Un afflato gentile e combattivo al femminile lega i contenuti del volume che raccoglie gli atti del convegno Carte, luoghi e pensieri delle donne a Milano. Giornata di studi in onore di Elvira Badaracco (1911-1994), organizzato dalla Fondazione Elvira Badaracco presso la Casa della Memoria il 27 novembre 2024, con il patrocinio del Comune di Milano, della Città metropolitana di Milano e dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (Aici).
In un periodo in cui la digitalizzazione degli archivi è balzata alle cronache — sia per le perdite subite all’estero da parte delle istituzioni che non riescono più a gestirli, sia per l’incompatibilità dei software che impedisce all’intelligenza artificiale di leggere alcune scansioni — tale libro si rivela vivo e utile. È pura testimonianza della cura delle studiose e delle attiviste per la cultura, per i valori e per un impegno costante volto a proseguire le lotte. Ci invita a non dimenticare e a crescere nel presente con il bagaglio del passato al proprio fianco, senza tralasciare alcunché.
Inserito nella collana “Letture d’archivio”, inaugurata nel 2000 dalla Fondazione Elvira Badaracco — Studi e documentazione delle donne Ets, il testo ribadisce quanto conservare la memoria sia fondamentale per sperimentare e progettare il futuro: perciò hanno una forte rilevanza il ruolo e il lavoro dell’istituto milanese.
Elvira Badaracco è storia; il suo esistere tra “pensare e pensarsi”, la sua biografia, la sua intellettualità e soprattutto il suo impegno politico aiutano a guardare sempre avanti. Sulla questione femminile è stata all’avanguardia; diceva al Psi: «Da un lato vi è un partito che, in termini legislativi, è stato il più avanzato a favore delle donne; mentre dall’altro lato, e cioè al suo interno, ha sempre dimostrato una grave sottovalutazione della questione femminile». Inoltre, scrisse nel quotidiano Avanti!, il 7 marzo 1976: «Noi riteniamo l’organizzazione delle donne fondamentale, sia come forma unitaria femminista che accomuna tutte le donne che lottano per la loro liberazione dallo sfruttamento economico, sociale e sessuale che per secoli le ha oppresse, sia all’interno di ogni formazione politica». Il volume ci ricorda quante esponenti politiche ancora oggi abbandonino i contesti di partito per avviare progetti “dal basso” come lei ha fatto.
Nel giugno 1979, in un quadro politico e sociale di forte complessità e scarsa chiarezza, Badaracco fece un ultimo tentativo di verifica del suo rapporto con il Psi candidandosi alle elezioni europee, nelle quali non fu supportata adeguatamente e «si aprì decisamente una nuova strada della sua vita. Aveva già in parte esplorato […] la possibilità di un’impresa culturale di donne che perseguisse una prospettiva innovativa. Si trattava di costruire un archivio del femminismo e delle forme di agency delle donne, che, già nel nome, tenesse assieme due temi-simbolo: movimento e liberazione. Era una scelta di campo, per la preferenza verso le dinamiche dal basso». Chiniamoci dunque davanti alla memoria di questa donna e leggiamo queste pagine con calma, con l’umiltà e la sete di sapere che caratterizzano ogni donna capace di mettersi in discussione e desiderosa di crescere e migliorare sé stessa, la società, la famiglia e tutte le persone con cui interagisce.
L’opera dona energia; dopo i saluti istituzionali di Flavia Piccoli Nardelli, Elena Lattuada e Diana De Marchi, si succedono gli scritti che ricordano gli anni e i movimenti delle donne a Milano: Se trent’anni sono pochi di Franca Bimbi, Così inizia la storia di Marina Piazza e L’eredità di Elvira Badaracco di Marina Zancan.
Una seconda parte si rivolge alle carte e memorie delle donne, con Lea Melandri, Gli oggetti seppelliti negli archivi delle donne; Angela Gavoni e Daniela Bellettati, L’Unione femminile nazionale; Rosangela Pesenti, L’Unione donne in Italia e Associazione nazionale archivi; Elena Petricola, Archivio delle donne in Piemonte e Rete Lilith. Vent’anni di progetti e attività, e infine Patrizia Cacioli, La rivista “DWF — Donna Woman Femme”.
