Sex Education. Come educare al sesso e sdoganare i tabù

Dal 21 settembre sulla piattaforma di riproduzione streaming Netflix verrà lanciata la quarta e ultima stagione della serie tv britannica Sex Education, scritta e creata da Laurie Nunn, con la direzione di Ben Taylor e produzione di Eleven Film.
La prima stagione uscita nel 2019 ha rapito milioni di spettatori e spettatrici, raggiungendo la top 10 della classifica generale di Netflix, citata e valutata positivamente dalle maggiori testate giornalistiche mondiali. Le due seguenti stagioni, uscite rispettivamente nel 2020 e 2021, hanno eguagliato la prima.

Ma perché una serie televisiva adolescenziale ha riscontrato un così grande successo? Ambientata nel Regno Unito, racconta le ansie e le paure, le gioie e i dolori, i traumi e le avventure di alcune/i adolescenti della scuola superiore Moordale, in chiave non solo sentimentale ed emotiva, ma soprattutto sessuale. Le ragazze e i ragazzi della Moordale siamo e potremmo essere state e stati noi.
Fondamentale all’interno della serie è indubbiamente l’educazione al sesso. Tema molto sentito negli ultimi anni, in quanto sempre più si individua una necessità di educare chi è più giovane ad approcciarsi in maniera sicura e protetta a quel mondo che molto spesso viene sottovalutato, sminuito e addirittura dimenticato da una società ancora fortemente legata agli stereotipi del passato che impongono una univoca e sbagliata visione di questo universo, ancora molto poco esplorato e conosciuto. Soprattutto all’interno dell’ambiente familiare, vuoi per una certa credenza religiosa, oppure per una certa mancanza di apertura mentale, le ragazze e i ragazzi sono portati frequentemente ad avanzare alla cieca, scoprendo passo dopo passo un mondo complesso che dovrebbe essere loro spiegato e introdotto dalle/dagli adulti di riferimento e nondimeno dalle/dagli esperti, che possono offrire un approccio più professionale e obiettivo.

Non a caso nella serie è la sorte di Otis Milburn, il protagonista, che, figlio di una sessuologa e terapista di coppia, assorbe involontariamente gli insegnamenti della madre e che poi, con l’aiuto di una compagna di scuola, Meave, viene spinto a istituirsi segretamente come terapista sessuale della scuola. Otis, poco più che sedicenne, si trova a far fronte a una situazione più grande di quel che immaginava, rispondendo a domande relative al mondo del sesso con le quali le/gli studenti, e non solo, sono soliti confrontarsi, e da cui lui indubbiamente non è immune.

Aborto, revenge porn, scoperta del proprio corpo e della propria sessualità, attacchi omofobi, disfunzioni sessuali, coppie omogenitoriali, traumi infantili, molestie sessuali, gravidanza in età avanzata e igiene: sono tutti argomenti molto delicati, ma che al tempo stesso, se discussi e trattati opportunamente, sradicano dei grandi tabù, troppo spesso legati al giudizio e soprattutto al pregiudizio di chi si fa erroneamente detentore del sapere assoluto.

È evidente come ne emerga in modo non stereotipato la figura femminile e la completa rottura con modelli del passato. Jean Milburn incarna alla perfezione questo esempio: madre single che vive liberamente la propria sessualità e rompe il pregiudizio della madre come casta e pura. Meave Wiley combatte ogni giorno per far sì che nessuno subisca l’umiliazione della lettera scarlatta cucita sul petto, umiliazione che ha vissuto sulla propria pelle. Distacco dal passato relativo non solo alla figura femminile, ma vediamo come anche la figura maschile arrivi a spezzare i legami con quella cultura che impone all’uomo una forza e una carenza di sensibilità dettata dall’ostentazione della propria virilità. Una sensibilità che torna, invece, a farsi prepotente e di cui Adam Groff si fa portavoce: troppo spesso schiacciato dal peso delle aspettative, dal padre preside della scuola che lo vuole figlio e studente modello, dalla fidanzata e dalla intera scuola che lo vogliono bullo e maschio alpha. Otis stesso non vive liberamente la sua sessualità, intrappolato nei traumi subiti che lo tengono legato, incapace di dare una svolta sentimentale e sessuale alla propria vita.

Se una morale esiste è quella di imparare ad affrontare anche le conversazioni più difficili. Che si tratti di qualcosa relativo alla camera da letto o problemi personali, parlandone si crea l’ambiente ideale e adatto per affrontare il problema. La comunicazione costruisce i rapporti, perciò è fondamentale imparare a gestire le conversazioni in maniera chiara e trasparente. Per questa ragione, oggi come non mai si sente questa forte necessità di comunicazione e di informazione. Una necessità che andrebbe ascoltata e non sottovalutata, soprattutto all’interno delle strutture di formazione che rappresentano il punto di partenza per un futuro più limpido e sereno possibile, un ambiente che non deve prevedere solo la preparazione scolastica dello studente, ma anche la propria crescita personale, creando giovani adulte e adulti consapevoli e artefici del proprio destino.

Fortunatamente, esistono oggigiorno moltissime esperte/i e professioniste/i che, attraverso l’avvento dei social e di internet, stanno fortemente contribuendo all’informazione al sesso, sia da un punto di vista relativo alla salute fisica e mentale, ma anche del come approcciarsi a questo mondo, spiegando in maniera chiara e trasparente tutto ciò che concerne questo universo, soprattutto combattendo la forte disinformazione e ignoranza, cancro della società moderna.

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Articolo di Michela Pepe

Laureata in Mediazione linguistica e comunicazione interculturale. Con un particolare interesse per la lettura e la letteratura inglese al femminile, è attualmente iscritta alla facoltà di Informazione, editoria e giornalismo dell’Università Roma Tre. Amante degli animali e grande appassionata del mondo della cosmesi.

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