Caponata di carciofi

Non è altro che una variazione della più famosa caponata di melanzane, altrettanto buona.

È una ricetta preziosa quando dovrete predisporre un buffet o un pranzo per molte persone: si deve preparare uno o due giorni prima perché nel tempo i sapori si amalgamano ed equilibrano, e la caponata, come tutte le preparazioni a base di verdure in agrodolce, diventa molto più gustosa.

E poi è divertente giocare l’elemento sorpresa, sono tutti ormai abituati alla ricetta classica di melanzane, e con questo piatto stuzzicherete il palato dei vostri amici.

Io l’ho preparata a Natale, perché per me cucinare è un modo di dire “ti voglio bene”, e ci tenevo a proporre qualcosa di insolito alle persone che quel giorno desideravo avere alla mia tavola.
Ingredienti

7/8 carciofi puliti e tagliati a spicchi (circa uno a persona)
500 gr di passata di pomodoro
1 cipolla rossa
aceto (ca 50 ml)
zucchero, un paio di cucchiai
olive verdi saporite
3 o 4 coste di sedano
basilico
capperi una manciata abbondante
mandorle tritate (io ne metto una parte di quelle con la pelle tostate e tritate e una parte di bianche soltanto tritate, senza tostarle)
sale
pepe

Infarinare e friggere gli spicchi di carciofi (o lessarli ma lasciandoli al dente, per una versione light).
Con un pelapatate togliere i filamenti alle coste di sedano. Tagliare la cipolla a velo e il sedano pulito a tocchetti di circa 1 cm. Rosolarli in olio a fuoco basso finché non diventeranno traslucidi (diciamo una decina di minuti). Versare poi nel tegame le olive, i capperi e il pomodoro. Cuocere per 10 minuti e aggiustare di sale.
Sciogliere lo zucchero nell’aceto, in un bicchiere, e versarlo nel sugo, assaggiando per decidere il grado di intensità dell’agrodolce (sempre a fuoco basso alcuni minuti per far evaporare la parte alcolica dell’aceto). Aggiungere il basilico e quindi gli spicchi di carciofo. Far insaporire il tutto regolando di sale e pepe.
Trasferire la caponata in frigo quando sarà fredda, ben coperta almeno fino al giorno dopo (due ancora meglio).
Si serve a temperatura ambiente con una spolverata di mandorle tritate a guarnizione.

 

Articolo di Maria Pia Strano

UgWD4QnKNata nel 1954 in Sicilia, trapiantata suo malgrado a Roma nel 1963. Ha lavorato come Insegnante nella Scuola Primaria. Laureata in Psicologia, Mediatrice Familiare e Counselor. Da anni si occupa della violenza psicologica all’interno della coppia organizzando seminari e conferenze in collaborazione con criminologi/ghe e avvocati/e sensibili al problema.

 

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