Vademecum per una vita

Chi è un/una giornalista? Cosa fa ogni giorno per la sua professione? Raccoglie memoria. Sia questa uno spaccato di guerra o un avvenimento accaduto in una strada del mondo, così come dietro casa. Crea e consegna memoria al futuro. Questo è il dovere di un/una giornalista, sia che scriva su un quotidiano che su un settimanale. Su un giornale piccolo o uno ad alta tiratura nazionale e oltre. Assiste a fatti, sempre di cronaca e li consegna al domani. Ne fa memoria collettiva.

Ho conosciuto Luciano Ragno alla redazione del quotidiano Il Messaggero, giornale romano per eccellenza, ma chiaramente con vista sul mondo. Luciano è stato tante cose in questo quotidiano. Credo ci sia entrato giovanissimo e da lì ha guardato e ha visitato, come inviato, il mondo. Ha osservato gli accadimenti quotidiani, quelli più vicini, romani, e quelli che incontrava nei suoi viaggi, mandato dalla redazione. Luciano Ragno nella sua professione ha, dunque, raccolto memoria e descritto la sua parte di Storia e di storie quotidiane.
Anche i giornalisti di razza vanno in pensione. Ma Luciano, entrando nel periodo di riposo, non ha lasciato la sua professione. Dalla sua finestra di casa, dalla sua più privata angolazione di vita, ha continuato a guardarsi attorno e a osservare l’accaduto. Allora si è inventato un modo di continuare a fare quello che da sempre faceva al giornale di via del Tritone: de-scrivere avvenimenti. Stavolta non sulla pagina stampata, ma attraverso un social, in particolare sulla sua pagina Facebook usata come punto di riferimento, di… memoria, appunto. Così ogni giorno, da ormai due anni, Luciano osserva gli avvenimenti che gli capita di vedere dalla sua finestra reale e da quella metaforica verso il mondo esterno. Da ottimo giornalista, quale è ed è stato, Luciano Ragno osserva con occhi professionali la realtà e la commenta giorno per giorno annunciandola con una frase standard che qualifica il giorno della settimana in questione, esordendo sempre allo stesso modo: «E’ già domenica (o altro giorno ndr). Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno».

Così, parlando con un editore (Verdone editore) a Luciano è venuta un’idea per leggere, e far leggere, l’anno come un’agenda di notizie da pubblicare, raccolte in un libro. Il libro si intitola Vademecum22. Raccoglie gli avvenimenti, le notizie scelte da Luciano Ragno dal primo gennaio all’ultimo giorno di quell’anno così ancora difficile, con la guerra, il Virus coronato ancora più feroce e subdolo, le difficoltà del quotidiano, ma anche le notizie belle, incoraggianti, quelle che quasi mai entrano tra le pagine dei giornali. Un anno di notizie, 365 osservazioni del mondo scelte da un giornalista, con l’occhio del professionista, dell’uomo abituato a guardare con uno spirito esperto.
Il libro così diventa la nostra memoria di quell’anno (ne seguiranno altri?). La memoria che è quella che accumuliamo ogni giorno e che fa le nostre piccole, ma importanti, storie quotidiane e quelle più rilevanti, che creano la Storia, con la “S” maiuscola per entrare nei libri, nella nostra base costituente sulla quale dobbiamo formarci. E guai, lo sappiamo, ai popoli che dimenticano la propria Storia, che non ricordano il loro passato, che non fanno memoria della Storia. È sulla memoria che si costruisce il futuro.
La memoria che è fatta anche di ciò che succede tutti i giorni. Costruita anche su cose minime, piccole, fa parte della vita e forma, costruisce coscienze. Insomma, Luciano coglie la notizia, come ha fatto per tutta la sua vita lavorativa e si prende ora il privilegio di reputare come tali anche avvenimenti di vita quotidiana, le notizie positive, avvenimenti confortanti che spesso non trovano posto sulla stampa o nei telegiornali. Troviamo nel libro questo particolare modo di osservare la vita, sempre con l’occhio professionale, mai dimentico del passato. Luciano lo fa puntualmente, ogni giorno e chi è iscritto alla sua pagina lo legge in diretta, legge il commento del giorno appena alzato/a. Come aprendo il giornale.

Luciano Ragno
Vademecum ’22. Riflessioni di un giornalista che ogni mattina si guarda intorno
Verdone Editore srl, Teramo, 2023
pp. 372

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Articolo di Giusi Sammartino

Laureata in Lingua e letteratura russa, ha insegnato nei licei romani. Collabora con Synergasia onlus, per interpretariato e mediazione linguistica. Come giornalista ha scritto su La Repubblica e su Il Messaggero. Ha scritto L’interpretazione del dolore. Storie di rifugiati e di interpretiSiamo qui. Storie e successi di donne migranti e curato il numero monografico di “Affari Sociali Internazionali” su I nuovi scenari socio-linguistici in Italia.

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