Pandora

All’inizio era una statua, poi è diventata una donna. Stiamo parlando di Pandora, uno dei miti più noti e famosi di sempre. Ma iniziamo con il dire che il mito di Pandora e del suo celeberrimo vaso è da ritenersi consequenziale, perché incarna una vendetta di Zeus. Uno Zeus ingannato e tradito da Prometeo e dagli stessi uomini a lui particolarmente cari. Il tutto a causa del furto del fuoco, dono di Prometeo all’intera umanità. Pandora, dunque è la prima donna. Plasmata dalle mani esperte di Efesto, è lei, secondo la mitologia greca, l’antenata di tutte le donne.

Prima di mandare la bellissima mortale tra gli uomini, tutti gli dei le offrirono un dono: Zeus le regala un bel vaso e le ordina di non aprirlo, a nessun costo. La donna accoglie il dono e giunge sulla terra. Epimeteo, fratello di Prometeo, la vuole sposare. Epimeteo non sa resistere al fascino di Pandora, e Pandora, che è una donna curiosa, non resiste alla curiosità di scoprire cosa nasconda il vaso. Pian piano solleva il coperchio e … rapidi, inafferrabili, violenti escono dal vaso vizi, malattie e mali che si sistemano comodamente nelle case degli uomini per rendere più difficile la loro vita. Pandora cerca affannosamente di chiudere il vaso e di rimediare al disastro, ma ogni sforzo è vano, anche se in fondo al vaso resta la Speranza, l’unico bene rimasto ai mortali a conforto delle loro sventure. Non a caso viene detta ultima a morire. Zeus ha così la sua vendetta e gli uomini una giustificazione ai mali del mondo.

È Pandora la responsabile di tutto, la sua dannata curiosità e la sua voglia di scoprire. Un po’ come ammettere che la donna possa essere ritenuta l’unica responsabile del cambiamento della condizione umana o, se vogliamo, in generale di ogni cambiamento sociale. Perché, sin dalla notte dei tempi, Pandora della stessa speranza è distruttrice e custode.

Ma la verità è che la curiosità è un’esigenza umana: il bisogno di capire, di comprendere e spiegare ciò che ci circonda è insito in ogni essere umano. Scoperchiamo continuamente vasi per scoprire una verità che non ci piace, per poi attribuire la responsabilità a chi ci ha offerto la possibilità di farlo. Troppo facile!

In copertina: Pandora di John William Waterhouse, 1896, (particolare).

 

Articolo di Genny Pasquino

cpMx9J8NGiornalista pubblicista, ha ideato una “Biblioteca dei piccoli” 3.0, adottata dal Centro sociale anziani di Guardavalle. Si tratta di un Open Space transculturale che promuovere l’accesso alla cultura e alla divulgazione scientifica; veicola informazioni e conoscenza; favorisce l’inclusione sociale, la democrazia partecipativa e paritaria, e il senso civico. È socia e referente del gruppo jonico di Toponomastica femminile.

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