Partire dai libri per l’infanzia per dire no all’oscurantismo e all’intolleranza

Stamattina, durante il mio consueto giro sui social network, mi vedo riproporre da Facebook la presentazione del libro “Sguardi differenti” fatta tre anni fa alla Bologna Children’s Book Fair. Nel libro mettevamo in relazione dei temi che allora potevano sembrare scollegati: bufala del gender, errata narrazione della violenza, alienazione genitoriale, linguaggio d’odio, rifiuto del linguaggio che nasconde il femminile, sessismo, censure di libri. Dopo tre anni il legame è chiarissimo.
Casualmente quest’anno la Bologna Children’s Book Fair, che è una delle più importanti fiere al mondo di libri per ragazze/i, prende il via il giorno dopo la fine del Congresso mondiale delle Famiglie di Verona. È una casualità, ma una casualità interessante perché questa grande manipolazione contro l’educazione alle differenze e contro gli stereotipi di genere, questo grande movimento di ritorno indietro, di oscurantismo, verso le donne soprattutto, che si sta per concentrare a Verona, è partito proprio dai libri.
Tutto cominciò nel 2013. Mentre da più parti si iniziava a parlare dell’importanza di educare ai sentimenti e contrastare gli stereotipi di genere (anche per contrastare la violenza degli uomini contro le donne e il bullismo, compreso quello omofobico) si cominciò a diffondere la voce di una certa ideologia gender che, secondo chi l’aveva inventata, avrebbe negato le differenze uomo-donna. Nello stesso periodo venivano presentati i disegni di legge Scalfarotto contro l’omofobia, e Cirinnà, sulle unioni civili. Contemporaneamente c’era stato nella società un rigurgito, quasi uno sdoganamento, di omofobia e sessismo, ma anche di razzismo. In realtà si notavano i primi sintomi di questo sdoganamento della violenza e dei pensieri discriminatori già nei gruppi Facebook che da qualche anno negavano l’esistenza della violenza contro le donne, spesso collegati con un’altra grande mistificazione, quella della Pas, ovvero l’alienazione genitoriale.
Ma uno dei momenti più significativi di questa intolleranza, quello probabilmente di maggiore importanza simbolica, avvenne a febbraio del 2014, proprio in relazione alla letteratura per l’infanzia, quando il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e la consigliera comunale Camilla Seibezzi lanciarono il progetto Leggere senza stereotipi che venne immediatamente bloccato dall’opposizione.
La reazione a difesa del progetto da parte del mondo dell’editoria dell’infanzia fu immediata: fu organizzato il Flashbook senza stereotipi e nacquero tante iniziative da parte di librerie, biblioteche, organizzazioni per la promozione della lettura e delle case editrici che si occupano di letteratura per l’infanzia.
Da allora l’editoria per l’infanzia ha prodotto tanti altri bellissimi libri per parlare delle diverse famiglie, di visibilità delle donne, di libertà delle bambine e dei bambini di non essere condizionate/i da ruoli stereotipati, dell’importanza dell’accoglienza. Tanti libri in cui si trae spunto dai temi più diversi: l’assenza di toponomastica femminile, il rispetto della grammatica (che ovviamente prevede la coniugazione di tutti i nomi), i temi riguardanti la relazione tra la danza e la fisica e tanti altri. Tutto questo per mostrare l’importanza di favorire il pensiero critico, osteggiare la stupidità di imporre dei ruoli predefiniti e stereotipati.
Insomma sarà l’editoria dell’infanzia alla Fiera di Bologna (dall’1 al 4 aprile prossimi) a fare da apripista sulla strada della difesa dei diritti civili, delle pari opportunità, della libertà di pensiero. Sarà la più bella risposta all’oscurantismo e all’intolleranza dettata dal Congresso che si svolge a Verona.
Il 2 aprile poi ci sarà, sempre in fiera, un grande flashmob (dalle 13,30 nello spazio del caffè degli autori) dal titolo A porti e libri aperti, nell’ambito del quale verrà presentato l’Appello per il rispetto dei Diritti Civili.
Ci saranno tante/i insegnanti in Fiera, insegnanti che arriveranno da tutta Italia, sicuramente dopo aver “implorato” la dirigenza per ottenere uno o due giorni liberi (da recuperare) e aver sostenuto di tasca propria le spese di viaggio, soggiorno e ingresso in fiera!
Nella scuola che io sogno, in una scuola della parità, è fondamentale la partecipazione a eventi come questo della Fiera di Bologna e agli innumerevoli incontri che si svolgeranno al suo interno. Chissà se i/le dirigenti che negano i permessi ne conoscono e riconoscono la quantità e qualità! Dovrebbe essere considerata tra le principali attività di formazione. Le insegnanti che desiderano partecipare dovrebbero essere apprezzate, incoraggiate e sostenute. Non solo dando la possibilità di avere permessi, ma anche prevedendo per i giorni della Fiera di Bologna agevolazioni per l’acquisto di biglietti dei treni (come si fa per tanti eventi) e la possibilità di essere sostenute nelle spese, magari usufruendo per queste del bonus docente.
In un mondo perfetto le scuole dovrebbero avere fondi esclusivi per arricchire le biblioteche scolastiche. Nel nostro mondo imperfetto invece il Ministro dell’Istruzione non viene alla Fiera di Bologna, non riconosce la straordinaria importanza dei libri per l’infanzia. Però va a Verona!
Ma il mondo della letteratura dell’infanzia non si lascia scoraggiare, continueremo il nostro lavoro, continueremo a fare da apripista per tutelare i diritti delle bambine e dei bambini, continueremo a far sentire la nostra voce, sperando che venga sempre più riconosciuto il nostro lavoro e la nostra capacità di guardare oltre e saper cogliere immediatamente, come avvenne nel 2014, gli oscurantismi in arrivo.

 

Articolo di Donatella Caione

donatella_fotoprofiloEditrice, ama dare visibilità alle bambine, educare alle emozioni e all’identità; far conoscere la storia delle donne del passato e/o di culture diverse; contrastare gli stereotipi di genere e abituare all’uso del linguaggio sessuato. Svolge laboratori di educazione alla lettura nelle scuole, librerie, biblioteche. Si occupa inoltre di tematiche legate alla salute delle donne e alla prevenzione della violenza di genere.

Un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...