Luglio e Agosto di Toponomastica femminile

«Due mesi senza incontrarci./Un secolo/e nove secondi».
Un tempo simile, ma sicuramente meno poetico, è passato anche dall’ultimo report sulle attività di Toponomastica femminile.
Ci siamo, infatti, lasciate con il resoconto del mese di giugno.
Nei due mesi successivi, le attività della nostra associazione sono state effettivamente poche, ma — senza alcuna retorica — non per questo meno importanti.
Il nostro impegno deve essere costante e continuo, una goccia cinese incessante che non smette mai di scavare la pietra dura e patriarcale dei pregiudizi e dell’ignoranza, e anche un piccolo stillicidio è fondamentale.
Gli eventi di questi due, caldissimi, mesi estivi si aprono sabato 15 luglio, a Casaprota, in provincia di Rieti, quando l’intervento della professora Tiziana Concina ha inaugurato la mostra sulle Madri Costituenti.

Si prosegue poi il giorno 23 luglio con l’intitolazione a Emanuela Loi di una piazza nel comune di Cesa, in provincia di Caserta. C’era per Tf Fosca Pizzaroni.
Infine, il 9 agosto, la nostra presidente Maria Pia Ercolini, si è recata a Montenero Sabino per presentare, anche qui, la mostra sulle Madri della Repubblica.

E se gli altri articoli sugli eventi di Toponomastica femminile si sarebbero chiusi qui, in questa occasione, invece, vorremmo presentare a voi lettrici e lettori alcuni tra i più importanti bandi che l’associazione è riuscita a vincere.
Il primo, indetto dalla Regione Lazio, è il bando di Azioni per la conservazione e promozione della storia e cultura delle donne, per il sostegno della libertà femminile e della prevenzione e contrasto alle discriminazioni di genere. Tf è riuscita a ottenere un punteggio molto alto grazie al progetto di Linda Zennaro dal titolo Altra Verso.
Altra Verso
«è la donna in viaggio nello spazio-tempo. Le storie di vite vaganti passate, presenti e future si mescolano alle nostre menti e ai nostri corpi, raccontando esperienze lontane e tanto vicine da sfuggire spesso alla percezione. Moltissime — e sempre di più — le donne che scelgono il viaggio come forma di liberazione, scoperta del sé e del mondo, unica via per la vita. Quando una donna decide di mettersi in cammino per un sentiero tutto suo, il primo ostacolo le si presenta nello spazio intimo della casa come domanda sincera: “Da sola, ma non hai paura?”. Altra Verso vuole dare alle donne giovani e meno giovani uno sguardo di fiducia, una stretta di mano, un abbraccio prima dell’avventura. Raccontando in forme multimediali, gli esempi di viaggiatrici del passato e le testimonianze vive di donne che oggi attraversano i mondi interconnessi, Altra Verso mostra l’anacronismo delle discriminazioni di genere per estirparle dalla nuova semina. Al loro posto, coltiva il coraggio, l’intraprendenza e il dubbio, la fantasia, la curiosità, la passione e il silenzio, la gentilezza, la tenacia e il rispetto per una cultura inclusiva e solidale ma forte come una Madre e una Lupa. Il viaggio è un diritto universale!». Gli obiettivi che ci siamo prefissate, con questo progetto, sono l’anima stessa della nostra associazione: promuovere le storie e le culture delle donne che hanno intrapreso viaggi straordinari per incentivare la ricerca di modelli femminili; proporre la libertà e l’autonomia femminile — di pensiero, espressione, movimento, realizzazione — come condizione necessaria imprescindibile alla giustizia sociale; prevenire e contrastare le discriminazioni e la violenza di genere lavorando; incentivare narrazioni a partire dai femminili e divulgare trasversalmente i contenuti; incidere sull’immaginario per generare il cambiamento, ampliando gli orizzonti e stimolando la partecipazione attiva alla vita civica e politica; acquisire competenze di cittadinanza, suggerire sguardi attenti e diversificati sul territorio per approfondirne la conoscenza migliorando il riconoscimento e la fruizione spaziale, stimolare buone pratiche individuali e cooperative.

Il secondo progetto vincente è quello che abbiamo presentato insieme al comune di Francavilla dal titolo Pari-Menti. I suoi obiettivi principali riguardano la «calendarizzazione di attività periodiche di collaborazione tra scuole e P.A. al fine di verificare l’evoluzione del linguaggio inclusivo e le possibili conseguenze sull’andamento della parità di genere. Si segnala in tal senso l’esperienza del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, primo esperimento cittadino di regolamento scritto con linguaggio inclusivo dal quale pur in assenza di quote predefinite si è realizzata una sostanziale parità di candidature tra ragazze e ragazzi. Con l’introduzione della figura di Gender City Manager si intende portare all’interno dell’azione amministrativa una prospettiva di genere con attività di monitoraggio delle politiche della Città, di affiancamento e supporto delle attività degli uffici del Servizio P.O., la C.P.O. già attiva e i servizi dell’Amministrazione in generale attraverso collaborazione nella predisposizione e periodico aggiornamento delle linee guida cittadine per l’uguaglianza e l’equità di genere, con la concertazione e il coinvolgimento di Associazioni e movimenti impegnati sul tema. La figura del/della G.C.M. lavorerà in stretta collaborazione con gli organi di consultazione interni al Comune, organismi, scuole e associazioni locali, regionali e nazionali, occupandosi di:
monitorare attività e politiche dell’amministrazione; implementare ogni bando di finanziamento e co-finanziamento in un’ottica di mainstreaming di genere; coordinare e condividere le azioni con altre figure nazionali analoghe; promuovere il suo lavoro all’interno della Regione Puglia, al fine di replicare in altri Comuni le proprie iniziative in ottica di genere. Per rendere effettivo ed efficace il compito di monitoraggio dell’operato dell’Amministrazione previsto si rinvia alla competenza della Giunta l’emanazione degli atti necessari per la sua adozione. La banca dati e la geolocalizzazione avranno la funzione di rendere visibile e verificabile — sia dalle istituzioni e figure preposte alla P. O., sia direttamente dalla cittadinanza — l’andamento delle politiche di genere, in modo da valutare le modalità e i settori di intervento e provvedere a opportuni correttivi per ridurre il gap. Attraverso il coinvolgimento della società civile e delle scuole ci si pone inoltre l’obiettivo di recuperare la memoria storica sulle figure femminili locali per una rilettura e riscrittura inclusiva del proprio contesto urbano, riscoprendo la presenza dell’agito femminile attraverso l’individuazione di luoghi e percorsi ad hoc geolocalizzati».

