Daydreamer di professione

Seduta a gambe incrociate, Emanuela spicca sullo sfondo del pavimento color pistacchio con lievi striature spugnate nei toni del rosso melograno. Tinte vibranti, dalla semplicità vagamente zen, con richiami al rigore scientifico. Zen, cromatismi, scienza, strani connubi: come nascono? A spiegarlo è il curriculum di Emanuela, al secolo Mari, sognatrice per scelta, tant’è che risponde all’indirizzo elettronico day_dream@. Dopo studi superiori di lingue straniere, si è laureata in fisica nucleare, ha insegnato matematica, coltivando da sempre la passione per l’immagine più che per la moda. È corretto chiamarla image consultant? La risposta è sì, insieme a personal stylist e fashion stylist. A questo è giunta seguendo i corsi dell’istituto Marangoni, sorto nel 1935 a Milano e oggi importante centro di formazione dei/delle migliori professionisti/e nel mondo della moda e del design. La scelta di diventare consulente d’immagine ha lo scopo preciso di aiutare le donne a crearsi un proprio stile unico e vincente. L’esempio più efficace di questa “opera di valorizzazione” è quello di una ragazza degente in ospedale con una malattia autoimmune che sviluppa eruzioni cutanee oltre a varie acutizzazioni. Rientra nel novero dei piccoli miracoli di autostima l’esistenza di persone che aiutano a pettinare le parrucche indossate dalle donne oncologiche soggette a trattamenti chemioterapici. Si discosta di poco dalla gelotologia, la disciplina che studia il fenomeno del ridere, con particolare riguardo alle sue potenzialità terapeutiche e al benessere psicofisico della persona. Il messaggio è: MAI lasciarsi andare, ma vedersi e volersi sempre bella con determinazione e tenacia. Crearsi una immagine che ci piaccia è una vera e propria mission. Non è un aspetto effimero, ma visionario, il cui obiettivo è comunicare un non-so-che in grado di spingere a star meglio. Parole chiave: empatia, autorealizzazione. Emanuela ne ha fatto una professione che si riassume nel concetto di “saper interpretare la moda: perché lo stile va oltre la moda”.
Il lavoro consiste nel creare immagini per servizi fotografici o per fini individuali, oppure nel definire concept di collezioni fashion, make up e hair. L’anno si scandisce nei due momenti delle collezioni a/i (autunno/ inverno) e p/e (primavera /estate). Le donne considerano il/la parrucchiere/a un/una consigliere/a ed è quindi importante formare i/le parrucchieri/e perché diventino creatori/trici di sogni, capaci di far sentire le donne uniche. I mood sono alla base del concept, cioè del tema, che può svilupparsi in una collezione ANDROGEN per giovani alternativi/e amanti dello street wear. Gli strumenti del mestiere sono abiti e accessori, in alcuni casi d’archivio, talvolta ricevuti in visione da brand e aziende in cambio della citazione nei crediti. I Book esprimono l’evolversi di una collezione e dei mood delle donne in una circolarità che parte da primavera/ estate, procede con autunno/inverno, si chiude con la successiva primavera/estate.
Quali sono i luoghi del cuore? Città come Sydney per lo speciale contrasto fra edifici modernissimi e la pace e piacevolezza della baia. E naturalmente sempre sempre sempre Milano.
Alla domanda sulle aspettative realizzate o ancora in attesa di uscire dal cassetto emerge un altro sogno, quello di partecipare come costumista a un film, magari ambientato a Venezia: sarebbe il top e non è detto che…
L’aspirazione ultima è formare chi raccolga il testimone. Si spiega così il lancio di un “lab oratorio” che evoca l’arte di parlare a tanti/e, ma anche un posticino destinato a un culto, il culto dello stile. C’è un grosso impegno in tutto questo e i punti salienti sono i viaggi di ispirazione, la ricerca di materiali che si convoglino nel concetto di bellezza e di stile, l’attenzione al teatro e al cinema, la lettura, le buone frequentazioni. Non a caso il consiglio da dare a una persona che intenda intraprendere la stessa attività è: coltivare la curiosità; tenersi informata attraverso film, mostre, spettacoli; non disdegnare le incursioni nei negozi più o meno trendy; guardare tutto ciò che ci circonda in vista di una possibile realizzazione professionale e, soprattutto, analizzare il brutto in modo da evitarlo. Crearsi un gusto definito forgia la personalità e viceversa, altrimenti tanto vale accontentarsi del settore low cost che offre il servizio di personal shopper, ma unicamente mirati a far acquistare i propri prodotti.
E per concludere: MAI permettere al destino di fermarti, essere sempre “guerriera, combattente” perché la vita è un grande regalo che non va sprecato.

 

Articolo di Nadia Boaretto

53533198_542573072903441_1839967571609124864_nLaureata in lingue e letterature straniere all’Università Bocconi. Ex insegnante di inglese, traduttrice, attiva partecipante a testi del teatro di figura. Femminista, socia fondatrice della Casa delle Donne di Milano.

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