L’infiorata della città barocca

Giunta alla sua 40esima edizione, l’Infiorata di Noto di quest’anno (17- 18- 19 maggio) ha avuto come tema “Vieni ca ti cuntu. Storie di Siciliani in America”. Nel grande fervore di queste giornate, ricche di incontri, riflessioni e tante, tante emozioni, la presenza di Toponomastica femminile ha impreziosito l’evento netino di belle novità. Il sabato pomeriggio, arrivando a Porta Reale, si scopre l’Itinerario di genere, il progetto realizzato dalle alunne e dagli alunni della Secondaria di I grado e della Primaria del IV Istituto Comprensivo “Giovanni Aurispa”.

Nato in collaborazione con l’Associazione Toponomastica femminile, l’obiettivo del percorso è stato l’individuazione e la narrazione drammatizzata di un “iter rosa” all’interno della città barocca Patrimonio UNESCO dal 2002, che mappa e racconta, attraverso intitolazioni, monumenti e testimonianze orali, la presenza di figure femminili portatrici di un’eredità morale e culturale.

Sei le donne raccontate, sei sfaccettature del caleidoscopico mondo femminile, testimonianze dell’essere donna nei diversi periodi storici e contesti socio-culturali di riferimento: l’antropologa Teresa Schemmari (1957-1992); la poetessa Mariannina Coffa (1841-1878); la docente di Fisica Marianna Ciccone (1891-1965); la partigiana Lina Cardelli (1911 -1985); l’operaia migrante Gaetana Midolo (1895-1911).L’itinerario è un percorso urbano che prevede sei punti di sosta e ha una durata complessiva di due ore. Ogni sosta è in corrispondenza di una targa commemorativa o di una intitolazione (come nel caso del nostro Teatro comunale dedicato all’attrice netina Tina Di Lorenzo), apposte nelle case dove ciascuna delle sei donne nacque o trascorse parte della propria vita. Il punto di partenza è la monumentale Porta Ferdinandea, in pieno cento storico; ci si tuffa poi in un intrico di vicoli, scalinate, antichi quartieri popolari fino a ritornare in piazza XVI maggio davanti al Teatro “Tina di Lorenzo”, disegnando un abbraccio circolare che unisce idealmente vite, voci, storie di donne. Una chiave di lettura inedita per scoprire la città e che guarda ai luoghi con lo sguardo intenso di queste sei figure che ebbero il coraggio di essere se stesse, nonostante gli ostacoli, culturali, materiali e a volte anche fisici e che, in alcuni casi, pagarono a caro prezzo questo loro anelito di libertà e autenticità. Visitatori e visitatrici, condotti/e da studenti (riconoscibili da magliette fucsia che curano il cuore, con il logo dell’associazione Toponomastica femminile), incontrano le sei donne, interpretate da altrettante alunne, davanti alle loro rispettive abitazioni (dove oggi grazie alla collaborazione tra FIDAPA, Tf e l’Amministrazione comunale, sono ricordate con targhe) o nei luoghi che le videro protagoniste. Così in via Ascenzo Mauceri si incontra Teresa Schemmari[1], da qui si passa dalla casa della poetessa Mariannina Coffa[2] recita uno dei  sonetti più celebri della capinera netina, Ombra adorata, e quindi si procede per la piazza del Crocifisso dove, da un cortile retrostante la sua casa, ci viene incontro Marianna Ciccone[3].Dal Piano Alto si giunge all’antico quartiere popolare dell’Agliastrello, dove visse la partigiana fiorentina Lina Cardelli[4]. A questo punto si scende nuovamente nella Noto Bassa e, passando dalla rotatoria di piazza Bixio a lei dedicata nel 2016, si incontra Gaetana Midolo[5], la giovanissima operaia che cuciva camicette bianche e che morì nello spaventoso incendio della Triangle & Waist a New York. Il percorso si conclude nel foyer del Teatro “Tina Di Lorenzo” dove il figlio della famosa attrice, Dino Falconi[6] , ricorda la madre, l’Encantadora, “la Tina”[7] Lo stesso percorso è stato digitalizzato su Google Maps, corredato di QR code, grazie al quale è possibile scaricare tutte le biografie delle sei donne netine e può essere sempre visualizzato attraverso un link. Gli alunni e le alunne sono stati/e tutti/e coinvolti/e, chi nella ricerca, chi nella drammatizzazione, chi nella digitalizzazione dei contenuti riportati sulla mappa, mentre il progetto è stato ideato e realizzato da Cettina Raudino, docente referente, Nelluccia Mancarella, Corrado Quartararo e Cettina Tedeschi[8]. Nel tappeto di fiori che colora e profuma via Nicolaci, tra i cunti dei/delle Siciliani/e in America, non poteva mancare Gaetana Midolo, la giovane operaia netina morta in quel terribile incendio dell’11 marzo 1925, a Nuovaiork. A raccontare la sua storia, attraverso un bozzetto, Nicoletta Fiore, studentessa del Matteo Raeli, che ha conosciuto e studiato la storia di Tanina Midolo attraverso le attività di Toponomastica femminile, progetto identitario dell’Istituto di Istruzione Superiore di Noto. Nicoletta, con linee essenziali ma efficaci, ha descritto la storia e il dramma della quindicenne Gaetana, “ca partiu a Merica cu na valigia china di sogni e spiranzi”. Grazie ad Ester Rizzo, e alla sua ricerca Camicette bianche. Oltre l’8 marzo, è stata data identità e dignità alle 126 operaie, donne che attraverso il lavoro chiedevano riscatto e riconoscimento. La via Nicolaci, lunga 122 m, comprende ogni anno 16 bozzetti. La dimensione di ogni bozzetto è di 4 x 7 m, 28 metri quadrati che saranno ricoperti da 10.600 fiori (gerbere, garofani, statice e crisantemi) e da essenze (crusca, torba, carruba, lenticchie, mais, soia, fagioli, semi di girasole, riso, polenta), utilizzate per i contorni e i particolari del volto. Infioratori e infioratrici comunicano tipo e colore dei fiori che utilizzeranno e scelgono se fare uso del fiore intero o spetalarlo. Anche la spetalatura dei fiori e il disegno del bozzetto sulla strada sono operazioni fondamentali per la realizzazione dell’opera. Si comincia a infiorare il venerdì pomeriggio, al termine del taglio del nastro del Sindaco, e si continua per tutta la notte. I bozzetti finiti si possono ammirare alle prime luci dell’alba. Il bozzetto di Gaetana Midolo è stato completato alle 7 del mattino dall’Associazione dei Maestri Infioratori di Noto, di cui Nicoletta Fiore fa parte. All’apertura della 40esima Infiorata, Gaetana, la camicetta bianca di Noto, appariva bellissima, semplice, forte e coraggiosa! Emozionante! E se l’effimera arte dell’infiorare ci ricorda la precarietà dell’esistere, le storie raccontate con parole o linee, colori, odori e sapori si incidono nella persistenza della memoria e costruiscono coscienze e anime, valori e sentimenti che rendono le vicende di queste Donne della città barocca forza vivente, per un presente e futuro diverso, un tempo che riconosca le Persone al di là della provenienza, del sesso, del credo politico o religioso.