L’ultima parte si volge alle esperienze milanesi, con Maria Canella, Raffaella Poletti e Paola Zocchi che parlano della Fondazione Elvira Badaracco, erede del Centro di studi storici sul movimento di liberazione della donna in Italia; Emanuela Baio della Fondazione Asilo Mariuccia; Marina Cattaneo della Fondazione Anna Kuliscioff; Giordana Masotto, Laura Colombo e Marina Santini di Cinquant’anni di Libreria delle donne. Una storia che continua; Carlotta Cossutta della Casa delle donne di Milano: storia, patrimoni, pratiche politiche; Assunta Sarlo di Politica delle donne e memoria: l’esperienza di Usciamo dal silenzio; Liliana Moro della Libera università delle donne; Rossana Di Fazio della Enciclopediadelledonne.it; e infine Danila Baldo dell’Impegno dell’associazione “Toponomastica femminile” nella valorizzazione delle donne.
Gli e le appassionate di tematiche europee potranno apprezzare come il percorso svolto apra gli occhi e la mente, dimostrando che le donne, da sempre, sono aperte alla cooperazione, al dialogo sia interno sia esterno, con iniziative europee e internazionali. Si parla, ad esempio, del periodico Linguaggiodonna, adottato come strumento base dalla Rete Lilith, la quale, negli anni successivi, lo ha implementato e sviluppato. Si evidenzia come la prospettiva di genere sia utile ad arricchire e a gestire meglio le questioni scientifiche, metodologiche e politiche, in quanto risponde a bisogni reali della società e ne legge i limiti e gli errori a 360 gradi. Si rievoca il Centro di studi storici sul movimento di liberazione della donna in Italia, che aveva promosso un importante Convegno internazionale Perleparole. Le iniziative delle donne europee a favore delle attività di informazione e documentazione sulla condizione femminile, nel 1988 in collaborazione con la Cee, e si cita Linguaggiodonna: primo thesaurus di genere in lingua italiana, come progetto pilota, dalla Commissione delle comunità europee: due iniziative rivolte alla rete nazionale e a quella internazionale dei centri di documentazione, archivi e biblioteche delle donne e che, a suo tempo, hanno visto la partecipazione di ben 24 realtà europee.
Attualmente la Commissione europea ha promosso una Coalizione europea per l’alfabetizzazione e c’è un progetto europeo per le biblioteche e per gli archivi, in cui le donne sono presenti, che si occupa del coinvolgimento di cittadine e cittadini nella ricerca scientifica e nella raccolta, analisi e divulgazione dei dati grazie all’Ecsa (European Citizen Science Association).
La Fondazione Elvira Badaracco collabora spesso come partner di ricerca e riferimento d’archivio per progetti accademici e scientifici, tra cui studi europei finanziati dall’Unione europea (ad esempio tramite il programma Horizon 2020) come il progetto Mass Political Life Writing (H2020 – Cordis), che ha utilizzato il materiale documentario di Milano per analizzare le memorie e i sogni delle femministe italiane di seconda ondata.
Attraverso tale raccolta si uniscono dati e memorie che rimangono nel cuore e che fanno ben percepire la fatica attiva delle donne e la loro capacità di fare rete.

A cura di Fondazione Elvira Badaracco
Carte, luoghi e pensieri delle donne a Milano
Franco Angeli, 2026
pp. 200
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Articolo di Cinzia Boschiero

Laureata in Lettere, è giornalista professionista e docente, specializzata su temi europei nei settori ricerca, salute e innovazione. È titolare di ECPARTNERS e lavora come ufficio stampa per diversi enti, associazioni, imprese e come specialista della formazione. Fa parte del direttivo di EUSJA (Ass. europea giornalisti scientifici) e di diverse ass. femminili, come WILEUROPE, EWMD, Fondazione Bellisario.
