Il partigiano Franco. Ribelle per amore

Questa è una storia vera.

È la storia di un ragazzo di 18 anni che appena preso il diploma di maturità classica decide, per amor di patria e di libertà, di andare in montagna e di unirsi ai partigiani.

È un ragazzo pieno di vita, alto, biondo, con gli occhi azzurri con due genitori che lo amano ed una sorella più piccola che stravede per lui. Ha anche una “morosa” e fa la via di tanti giovani come lui, la scuola, l’oratorio, lo sport. Finché non arriva la guerra, la chiamata alle armi. Per obbedire alla madre aspetta di prendere la licenza liceale e poi via, sulle montagne. La madre e la sorella lo accompagnano quella mattina del 19 giugno 1944 lungo il sentiero del bosco che dalla periferia di Brescia porta in montagna. Un breve saluto, il balenare  di un sorriso; sarà l’ultima volta che lo vedono, che lo vedono vivo.

Cosa sia successo nei giorni seguenti resta per mesi un mistero. La povera madre prima lo cerca nelle carceri, rivolgendosi  anche ai comandi partigiani. Poi comincia a percorrere a piedi la valle alla ricerca del figlio. Aspetta, aspetta fiduciosa. Quando la guerra finisce aspetta e spia i vari convogli che arrivano alla stazione di Brescia e riportano i reduci dai vari campi di concentramento. È così sicura del ritorno del suo ragazzo che lo iscrive all’Università di Padova, al primo anno della Facoltà di Ingegneria.

Tanti ritornano ma lui no. La madre spera, spera sempre, spera ancora anche quando tutti sono ormai tornati e dai treni non scende più nessun reduce finché, nel dicembre del 1946, nel bosco, sotto un cumulo di pietre e rami secchi vengono ritrovati i poveri resti di chi era stato un giovane pieno di vita e di ideali.

Cosa era successo? La verità, terribile, emergerà solo dopo un silenzio di 70 anni.

Con una prosa asciutta l’Autrice, laureata in Lettere ad indirizzo storico e giornalista professionista, scava ed indaga fino a mettere in luce, vincendo resistenze e silenzi colpevoli , una sequenza di vicende inimmaginabili e agghiaccianti. Tutto è il contrario di ciò che sembra, chi dovrebbe essere amico  si rivela un nemico spietato,  il muro di omertà che è stato alzato  intorno  alla storia di Franco sembra impossibile da abbattere.  Ma con assoluta determinazione, spinta dal desiderio di conoscere la vera storia di quello zio morto così giovane, procedendo a piccoli passi, l’Autrice riesce a sciogliere  uno alla vola i nodi di quella intricata vicenda arrivando ad una verità conosciuta da tutti ma di cui nessuno voleva parlare.

Il partigiano Franco. Ribelle per amore,  Robin Edizioni. Torino, 2019, pp. 166.

 

Articolo di Anna Maria de Majo

G_faThuj

Laureata in Scienze Naturali all’Università La Sapienza di Roma, dopo la carriera come Assistente di Antropologia presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della stessa Università, si dedica alla letteratura giovanile, iscrivendosi all’Associazione Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile e collaborando alla rivista del Gruppo con articoli su vari autori/autrici e recensioni di libri.

 

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