Un comune virtuoso: Rivoli. Qualche riflessione

Rivoli, quasi 50.000 abitanti, è un grosso centro della Città metropolitana di Torino, e a Torino è collegata dall’arteria di Corso Francia, quasi 12 chilometri di rettilineo, il più lungo d’Europa; a dominare la città una collina su cui sorge il Castello, ex residenza sabauda ora diventata importante polo museale dedicato all’arte contemporanea.
Nel 2012, quando Toponomastica femminile aveva scritto a tutti i comuni piemontesi chiedendo i dati per i censimenti, il Sindaco di Rivoli era stato tra i pochi che avevano risposto. I numeri parlavano chiaro e dicevano che anche a Rivoli, come dappertutto, le donne erano state dimenticate: su 482 aree di circolazione, 158 portavano nomi di uomini e solo 5 di donne, di cui 3 erano Madonne. Un giardino era intitolato alla militante filopalestinese Rachel Corrie.
Ora però qualcosa è cambiato: il piccolo seme lanciato allora da Tf ha trovato terreno fertile. Nel 2014 l’Amministrazione di Rivoli lanciava un sondaggio fra la popolazione, cui proponeva ben 10 nomi, tutti femminili, tra i quali scegliere l’intitolazione di una nuova strada aperta nel centro città. I cittadini e le cittadine erano così stimolati a riflettere sul fatto che le donne erano sottorappresentate nella toponomastica della loro città, dove mancavano nomi come quelli di Maria Montessori, Elsa Morante, Grazia Deledda, Rita Levi-Montalcini, Margherita Hack e altri dello stesso spessore. Il sondaggio ebbe successo e la maggioranza si espresse per il Premio Nobel per la medicina Rita Levi-Montalcini, deceduta da non molto tempo (alla fine del 2012) e giustamente considerata una gloria nazionale. Oggi la nuova via è dedicata a lei. La cerimonia dell’inaugurazione ha avuto luogo, alla presenza del Sindaco, Franco Giusto Dessì, lo scorso 8 marzo, data che rafforza il valore simbolico dell’intitolazione.

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RIvoli. Intitolazione stradale dedicata a Rita Levi Montalcini.

In quella occasione il Sindaco ha ricordato l’impegno della Giunta per iniziare a colmare, almeno in parte, il gap di genere presente nella toponomastica rivolese, e in seguito ci ha mandato i dati aggiornati, da cui risulta in effetti che le intitolazioni femminili deliberate dopo il 2012 (8) sono più numerose di quelle maschili (6). In città ci sono tre nuove aree di circolazione – oltre a Via Rita Levi-Montalcini, il Piazzale Brigida Zuccolotto, madre dei fratelli Piol, caduti partigiani, e il Piazzale Lea Garofalo, vittima di mafia – e quattro nuovi giardini che portano nomi femminili. Sono quelli della medica Rita Fossaceca, uccisa in Kenia mentre si occupava dei suoi piccoli pazienti, della sindacalista Lidia Lazzero, della poliziotta Emanuela Loi, cui si aggiungerà quello di Marcella Di Levrano, uccisa dalla criminalità organizzata; un altro giardino ricorda, collettivamente, tutte le donne vittime di violenza.
Naturalmente siamo contente che la città abbia risposto in modo positivo agli stimoli dell’Amministrazione e che vi siano nuovi spazi pubblici dedicati alla memoria femminile. Osserviamo tuttavia con un po’ di stupore che questi nomi, giunti sulle targhe in seguito a richieste autonomamente partite dalle scuole o dalla società civile, appartengono tutti, a eccezione di Rita Levi-Montalcini, a vittime (della violenza, della mafia, del proprio impegno per i più deboli, della maternità eroica), come se non ci fosse, per le donne, altro modo di distinguersi se non nel sacrificio e nella sofferenza. Come se una pedagogista innovatrice come Montessori, un Nobel della letteratura come Deledda, una pioniera come Serao, prima donna direttrice di un giornale (tutti nomi suggeriti dall’Amministrazione nel sondaggio) non avessero colpito abbastanza la fantasia della gente. Sarebbe interessante sapere se anche i nuovi nomi di uomini celebri appartengono alla stessa tipologia, perché se così non è significa forse che quella sottile svalutazione del femminile che ha determinato l’esclusione delle donne dalla toponomastica e non solo, continua a esistere e rimane operante nell’inconscio delle persone pur nel cambiamento in atto. E che quando si tratta di scegliere una donna da ricordare con una targa, più che il valore delle opere compiute in vita, impressiona una morte particolarmente traumatica, magari nel pieno della giovinezza e della bellezza, oppure la perdita di tutti i figli. Fenomeni come questo ci devono far riflettere: non si cancellano dall’oggi al domani millenni di invisibilità femminile, e il lavoro che abbiamo di fronte, per modificare una mentalità dura a morire, resta lungo, difficile e pieno di insidie.
Questo significa che il nostro impegno non deve venire meno e che dobbiamo valorizzare ogni sforzo che va nella giusta direzione, come l’eccellente lavoro compiuto dalla Giunta di Rivoli per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della memoria femminile. Lavoro che ci sembra opportuno includere tra le buone pratiche nel rinnovato sito web di Toponomastica femminile.

In copertina: Rivoli. Intitolazione (di un giardino pubblico) a Rita Fossaceca.

 

Articolo di Loretta JuncK

qvFhs-fCGià docente di lettere nei licei, fa parte del “Comitato dei lettori” del Premio letterario Italo Calvino ed è referente di Toponomastica femminile per il Piemonte. Nel 2014 ha organizzato il III Convegno di Toponomastica femminile. curandone gli atti. Ha collaborato alla stesura di Le Mille. I primati delle donne e scritto per diverse testate (L’Indice dei libri del mese, Noi Donne, Dol’s ecc.).

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