La difficile strada della toponomastica femminile

Dal 2012 mi interesso costantemente di questa tematica e cerco di sensibilizzare gli amministratori della mia città, Savigliano, provincia di Cuneo, circa 21.000 abitanti, da circa venti anni governata da amministrazioni di centro sinistra. Nonostante l’apparente positiva accoglienza delle proposte e delle argomentazioni, la strada è sempre in salita: a Savigliano su circa 380 vie e piazze, solo 9 sono intitolate a donne, una vera città al maschile.

Dal 2012 in qualità di componente e poi Presidente della Consulta delle pari opportunità ho scritto lettere e sollecitazioni, ho chiesto incontri alla giunta comunale e fatto sottoscrivere e votare all’unanimità un ordine del giorno in consiglio comunale, aderendo alle campagne “Toponomastica femminile” e “3 donne 3 strade”. Nel 2013 non essendoci strade da intitolare, abbiamo chiesto l’intitolazione dei tre ponti cittadini: ne è stato intitolato uno ad Ilaria Alpi, uno a Marie Curie, e uno a Giuseppina Mussatti (una tipografa, direttrice del giornale locale). Nel 2015 è stato dedicato un giardino pubblico a Maria Montessori.  L’anno successivo, alcuni viali cittadini interni a un parco sono stati intitolati a sportivi e abbiamo così ottenuto l’intitolazione ad Alessandra Boarelli e Cecilia Fillia (prime due donne a scalare la cima del Monviso nel 1864) e ad Annarita Sidoti (marciatrice, campionessa Europea, oro mondiale 1997), e poi silenzio.

In realtà, un piccolo quartiere nuovo è sorto alla periferia della città, ma la Commissione toponomastica, quatta quatta, ha deciso di intitolare le quattro strade che lo percorrono all’Europa, e ad altri nomi maschili locali e non; stessa cosa è accaduta per una nuova sala polivalente. Individuato il punto nevralgico, la battaglia si sposta sulla composizione della commissione toponomastica, formata dai capigruppo consigliari, fino ad oggi, tutti uomini. Nel frattempo sono diventata Consigliera comunale con la delega alle pari opportunità e fin dal primo consiglio comunale ho parlato di toponomastica, mi sono posta l’obbiettivo di cambiare la situazione e lo perseguo con impegno, a costo di diventare noiosa. Tutto ciò con il pieno sostegno della Consulta Pari Opportunità e della nuova Presidente, che ha fatto proprio il progetto. Quindi nuovo Odg, votato da tutto il consiglio comunale, che impegna il sindaco e la giunta a colmare la grande differenza che persiste nelle intitolazioni tra i due sessi, la proposta ai capigruppo consigliari di modificare la composizione della commissione toponomastica (è un regolamento comunale),  e proposte mirate ai giardini cittadini non ancora intitolati (in mancanza di vie, ma è anche un modo per sdoganare le intitolazioni a donne, prima inesistenti).

Sabato 9 marzo abbiamo intitolato il primo giardino a Emanuela Loi, giovane agente di polizia, componente della scorta del giudice Paolo Borsellino, uccisa durante l’attentato. Medaglia d’oro al valor civile, Emanuela si può considerare una eroina del nostro tempo, che ha speso la sua breve vita contro il sistema criminale mafioso. La cerimonia di intitolazione ha avuto una grande eco e ha assunto un valore particolare, perché Emanuela Loi è stata la prima donna poliziotto a morire in servizio. Erano presenti oltre al sindaco, agli assessori, alcuni parlamentari, il prefetto, il questore, e una folta delegazioni di uomini e donne della Polizia di Stato. Durante la cerimonia è stato suonato il “Silenzio”, e si è riconosciuto il valore di tramandare alle giovani generazioni, anche attraverso la toponomastica cittadina, i nomi di coloro che sono esempio di grande impegno civile.

Ora ho proposto alla Commissione toponomastica di intitolare, in occasione del 25 aprile, un nuovo giardino a Lidia Beccaria Rolfi , partigiana, deportata e scrittrice, nata a Mondovì (pochi km da Savigliano) e, per il primo maggio, a Teresa Noce, politica e sindacalista. Un consigliere di minoranza ha poi proposto un’intitolazione a Norma Cossettovittima delle foibe, che credo sarà fatta nel prossimo giorno del ricordo.

Tanto lavoro e tanto impegno per qualcosa che dovrebbe essere “normale” ma spero che serva ad avviare la mia città lungo strade di parità che raccontino di quelle tante donne che hanno fatto la Storia del nostro Paese e nel Mondo.

 

Articolo di Vilma Bressi

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Da sempre mi occupo di emancipazione femminile: ho iniziato 40 anni fa, quando mi sono iscritta all’UDI e ho aperto, con altre donne, la sede a Savigliano. Ho lavorato a lungo nella Cgil. Faccio parte della Consulta delle pari opportunità del mio Comune e sono Consigliera Comunale con la delega alle pari opportunità. Mi occupo con passione anche di toponomastica da circa 6 anni.

 

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