Madame de Staël (1766-1817)

Anne Louise Germaine Necker, meglio conosciuta come Madame de Staël, è figlia del ministro delle finanze di Luigi XVI, il banchiere ginevrino Jacques Necker. A vent’anni, quando si sposa con l’ambasciatore di Svezia a Parigi, Erik Magnus de Staël, è una ragazza coltissima, elegante, affascinante e carismatica.
Si è formata nel clima illuministico e crede fermamente nel valore della cultura come motore della Storia nella direzione del cambiamento e del progresso.
Per questo motivo assiste con interesse e partecipazione agli eventi rivoluzionari, ma è ben presto disgustata dalla deriva violenta e sanguinaria del Terrore. Anche il “ritorno all’ordine” del regime autoritario di Napoleone la inquieta e la vede su posizioni apertamente critiche. Il tiranno la odia, la definisce “puttana” e, nel 1802, la costringe all’esilio. Così Germaine si ritira nel castello di Coppet, sul lago di Ginevra.
Nel frattempo però ha conosciuto le nuove idee romantiche e ne è diventata una fiera e autorevole propugnatrice, dando voce anche alle idee di libertà e indipendenza, in aperto conflitto con la situazione politica venutasi a creare in Francia.
Anche se è un esilio dorato, l’umiliazione e l’impossibilità di tornare a Parigi le pesano e la fanno soffrire. Così decide di mettersi in viaggio e la prima meta che sceglie è la Germania, patria d’origine del Romanticismo, quella impetuosa corrente culturale di cui l’intellettuale ginevrina ha colto la forza rivoluzionaria. Incontra Goethe e Schiller e con loro discute di idee, di arte, di letteratura, di politica, tutti argomenti che trovano poi forma nell’opera De l’Allemagne. Con Goethe, che vi è stato a lungo e per ben due volte, parla, in particolare, dell’Italia, delle sue bellezze naturali e artistiche, delle sue contraddizioni, del suo clima gradevole.
E proprio l’Italia diventa la meta del suo secondo viaggio, senza il quale il romanzo Corinna o l’Italia non avrebbe potuto essere concepito.
Nella finzione narrativa, l’alter ego di Germaine è la giovane Corinna, un’artista e intellettuale italiana la cui infelice storia d’amore per l’affascinante Lord Nelvil ha come sfondo i luoghi classici del Grand tour le cui descrizioni si sostanziano delle osservazioni e delle emozioni dell’autrice. Infatti, tra il 1805 e il 1806, dopo la morte dell’amatissimo padre e del marito, per alleviare il dolore delle perdite, Madame, con i tre figli e il filosofo August Wilhelm Schlegel, loro precettore e suo caro amico, si dedica alla scoperta della Penisola. Visita Torino, Milano, Parma, Bologna e Ancona. Poi è la volta di Roma dove Germaine, in sintonia con la nuova sensibilità romantica, è affascinata dalle rovine e dai reperti antichi conservati nei musei, più che dalla grandiosità dei monumenti barocchi. Procedendo verso sud, il gruppo dei viaggiatori raggiunge Napoli. Qui gli aspetti che colpiscono Madame sono soprattutto la natura, con la sua bellezza, i suoi colori e profumi, e la gente così vivace e accogliente, oltre ai luoghi della storia e del mito come Pompei, Cuma, Capo Miseno.
Poi comincia la risalita della penisola sino a Venezia di cui Corinna/Germaine dice:
«L’aspetto di Venezia è più strabiliante che gradevole[…] Entrando in città, un senso di tristezza si impadronisce dell’immaginazione. […] Nella città dove le strade sono canali, regna un profondo silenzio, interrotto solo dal rumore dei remi. […] Qui tutto è mistero: il governo, gli usi, gli amori. […] Poiché il sistema di governo impediva ai sudditi di interessarsi agli affari politici, e la situazione geografica della città rendeva impossibile l’agricoltura, il passeggio e la caccia, ai Veneziani non restava altra occupazione che il divertimento, così Venezia divenne una città di piaceri.»
In conclusione, il romanzo di Madame de Staël è particolarmente importante nel panorama culturale del primo Ottocento per diversi motivi. In primo luogo perché è un modo nuovo, originale e libero di dare forma all’esperienza del Grand tour, poi perché propone, attraverso il carattere e le scelte della protagonista, un modello femminile innovativo e molto avanzato per l’epoca, infine perché è il primo romanzo europeo che si interessa dell’Italia, riscuote notevole successo e diventa simbolo letterario del Risorgimento italiano.

 

Articolo di Daniela Fusari

8whQBnWCDaniela Fusari, docente di materie letterarie nella scuola superiore, è nata a Lodi dove vive e insegna. In qualità di archivista, ha curato, il riordino e l’inventario di fondi documentari. Fa parte della Società Storica Lodigiana e ha svolto ricerche di carattere storico in ambito locale e per la valorizzazione dei Beni culturali. Riesce ancora, per sua fortuna, a divertirsi in tutte, o quasi, le cose che fa.

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