Viaggio tra le riviste femministe: Aspirina e Strix

Le riviste femministe italiane sono state molte: dalla fine degli anni ‘60 ai primi anni ‘90, abbiamo assistito a un proliferare di periodici che hanno affrontato le tematiche legate al genere, hanno parlato di politica, informazione, ma anche sesso, scoperta del corpo, arte. In questi anni, nelle principali città italiane sono nati tantissimi gruppi e associazioni che hanno partecipato attivamente ai cambiamenti sociali e politici della figura femminile. Alcuni di questi gruppi sono rimasti nella storia e sono stati i promotori delle più importanti conquiste femministe in Italia; la maggior parte di essi ha cessato ormai da anni la sua azione politica, ma ce ne sono diversi oggi più resistenti che mai: è il caso del nucleo legato alla Libreria delle donne di Milano, che nel suo impegno politico e sociale, è anche stato creatore di una delle riviste femministe più audaci e divertenti di sempre: Aspirina. Rivista Acetilsatirica. 

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La rivista tratta argomenti di attualità e di donne senza prendersi troppo sul serio, attraverso vignette satiriche e divertenti, combinando il gusto di farsi una risata con la necessità di affrontare tematiche importanti e impegnate. Prodotta e stampata a Milano dalla fine degli anni ‘80, dopo dieci uscite, e fino al 1992, si trasferisce nel mensile Noi donne con numeri speciali e con l’inserto Sotto Sotto, ma dal 2013, per la gioia di tante fan, Aspirina esce gratuitamente online. Il progetto di Aspirina tiene conto delle pubblicazioni di fumetto e femminismo che in America e in Francia hanno lasciato un segno e soprattutto non dimentica il lavoro delle illustratrici di Strix, effimera rivista di fumetti femministi pubblicata in Italia nel 1978.

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Strix è la prima rivista italiana di questo genere. Nasce dal sogno e del sogno parla il primo numero. Le sue pagine propongono un discorso onirico su maternità, ruolo femminile e inconscio, tra fumetto visionario e satira. La redazione, composta soprattutto da illustratrici e fumettiste, vuole allontanarsi, infatti, dal didascalismo femminista contemporaneo e creare un nuovo spazio di ricerca creativa, individuale e corale, dare voce a storie disegnate e realizzate sotto l’influsso maledetto di Strix, maga, uccello, a volte gatto o giumenta, una figura fantastica “a cui furono attribuiti troppi crimini”!

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Antonella Barina, Lydia Sansoni, Alessia Fani, Fernanda Core, Cecilia Capuana, Alessandra Nencioni, Mariella Pisano, Margherita Vajente, Maristella Borotto, Giuliana Maldini, Cristina Catena, Patrizia Zerbi, Cinzia Ghigliano, tredici donne, per lo più milanesi, con il supporto della Librellula, Libreria delle donne di Bologna iniziano questo progetto unico che mette in dialogo fumetto e femminismo. Purtroppo Strix ha vita breve e nel ‘79, un anno dopo la prima uscita, finisce la sua produzione, ma il suo contributo innovativo e divertente al mondo dell’arte femminista non è dimenticato. Strix rappresenta ancora oggi un momento importante per il fumetto e il femminismo italiano: con le magnifiche copertine, i suoi poster sorprendenti e la sua ironia, Strix è stato un progetto da cui tutte/i dovremmo trarre esempio. I suoi numeri sono ancora consultabili a Roma, Bologna e Milano.

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Aspirina nasce dall’esigenza del gruppo della Libreria della donne di Milano di cercare un nuovo linguaggio, diverso, poiché quello diffuso dai movimenti femministi del momento non è ritenuto sufficiente a narrare e commentare i fatti:  suo scopo è diffondere i contenuti femministi senza adottare il linguaggio del saggio, dello studio critico e delle università.

Aspirina nasce quindi dall’esigenza di differenziarsi, raccontando storie personali per ridere di se stesse e di tutto: la rubrica Echi dal guanciale è la trasposizione ironica nell’infanzia dell’amicizia reale tra due femministe, l’autrice Fio’ che parla sempre di dolori e avventure d’amore e la sua compagna di banco Lia/Sara, autorità politica in nuce che sforna teorie. I fumetti di Pat&Ste, che costellano tutti i numeri della rivista, sono dialoghi tra una femminista piena di fede nella salvezza delle donne con le donne e un’altra donna allergica ai gruppi, diffidente, a caccia di piaceri.

Ancora oggi Aspirina ha la stessa ambizione e trova nell’ironia la sua bandiera, seppure con una grafica rinnovata, fresca e frizzante. Il sito internet, consultabile gratuitamente (https://www.erbaccelarivista.org/), offre a chi si imbatte tra queste “pagine” la possibilità di ridere. A volte si tratta di mezzi sorrisi, stretti tra le labbra, perché, non dimentichiamo, Aspirina parla anche dell’Italia, del suo vecchiume, dei suoi pregiudizi e delle sue ingiustizie. Alla rivista collaborano diverse illustratrici italiane: Pat&Ste, Dalia del Bue, Donnelly, Viola Gesmundo, Mantissa, Irene Coletto e tante altre. Non mancano le collaborazioni straniere come Teresa Sdralevich, Isia Osuchowska, Lotta Sweetliv e Alison Bechdel.

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Articolo di Marika Banci

1--BExhxDopo la laurea in Lettere moderne, Marika si iscrive al corso triennale di Progettazione grafica e comunicazione visiva presso l’ISIA di Urbino. Si diploma nel 2019 con una tesi di ricerca sulle riviste femministe italiane dagli anni ’70 ad oggi e la creazione di una rivista d’arte in ottica di genere dal nome “Biebuk”. Designer e illustratrice, ha dedicato alle tematiche femministe molti dei suoi ultimi progetti.

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