Acqua, plastica, contenitori

Se il 21 marzo è una giornata ricca di importanti Giornate, poiché si ricordano poesia, foreste, sindrome di Down, vittime del razzismo e della mafia, il 22 è la Giornata mondiale dell’acqua. Green Cross, ONG fondata da Gorbaciov nel 1992, indice “Salva la goccia” per tutte le scuole e associazioni sportive, invitando a compiere un’azione concreta di risparmio idrico e invitando a diffondere anche un decalogo di buone pratiche quotidiane. Proprio in questi giorni l’urgenza è non soltanto quella di non sprecare l’oro blu, la cui quantità potabile è paragonabile a un bicchierino da caffè rispetto a un secchio per lavare i pavimenti, ma anche quella di non contaminarla, dolce o salata che sia, magari con l’oro nero.

È dell’11 marzo, infatti, la notizia della nave italiana Grande America, prima andata a fuoco e poi affondata al largo della Francia con a bordo quarantacinque container che trasportavano merci pericolose e con i bunker pieni di olio combustibile e auto. È in corso un grave disastro ambientale del quale non si ha notizia sui media. Ed è del 19 marzo la notizia del rinvenimento nelle Filippine di una balena lunga cinque metri morta con nella pancia 40 chilogrammi di plastica.

Da qualche anno questo tipo di notizie sta diventando sempre più frequente come pure quello che ci informa circa lo studio di diversi metodi per raccogliere la plastica finita negli oceani o nei fiumi compresa la possibilità di ricavarne benzina dal suo riciclo (da una tonnellata pare sia possibile ricavare 900 litri di combustibile). Se ciò apre un qualche spiraglio alla speranza in un mondo migliore e più vivibile, provvedimenti concreti ci sembrano preferibili e provvidenziali. Ricordiamo quello della Regione Puglia, che vieterà dalla prossima estate la plastica sulle spiagge, e l’iniziativa di una nota catena di supermercati francesi che, avendo già deciso di eliminare entro il 2025 tutti gli imballaggi di plastica dai propri scaffali, permette alla clientela di portare i propri contenitori per il banco pesce e il banco gastronomia. L’invito è di proporlo con un pizzico di audacia anche qui nei nostri negozi o supermercati di fiducia: cosa ne dite?

 

Articolo di Virginia Mariani

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Docente di Lettere, unisce all’interesse per la sperimentazione educativo-didattica l’impegno per i temi della pace, della giustizia e dell’ambiente, collaborando con l’associazionismo e le amministrazioni locali. Scrive sul settimanale “Riforma”; è autrice delle considerazioni a latere “Il nostro libero stato d’incoscienza” nel testo Fanino Fanini. Martire della Fede nell’Italia del Cinquecento di Emanuele Casalino.

 

 

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