I Biscotti toponomastici: il cambiamento culturale, con dolcezza

Pasticceria prodotta all’interno del carcere maschile “Due Palazzi” di Padova, una realtà che, oltre a dare una professionalità spendibile in ogni angolo di mondo, offre un’identità a chi sta scontando una pena. Il risultato è una recidiva abbassata al 2%: un successo significativo.

Quando, a febbraio 2018, venni contattata dalla commerciale della Pasticceria Giotto, Laura Teruzzi, non avrei minimamente immaginato in quale sorta di viaggio mi avrebbe portata. Una realtà di cui avevo sentito parlare e della quale avevo avuto modo di fare alcuni buoni assaggi, ma nulla di piùMi sembrava, perciò, un’occasione ghiotta, è il caso di dirlo! Ci siamo messe insieme subito a progettare unazione che unisse l’intento sociale della pasticceria del carcere al progetto culturale di Toponomastica femminile. Dopo aver passato in rassegna la produzione dolciaria, ci siamo soffermate su un packaging molto accattivante: un cubo di circa 10 cm, realizzato allora solo per alcuni tipi di biscotti, che ci avrebbe permesso di abbinare la bontà con la messa in evidenza di vissuti femminili. La sfida consisteva nell’unire l’azione di Tf al lavoro dei carcerati, facendo crescere, attraverso un’azione “dolce” ma incisiva, la spinta alle intitolazioni femminili nei luoghi deputati alla memoria collettiva. Così abbiamo trovato la soluzione nelle carte, una per ogni scatolina di biscotti, con foto di avvenute intitolazioni e brevi biografie redatte con un linguaggio rispettoso del genere. Stereotipi, luoghi comuni e condizionamenti sono i motivi che ci hanno spinto a individuare le “donne dei biscotti”: otto scienziate, otto letterate, otto artiste e otto donne che hanno fatto la storia o la politica. Per far emergere i molteplici talenti, abbiamo associato le letterate al colore marrone dei biscotti Nocciòle, i Cantucci alle artiste, i Baci di dama alle storico-politiche e gli Zaleti alle scienziate. I nomi sono stati tutti scelti con attenzione, cura e passione, nomi che già possiedono almeno un’intitolazione, a dimostrazione che si può fare. Ma di vuoti da colmare ce ne sono tanti.

Abbiamo dedicato un’intera estate alla scelta della lista, alla redazione delle schede biografiche, alla “caccia” di targhe interessanti e dal nome completo: un viaggiare da Renata Fonte, che nel Salento si è battuta per proteggere Porto Selvaggio dalla speculazione edilizia, alla fisica Mileva Maric, scovata a Barcellona; dall’unica via intitolata in Italia a Rosalind Franklin, rilevata a San Donà di Piave, a quella dedicata alla fisica Lise Meitner, che proviene dalla tedesca Friburgo, fino a raggiungere Guadalajara, nel Messico, per la strada che ricorda la pittrice Frida Kahlo. Un progetto itinerante, dunque, di largo respiro, che ha visto il coinvolgimento dell’associazione e della Cooperativa Work Crossing che gestisce il marchio Pasticceria Giotto. Il tutto accompagnato dall’eccellenza dei rispettivi grafici, che hanno permesso di realizzare trentadue cartoline da collezione.

Completato a fine estate, il progetto è stato presentato il 13 ottobre 2018, in anteprima nazionale, durante il 7° convegno di Toponomastica femminile, nel Castello Mediceo di Melegnano. Le scatoline dei biscottiben accolte dalle partecipanti al convegno, a fine giornata facevano capolino da borse, scatole e tracolle. Da qui è cominciata una diffusione a livello nazionale con espansioni in Spagna, in Francia e in Gran Bretagna nel periodo natalizio.

Non possiamo che essere felici e orgogliose del progetto condiviso, poiché con le mille scatoline distribuite finora abbiamo contribuito a riconoscere e a diffondere una cultura ove scienziate, artiste, letterate, storiche e politiche hanno operato per migliorare la nostra vita, e nel contempo, attraverso i contenuti della scatola, abbiamo incoraggiato percorsi di cittadinanza attiva rivolti a proporre intitolazioni toponomastiche femminili mettendo in discussione stereotipi che resistono. Ancora per poco.

 

Articolo di Nadia Cario

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Laureata in Governo delle Amministrazioni, è referente per il Veneto di Toponomastica femminile. È componente dell’Esecutivo delle associazioni culturali del Comune di Padova. Collabora con gli organismi di parità locali e regionali.

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