“ERAVAMO IN 21 DONNE……. “

 

“Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a
compiere il nostro dovere hanno
un’autorità silenziosa e perentoria.
Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose
della tessera del pane.
Stringiamo le schede come biglietti d’amore.”

Anna Garofalo, giornalista

 

25 aprile, una data che ci ha consegnato la speranza e la libertà per voce di uomini e donne, figli e figlie di un conflitto in cui i valori e i diritti furono messi in discussione.
La Liberazione è una pagina della nostra storia, il punto di non ritorno dei valori della Democrazia e la Costituzione rappresenta la spina dorsale dei diritti e dei doveri di tutta la nazione.

La Costituzione è nata dall’esperienza degli anni della guerra, il cui peso ne ha influenzato l’idea, le scelte, il bisogno di affermare i diritti inviolabili dell’essere umano, i doveri, la pari dignità, senza distinzione di razza, lingua e religione.
Nel suo senso più semplice, proprio per gli orrori vissuti e le tante guerre per il mondo raccontate, ogni straniero da potenziale nemico divenne un soggetto di diritti.

Padri e madri, ancora oggi sentiamo chiamarli così, insieme per il bene comune e il lavoro; uomini e donne con lo sguardo oltre il limite segnato dalla guerra; un passo oltre quelle macerie sotto i cui cumuli gli italiani avevano seppellito anche il più piccolo sogno. Grande fu la loro scelta a sottolineare il valore della persona e la parità nel rispetto delle differenze.

Noi donne ancora ci appelliamo a quell’Art. 3 dopo più di 70 anni, ancora ci confrontiamo e ci interroghiamo, per quel lungo cammino di parità tra i sessi.
Quell’auspicato pieno sviluppo della persona umana è tuttora limitato dalla diversità sancita da un sistema patriarcale ancora duro a morire, anche se già allora le donne della Commissione 75 hanno voluto sottolinearlo, dopo averlo imposto.

Donne risolute, coraggiose, moralmente ribelli al fascismo, con scelte di vita sulle spalle che pagarono a caro prezzo e che influenzarono certamente il loro impegno politico.
Donne nella società dei tempi che assegnava un ruolo codificato nella famiglia e prediligeva l’uomo nello spazio politico e pubblico. Donne straordinarie, il pregiudizio e il sarcasmo, anche se affettuoso, non le ha abbattute.

Da qualche anno si promuovono iniziative per ricordarle, per rievocare il loro impegno e il ruolo svolto nella stesura della Carta costituzionale.
È come se un velo fosse passato sulle loro storie. A causa di un oblio storico, probabilmente naturale per la cultura del tempo, molte non furono ricandidate o scelsero di non farlo.
Comprensibile, possiamo immaginare, l’esperienza all’interno dei partiti: il maschilismo viene da lontano.
Comunque sia andata i loro passi successivi ci mostrano che l’impegno non venne meno, pur nelle retrovie continuarono le loro attività politiche e sociali.

In questi anni c’è stata grande sensibilità e attenzione a trasmettere alle e ai giovani il valore di queste donne.
Attività interessanti hanno attratto la curiosità, diventata impegno, come quella dell’Associazione Toponomastica femminile che da tempo ha fatto suo il compito di testimoniare e raccontare.
Tra le molteplici attività, il Concorso “Sulle vie della parità”, in collaborazione di altre autorevoli Associazioni, finalizzato a riscoprire e valorizzare il contributo offerto dalle donne alla costruzione della Società.
L’Istituto Comprensivo “Lombardo Radice” di Caltanissetta ha raccolto la sfida ed è tra i vincitori del Concorso che sarà premiato da Toponomastica a fine mese di aprile.
Ragazze e ragazzi saranno premiate/i e l’impegno della docente Marina Dell’Utri, tutor interna del progetto scolastico, sarà ricompensato.
“Eravamo in 21 donne in un’assemblea molto numerosa. Varcammo la soglia di Montecitorio…….”
Alle nostre madri alunne e alunni hanno restituito la parola, le hanno riconosciute, ad una ad una, in interviste “impossibili”, confessioni in diari segreti e in scambi epistolari.
Quale entusiasmo nelle loro parole! Benché fossero interviste inventate, la coerenza con la realtà ce le ha mostrate in tutte le loro emozioni.
Quanto studio deve esserci stato dietro quelle interviste elaborate dalla classe! Un lavoro importante che è arrivato al cuore, mostrando intatto il valore di ognuna di loro a distanza di 70 anni.
70 anni di fascino e dispiace non averle conosciute.
Ci si chiede quale sia stato il segreto che le ha consegnate alla storia con la sola voce “21 costituenti”.
Una risposta nelle parole di Livia Turco, “pur avendo diverse formazioni culturali, pur essendo orgogliosamente democristiane, socialiste, comuniste, seppero costruire una formidabile alleanza tra di loro per incidere nella formulazione della Costituzione, iscrivendo in essa una nuova visione della donna, di rapporti tra donne e uomini, del rapporto genitori figli.”
Amiche, inchiniamoci davanti il più grande esempio di “sorellanza”.

 

Articolo di Grazia Mazzè

mhwNRz55Grazia Mazzè è nata e vive a Palermo. Da circa trent’anni è in distacco per attività sindacale. Segretaria Regionale di categoria del settore della chimica, energia e tessile della UIL, è impegnata da sempre nell’attività dei Coordinamenti Pari Opportunità e Politiche di genere, a livello regionale e nazionale. È la referente del gruppo Toponomastica femminile per la città di Palermo.

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