Eye on design: una rivista di settore in ottica di genere

Eye on design è un progetto creato da un team di donne con la passione per il design.

Perrin Drumm è la fondatrice e direttrice di questa iniziativa lanciata nel 2014 da AIGA (un’associazione statunitense di professioniste/i designer) con la finalità di raggiungere giovani designer di tutto il mondo.

Nato come blog gestito da Perrin, il progetto diviene nel 2017 un sito web e presto un magazine cartaceo.

Ogni numero, scritto e edito da donne, privilegia un punto di vista femminile e indaga su molte storie di donne e sulle difficoltà di progettare e ricercare questi racconti spesso dimenticati. Offre uno sguardo nuovo e preparato sui migliori lavori dei e delle designers emergenti e affermati/e al mondo, con un approccio sempre aggiornato, sia per la scelta dei contenuti che per le immagini e la grafica. Ogni numero è curato dallo stesso team di donne, Perrin DrummLiz StinsonMeg MillerEmily GoslingMadeleine Morley e Tala Safié: editrici, scrittrici, giornaliste e designer; mentre il progetto grafico è opera di professioniste/i sempre diverse/i: il primo numero è di Maziyar Pahlevan, il secondo di Shira Inbar, il terzo di Allyn Hughes, il quarto e ultimo di David Benski.

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Anche se molto diversi perché realizzati da mani diverse, i numeri di Eye on design sono coerenti tra loro e costituiscono degli oggetti pregiati e collezionabili: le copertine, infatti, seppur in modalità proprie, riprendono la stessa struttura, con un occhio fustellato al centro della composizione. Trattano argomenti legati alla storia delle donne, ma scelgono ogni volta macro tematiche che vengono sviscerate pagina dopo pagina.

Il primo numero, ad esempio, dal titolo Invisible, affronta attraverso il lavoro di designer, artisti e illustratori come Alexandra Bell, Nate Lewis e Antoine Cossé, cosa si trova dietro alle loro progettazioni, sotto alla superficie, quali sono le griglie, gli schemi, i codici e i dati dietro ai prodotti finiti, tutto ciò che non si vede, ma che costituisce le fondamenta della progettazione.

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Il numero 2, invece, dal titolo Psych ricerca quelle esperienze di design e alterazione della mente, esplora il design psichedelico degli anni ‘60 e ‘70, dando voce a quelle illustratrici e designers che hanno fatto la storia del periodo, ma che spesso sono state dimenticate e messe in ombra da una storia esclusivamente maschile: Madeleine Morley racconta attraverso ricerche e interviste i talenti di Bonnie MacLean, Ida Griffin, Hetty MacLise, Mari Tepper e Virginia Clive-Smith, (quest’ultima ha realizzato anche il logo per la celebre rivista OZ). Nello stesso numero sono narrate anche le esperienze e i progetti di donne contemporanee, tramite interviste e immagini: scopriamo così Ingrid Nelson, Pia Christmann e Leta Sobierajski.

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Il terzo numero, invece, dal nome Gossip indaga le modalità di progettazione e le vicende intorno a People, la più famosa rivista di gossip americana, racconta la storia dell’artista e designer April Greiman con un’intervista esclusiva a tutto tondo.

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Infine, l’ultimo numero uscito, dal titolo Worth, è ricco di spunti che mettono in discussione il modo in cui è valutato il design, misurato in denaro, potere, influenza e sentimenti. Anche in questo caso, le questioni di genere sono in primo piano, con un sondaggio che sottolinea quanto più spazio, tempo e denaro sia concesso ai designer uomini durante le conferenze sul design, rispetto alle loro colleghe donne.

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Eye on design costituisce un vero gioiello per l’editoria, sia per i suoi contenuti, sia per il suo approccio ironico, divertente e curatissimo – dalla scelta delle immagini, delle griglie, della carta, degli inchiostri ecc; creata e scritta da donne, edita sia in versione cartacea che online, è inoltre unica e innovativa, con uno sguardo verso un futuro che dà sempre più spazio alla voce femminile.

Articolo di Marika Banci

1--BExhxDopo la laurea in Lettere moderne, Marika si iscrive al corso triennale di Progettazione grafica e comunicazione visiva presso l’ISIA di Urbino. Si diploma nel 2019 con una tesi di ricerca sulle riviste femministe italiane dagli anni ’70 ad oggi e la creazione di una rivista d’arte in ottica di genere dal nome “Biebuk”. Designer e illustratrice, ha dedicato alle tematiche femministe molti dei suoi ultimi progetti.

 

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