Le fantasie androgine di un genio

Il Miur ha dato il via alle celebrazioni per Leonardo da Vinci a cui sarà dedicato quasi un anno intero, dal 2 maggio 2019 al 15 aprile 2020, dal giorno della morte a quello della nascita del grande genio italiano, e le scuole saranno unite virtualmente nel suo ricordo anche perché gli saranno dedicate le tradizionali Olimpiadi scolastiche nelle diverse discipline di studio, organizzate a livello nazionale per promuovere le eccellenze tra le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di II grado.

Nell’apprendere la notizia mi sono accorta che nella mia vita mi sono incontrata spesso con questo genio: libri, dvd, mostre, disegni, letture … fino a Vinci, borgo che mi sono trovata a visitare durante la ‘fantastica’, colorata e immaginifica Festa dell’Unicorno[1].

Tra le sue scoperte ricordiamo che ci fu l’aver intuito che il cuore fosse una pompa per il sangue e non un riscaldatore, l’aver osservato gli anelli di accrescimento degli alberi (da cui è nata la dendroclimatologia[2]), l’aver capito cosa sono i fossili. Tra le sue particolarità di certo sappiamo che scrivesse da destra a sinistra, perché era un mancino non corretto nell’infanzia, e che fosse vegetariano: celebre la sua frase «Verrà il giorno che sarà giudicato delitto uccidere un animale come ora uccidere un uomo». Nel dubbio è rimasta la sua probabile omosessualità, poiché il processo per sodomia non fu portato a termine in quanto la denuncia era anonima, e, come scritto dal critico d’arte Jonathan Jones per The Guardian, l’attrazione del pittore per le donne doveva essere forte, se si considera che i ritratti più potenti che abbia realizzato sono proprio di donne conferendo loro per primo personalità, carattere, individualità: insomma, per lui non sono simboli, ma persone.

Anche mentre combatteva contro le accuse sodomia a Firenze, a ventisei anni, Leonardo da Vinci dipinse l’immagine di una giovane donna che andava oltre le convenzioni patriarcali della sua città natale. La sua Ginevra de’ Benci gira lo sguardo verso di noi, i suoi occhi seri vanno incontro a chi guarda. Era la figlia di una ricca famiglia fiorentina, ma Leonardo l’ha vestita in borghese al fine di concentrarsi sul suo volto, in un motto dipinto sul retro del pannello in legno, ha dichiarato che lei non era solo bella, ma aveva “virtù” […]. “Sembra – quando vedi questo dipinto alla National Gallery of Art di Washington, DC – che vada a riempire la tua mente. Non sono solo i suoi tratti raffinati di adolescente, ma il potere dei suoi occhi, splendenti di gravità, come gli occhi degli autoritratti di Rembrandt, in realtà sembrano finestre per l’anima”. Così scrive Jones, aggiungendo che in realtà la sessualità di Leonardo sembra trascendere il genere, e molte sono le sue fantasie androgine di legami tra i mondi: dall’angelo dal sesso indefinito della Vergine delle Rocce, a quelli delle opere giovanili, dallo stesso angelo dell’Annunciazione che, malgrado l’aspetto, con sguardo penetrante fissa Maria, mentre sullo sfondo della scena s’intravede una camera da letto.

Commise anche qualche errore, in verità. Come per esempio l’aver ritenuto che nel cervello ci fossero tre ventricoli anziché quattro[3] e, sinceramente, mi sembra comprensibile. Un po’ meno logico mi sembra, invece, che nelle celebrazioni si parta dal giorno del decesso per terminare con quello della sua venuta al mondo. Però tant’è! Magari possiamo coglierne la valenza metaforica (che ci sta pure tutta, dato il periodo pasquale!), e cioè che dalla morte si ritorni alla vita, quella che rispetta e valorizza le differenze di genere e di cultura, quella che ridà forza ai diritti violati e negati, quella che è di tutti e tutte nella libertà di essere scientemente e di agire quotidianamente con la tavolozza dei colori che l’esistenza ci offre.

[1] Dal 2004 Festa del Fantasy e dei/lle cosplay che si svolge a luglio.

[2] Studio del clima di una determinata zona relativamente agli alberi che la popolano.

[3] Il quarto ventricolo è quello posto più in basso all’interno dell’encefalo.

 

Articolo di Virginia Mariani

RdlX96rmDocente di Lettere, unisce all’interesse per la sperimentazione educativo-didattica l’impegno per i temi della pace, della giustizia e dell’ambiente, collaborando con l’associazionismo e le amministrazioni locali. Scrive sul settimanale “Riforma”; è autrice delle considerazioni a latere “Il nostro libero stato d’incoscienza” nel testo Fanino Fanini. Martire della Fede nell’Italia del Cinquecento di Emanuele Casalino.

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