più sentiti ringraziamenti.
Questi primi 6 mesi del 2026 sono stati certo drammatici a livello globale, ma sono le piccole azioni come le nostre e quelle dei e delle nostre associate che permettono di mantenere viva la speranza per un mondo migliore.
***
Articolo di Maria Chiara Pulcini

Ha vissuto la maggior parte dei suoi primi anni fuori dall’Italia, entrando in contatto con culture diverse. Consegue la laurea triennale in Scienze storiche del territorio e della cooperazione internazionale e la laurea magistrale in Storia e società, presso l’Università degli Studi Roma Tre. Si è specializzata in Relazioni internazionali e studi di genere. Attualmente frequenta il Master in Comunicazione storica.