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[1] l’alunna Gloria Midolo Caruso – classe 3C – con la piccola Adriana Lumera – 3B della Primaria.

[2] l’alunna Chiara Salerno (classe 3C) è presentata dal compagno Antonino Risino (2B),

[3] interpretata da Ludovica Consiglio (classe 3C).

[4] Irene Quartararo  (3C), presentata dal compagno Simone Civello (3C)

[5] interpretata da Erica Gallo e introdotta da Enrico Scarnato – 3C)

[6] ruolo affidato a (Nicolò Pannuzzo – 3C)

[7] interpretata da Rachele Impalà (3B).

[8]  anche i monologhi sono di Cettina Raudino, eccezion fatta per quello di Teresa Schemmari, che vede il contributo di Elinpaola Murè, e quello di Marianna Ciccone che è di Erminia Gallo e che si ringrazia per la gentile concessione.

Articolo di Vera Parisi

CLWqknay.jpegInsegna Filosofia e Storia al Liceo Scientifico Dell’IIS Matteo Raeli di Noto. È referente dei progetti PTOF Toponomastica femminile – Sulle vie della parità ed Educazione relazionale-affettiva e C.I.C. Parte del gruppo Noto/Avola di T.f, è attualmente interessata alle tematiche relative alla comunicazione relazionale, alla cittadinanza attiva e alle pari opportunità, sulle quali svolge il ruolo di formatrice.

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