La parità si fa strada

Appartiene all’Ambito 1, Memoria femminile nel tempo e nello spazio, della sezione C3 Percorsi di vita, di lavoro e di memoria, il ricco e complesso progetto didattico La parità si fa strada, presentato alla X edizione del Concorso Sulle vie della parità dalle classi 4B chimico, 4D informatico, 4E grafico, 4G costruzioni-ambiente-territorio e 5 H amministrazione-finanza-marketing dell’Istituto tecnico “Franchetti Salviani” di Città di Castello, in provincia di Perugia.
Un bellissimo video ne narra in modo dettagliato le fasi e il significato.

Tante le/i docenti referenti – Giovanna Mariucci, Giulia Gaggi, Raffaella Camicia, Federica Barni, Urbano Pierucci, Giovanni Tuscano, Simone Palermo – che hanno lavorato in collaborazione con Anpi di Città di Castello e Spi-Cgil Altotevere, conducendo nel percorso ben 103 studenti, di cui 54 maschi e 49 femmine.
Il progetto si è sviluppato in due anni scolastici: nel primo anno sono state sviluppate soprattutto le attività di ricerca e di approfondimento, anche attraverso l’intervento a scuola di storici e storiche della Resistenza e del sindacalismo; nel secondo ci sono state le intitolazioni, presentate anche presso la Sala Consiliare del Comune di Città di Castello, e la loro inaugurazione alla presenza della cittadinanza. Il progetto ha avuto la finalità di dedicare luoghi fino ad allora anonimi, come le rotonde della città, a donne che hanno contribuito in prima persona alla crescita sociale, culturale, politica e civile d’Italia e dell’intera umanità, in particolare a partigiane e sindacaliste, rientrando in un percorso di Cittadinanza e Costituzione, capace di «sviluppare forme di cittadinanza attiva e di partecipazione alle scelte di chi amministra la città, nel rispetto dei valori dell’inclusione», come riportato nella scheda docente presentata al Concorso. La proposta, si continua a leggere, «nasce dal fatto che nel nostro Comune solo il 5% di strade è intitolato a donne (indice di femminilizzazione – rapporto tra le intitolazioni femminili e le intitolazioni maschili – 0,09)». Quindi, per cercare di colmare il gap di genere esistente nella toponomastica cittadina, le classi hanno scelto di proporre molte intitolazioni, per contribuire a compensare l’evidente disparità che caratterizza l’attuale situazione e per recuperare la memoria delle battaglie delle donne nella storia.
Le classi sono partite dallo studio dello stradario di Città di Castello, impegnandosi a conoscere in particolare la storia delle donne a cui le strade del loro Comune sono dedicate, per riflettere sulle ragioni delle intitolazioni e su quelle di tante assenze, per riscoprire e valorizzare il contributo femminile alla costruzione della società. Attraverso attività di ricerca-azione, poi, hanno individuato e descritto itinerari di genere femminile in grado di riportare alla luce le tracce delle presenze femminili nella storia e nella cultura d’Italia, per poter suggerire all’amministrazione comunale l’intitolazione di ben nove rotonde a partigiane e sindacaliste. Questa ricerca è stata considerata importante per dare il giusto riconoscimento a donne che hanno agito per il bene comune, ma che troppo spesso non sono state adeguatamente ricordate nella storia ufficiale, mentre è fondamentale farle uscire dall’ombra, perché possano essere un esempio di vita per le giovani generazioni. Le classi hanno raggiunto la consapevolezza che ricercare e trovare nomi di donne che siano state portatrici di lotte e di valori è fondamentale perché solo chi ha un nome potrà essere ricordato/a; il significato delle intitolazioni è che chiunque, alzando gli occhi su una targa, possa riceverne ispirazione, ed è giusto non dimenticare quella parte di storia negata che riguarda le figure femminili: le lotte di coloro che si sono battute per assicurare il diritto al lavoro, il diritto al voto, che con dedizione hanno contribuito alla stesura della Costituzione italiana.

Del tutto meritato il 1° premio ex aequo attribuito dalla giuria al progetto, con questa motivazione che, fra altro, dice: «Il progetto si distingue per la complessità e la solidità dell’impostazione, nonché per la capacità di attivare proficue collaborazioni con altre realtà associative del territorio che hanno svolto anche un’attività di formazione verso gli oltre cento studenti coinvolti».

Di seguito, alcuni momenti della premiazione a Roma, il 27 aprile 2023, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università RomaTre.

Foto di Maria Chiara Pulcini.

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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di formazione per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

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