La nuova editoria antisessista: Flewid e Frute

Riviste femministe in ottica di genere molto interessanti stanno comparendo recentemente in Italia, probabilmente consapevoli dei progetti editoriali indipendenti che all’estero sono sempre di più e che hanno un effettivo pregio contenutistico e grafico. Di questi casi italiani, due sono quelli che ho supervisionato: Flewid e Frute, simbolo di una nuova apertura che la terza ondata femminista sta portando anche in Italia.

Flewid. Roma, 2018
Si tratta di un progetto editoriale ideato e diretto dalla prima editrice transgender italiana, la creativa Emi Marchionni. Una pubblicazione semestrale che promuove la fluidità di genere, per allontanarsi dalle strutture patriarcali e dai confini sociali e culturali. In particolare si tratta di un magazine che indaga storie e identità diverse e anticonvenzionali, con l’intento di mescolare moda e arte al fine di creare un linguaggio visivo che va alla scoperta delle diversità di genere. Il nome deriva dall’unione di due parole Flew (con il vecchio significato di “to y”: “volato”) e “ID”, che si riferisce alla teoria psicoanalitica di Freud, in cui ID è l’istinto e l’inconscio, la parte della psiche umana che genere desiderio. Flew-id poi cerca di evidenziare come l’ID conduca, una volta liberato, (grazie a y), a oltrepassare le barriere mentali e le convenzioni sociali prestabilite. L’intento è contribuire a creare una scena che non renda la diversità un trendy ghetto, ma che costituisca un ritratto in continua evoluzione di una normale e seducente realtà. La rivista è consultabile online ed è acquistabile in formato cartaceo. Il progetto grafico è molto curato, attento alla scelta delle fotografie. Le copertine sono accattivanti e sempre fotografiche. La rivista è consultabile in inglese e italiano. Un primo numero di duecento pagine, nato a Roma, è distribuito in Italia in Usa, UK., Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Polonia, Belgio, Portogallo, Australia, Canada, Kuwait e Taiwan. Il progetto mette insieme l’amore per la grafica, l’oggetto-libro, l’arte e la moda, creando un nuovo immaginario estetico fuori dagli schemi e fuori dal binarismo di genere.
Per ogni numero sono state create quattro varianti di copertina, rendendolo ancora più unico, un oggetto artistico fatto per essere sfogliato, e sì, anche annusato:
“Cercatelo, guardatelo, compratelo, e soprattutto annusatelo. Vera stampa tipografica, con retino e puzza di inchiostro. No digital. Una rarità…”

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Frute. Udine, 2018
Frute è il progetto di laurea specialistica di Cecilia Cappelli, graphic designer freelance che ha unito il suo interesse per l’editoria indipendente per ragazze a quello per le tematiche antisessiste. Dalla grafica curatissima e dalla bicromia di colori brillanti e contrastati, su carte colorate che accentuano il contrasto, nasce una forma che la pone tra la fanzine femminista e il magazine per ragazze, puntando tutto sull’ironia. In Frute si raccontano storie attraverso interviste e fotografie, si parla di musica, un posto d’onore alla fotografia e non manca una rubrica che ricalca le tradizionali poste del cuore, tenuta da una carismatica drag queen. Di Frute sono stati pubblicati tre numeri, uno più interessante dell’altro, rivolti alle giovani ragazze italiane, ogni numero “affronta i temi del femminismo intersezionale, dei confini sessuali, dell’inclusione e della prevenzione di ogni tipo di discriminazione, inserendosi in una riflessione sull’editoria indipendente come strumento sociale di aggregazione territoriale”. Lo stesso nome della rivista si riferisce alla realtà regionale del Friuli Venezia Giulia, infatti frute è un “modo tenero per chiamare una ragazza in lingua friulana”.
Frute esce due volte l’anno e si pone l’obiettivo di dare voce a un futuro post-gender. Le tematiche femministe sono trattate in maniera trasversale, attraverso le storie (anche personali) degli/delle autori/autrici, l’ironia, le immagini e l’arte, traendo forza e valore dalle caratteristiche di unicità e non-condivisibilità proprie della carta.

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Articolo di Marika Banci

1--BExhxDopo la laurea in Lettere moderne, Marika si iscrive al corso triennale di Progettazione grafica e comunicazione visiva presso l’ISIA di Urbino. Si diploma nel 2019 con una tesi di ricerca sulle riviste femministe italiane dagli anni ’70 ad oggi e la creazione di una rivista d’arte in ottica di genere dal nome “Biebuk”. Designer e illustratrice, ha dedicato alle tematiche femministe molti dei suoi ultimi progetti.

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