I cani eroi di Firenze

A Firenze è stata lanciata dall’assessore alla Toponomastica Andrea Vannucci l’iniziativa di intitolare le aree per cani «per dare dignità e riconoscimento a dei luoghi molto apprezzati dai cittadini e dai loro amici a quattro zampe». Tutto è iniziato con Laika, la sfortunata cagnetta destinata a morte certa, protagonista della missione spaziale sovietica Sputnik 2 del 1957.

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Poi è stata la volta del cane eroe del Bataclan: Diesel. Ora si annunciano dieci intitolazioni per altrettante aree: si comincia con Peritas (il molosso di Alessandro Magno), poi troviamo Kaos, che salvò molte vite nel terremoto di Amatrice, e Rocky, dell’unità cinofila dei Vigili del fuoco di Firenze, premiato con il Fiorino d’oro nel 2017 per aver partecipato alle ricerche dei superstiti della slavina a Rigopiano. Ancora eroica la vicenda di Falco, attivo in più situazioni di emergenza: da Amatrice a Norcia. Non potevano mancare le storie commoventi di Argo, che attese Ulisse per venti lunghi anni, e Fido, il cane di Borgo San Lorenzo che per quattordici anni andava ogni sera ad accogliere alla fermata dell’autobus il ritorno dell’amato padrone deceduto. Nella zona di Porta Romana sarà ricordato Angelo, la cui vicenda penosa di violenze e sevizie rimanda alla crudeltà umana, mentre Rin-Tin-Tin ci rammenta una bella storia a lieto fine: il cucciolo fu trovato in Germania da un soldato americano durante la Grande guerra; portato negli Usa fu addestrato e divenne così famoso da essere poi protagonista della celebre serie televisiva e di vari film. Nel giardino Caponnetto ci sarà l’intitolazione a Pando, campione dell’unità antidroga della Questura fiorentina morto nel 2018; nel quartiere 5 si ricorderà invece un cane “letterario”: Melampo, che compare nelle Avventure di Pinocchio del toscano Collodi.

Una bella idea davvero, che fa onore alla sensibilità dell’Amministrazione e che speriamo prosegua, magari anche in altri momenti lontani dalla fase pre-elettorale.

Quello che tuttavia fa riflettere in questa vicenda è, per contrasto, la continua disattenzione verso la memoria delle donne: a Firenze, secondo il censimento presente sul sito di Toponomastica femminile,  gli uomini ricordati nella odonomastica sono 1100, le donne poco più di 70. Sono cifre che si commentano da sole. Queste rare presenze sono, come al solito, 20 Madonne, 22 sante, 7 suore e benefattrici; solo tre letterate: Cristina di Belgiojoso (anche patriota e tante altre cose, come ben sappiamo), la scrittrice fiorentina Ida Baccini e la giornalista Oriana Fallaci; cinque artiste e 11 personaggi storici di varie epoche o legati alla Resistenza.

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Curiosamente le due protagoniste della letteratura che compaiono sono Laura e Fiammetta, rese eterne rispettivamente da Petrarca e Boccaccio, mentre manca Beatrice: Dante non ha spazio nella sua città neppure in questo ricordo! Più di recente è avvenuta l’intitolazione alla celebre architetta Gae Aulenti di una rampa di accesso alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella; sono state poi dedicate una piazza ad Anna Maria Ichino, colei che materialmente collaborò con Carlo Levi nella stesura del suo romanzo Cristo s’è fermato a Eboli, composto proprio a Firenze, e un giardino a Michela Noli, giovane dipendente dell’areoporto di Peretola uccisa dall’ex marito nel 2016. Lo scorso 13 febbraio una delibera si è pronunciata per l’intitolazione di una via a Norma Cossetto, vittima delle foibe; l’8 marzo 2018 un’importante iniziativa ha riguardato la costituente Teresa Mattei il cui nome è stato assegnato a una galleria nel Palazzo della regione in via Cavour. E non siamo ancora a 80.

Dopo il pensiero rivolto ai nostri fedeli amici, ora è lecito aspettarsi altrettanta sensibilità (… se non maggiore) nell’imprimere una necessaria svolta a favore delle tante donne meritevoli di ricordo. Per colmare il divario occorreranno secoli, ma almeno cominciamo!

Articolo di Laura Candiani

oON31UKhEx insegnante di Materie letterarie, dal 2012 collabora con Toponomastica femminile di cui è referente per la provincia di Pistoia. Scrive articoli e biografie, cura mostre e pubblicazioni, interviene in convegni. È fra le autrici del volume e Mille. I primati delle donne. Ha scritto due guide al femminile dedicate al suo territorio: una sul capoluogo, l’altra intitolata La Valdinievole. Tracce, storie e percorsi di donne.

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