Il terzo e ultimo progetto di cui vogliamo parlare ha titolo Equivalenze ed è stato presentato insieme al comune di Mesagne. Esso si propone di «promuovere la formazione e l’aggiornamento del personale amministrativo sui principi generali del gender mainstreaming, inteso nei suoi aspetti giuridici, normativi e comunicativi, onde potenziare l’empowerment e l’autostima delle donne.
Potenziare e rafforzare con azioni concrete la neonata rete di Comuni per la visibilità femminile attivando circoli virtuosi tra amministrazione locale, scuole, associazioni del terzo settore e atenei nazionali, con la diffusione di buone pratiche atte a contrastare discriminazioni, disuguaglianze di genere.
Sollecitare la collettività e i media all’utilizzo di linguaggi inclusivi e non aggressivi, a partire dal contenuto di atti e corrispondenza amministrativa, per attenuare e risolvere conflitti nei rapporti interpersonali e sociali e prevenire la violenza di genere attraverso la destrutturazione di stereotipi e pregiudizi.
Sensibilizzare e informare il personale amministrativo e la cittadinanza sulla facoltà, introdotta dalla Pronuncia della Corte Costituzionale, di attribuzione del doppio cognome (paterno e materno) alla prole, secondo vigenti modalità.
Favorire un riequilibrio di genere partecipato nella toponomastica attraverso la consultazione popolare e le proposte pervenute dalle istituzioni scolastiche.
Rimodulare il Regolamento Comunale sulla toponomastica, già approvato con Delibera del Commissario Straordinario n. 2 del 19/01/2010, che introduce il vincolo di procedere alla intitolazione di nuove vie e piazze, considerando personalità femminili che hanno rivestito nella storia particolari ruoli di responsabilità in campo scientifico, culturale e politico.
Infondere nei e nelle giovani la consapevolezza del ruolo sociale/politico/economico che le donne hanno avuto, hanno e potranno avere nella costruzione della società al fine di creare modelli di relazione maschile/femminile paritari e democratici, basati sulla cultura di reciproco rispetto e stima e combattere le dinamiche di segregazione di genere nell’istruzione e nella formazione e di conseguenza nel mercato del lavoro.
Applicare strategie di sensibilizzazione collettiva e interventi educativi per diffondere nella collettività e nelle scuole la conoscenza di figure femminili note e poco note, nazionali e locali, meritevoli di memoria, nonché l’uso non sessista della lingua e una equa rappresentanza di genere nello spazio pubblico».

E tutto questo è solo una parte di tutto ciò che Toponomastica femminile fa quotidianamente. A conclusione del report, volevo lasciare a voi lettrici e lettori alcune delle strofe che, come il verso in inizio di articolo, compongono il poema Corpo nudo di Ghiannis Ritsos:

«Mi van strette le notti
in tua assenza.
Ti respiro.
[…]
Dove tu sei
esisto.
[…]
Le mie labbra
percorrono il tuo orecchio.

Così minuto e tenero
come può contenere
tutta la musica?
[…]
In così poche notti
come si crea e crolla
il mondo intero?
[…]
Ora
il tuo respiro
ritma il mio passo
e il polso.

Due mesi senza incontrarci.
Un secolo
e nove secondi.

Che farmene delle stelle
se tu manchi?
[…]
Altra dimora non ho.
Abito il tuo corpo.
[…]
Il tuo corpo
mi disloca,
mi contiene.
Coricato mi ergo
dentro di te.
[…]
La finestra di fronte
è illuminata.
Ti spogli.
Sempre tu.

Le sigarette, il letto,
lo spazio pieno del tuo corpo
la statua del mio sangue.
[…]
I tuoi abiti
ancora caldi del tuo corpo,
su quale sedia, dove
sono gettati?
[…]
Aspettandoti
ho dimenticato di osservare,
ho dimenticato di osservarmi.
II sogno mi tiene
in braccio,
piegato sulla tua spalla. […]»

Al prossimo mese.

***

Articolo di Sara Balzerano

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Laureata in Filologia Moderna, è giornalista pubblicista e ha collaborato, con articoli, racconti e recensioni, a diverse pagine web. Ama i romanzi d’amore e i grandi cantautori italiani, la musica di Einaudi, la poesia, i gatti e la pizza. Il suo obiettivo principale è avere, sempre, la forza di continuare a chiedere Shomèr ma mi llailah (“sentinella, quanto [resta] della notte”)? Perché crede nei dubbi più che nelle certezze; perché domandare significa — in fondo — non fermarsi mai. Studia per sfida, legge per sopravvivenza, scrive per essere felice.

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