Strappate alla storia. Le ventuno Madri Costituenti approdano a Caserta

In mostra le storie di chi ha fatto della Costituzione la legge fondamentale dello Stato.

In occasione della festa della Repubblica del 2 giugno, nella Biblioteca comunale Alfonso Ruggiero, il 31 maggio è stata inaugurata una mostra temporanea sulle Madri Costituenti, curata dall’associazione Toponomastica femminile, con il patrocinio della città di Caserta. Ad aprire il convegno, moderato dalla referente provinciale dell’associazione, Nadia Marra, le parole dell’assessora alla cultura Tiziana Petrillo, colpita dalla storia della più giovane fra le Costituenti, Teresa Mattei. “Le storie di queste ventuno donne sono esempi di battaglie per i propri ideali – ha affermato l’assessora – e bisogna oggi rafforzarli e portarli avanti”.
All’incontro anche la fondatrice e presidente nazionale di Toponomastica femminile, Maria Pia Ercolini. L’associazione è nata su Facebook nel gennaio del 2012 con l’obiettivo di sollecitare le amministrazioni comunali di tutta Italia a conoscere storie di donne e dedicare strade, piazze, giardini e luoghi urbani a quante hanno fatto la storia, affinché il loro impegno possa essere di esempio per le giovani generazioni, che rivolgendo il proprio sguardo verso l’alto possano sentirsi fiere di appartenere a questa Italia. “Le strade – ha spiegato Maria Pia Ercolini – sono quasi tutte portatrici di nomi maschili. I censimenti toponomastici raccolti su tutto il territorio nazionale, svelano che solo il 4% delle strade è dedicato alle donne, contro il 50% riservato agli uomini. Del resto, venendo meno alla correttezza grammaticale, il femminile non è ancora riconosciuto neppure nel linguaggio che designa le cariche più alte. Eppure, è evidente quanto sia necessario modificare la relazione fra donne e uomini: ancora oggi siamo vincolati a un concetto anacronistico, in cui solo gli uomini portavano pantaloni e soldi in casa. La violenza sulle donne è spesso frutto del rifiuto profondo a un cambiamento reale e culturale. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi devono cambiare insieme per costruire un futuro comune, ecco perché bisogna educare alla cittadinanza, operando nelle scuole, dando luogo a iniziative di parità e riflessioni sul rispetto di sé, dell’altro, dell’altra”.
“Il problema culturale è il soffitto di cristallo – ha aggiunto Drusilla De Nicola, presidente alla Commissione per le pari opportunità del comune di Caserta – ogni diritto, ogni conquista oggi è messa a rischio” e ha esortato a firmare per l’abrogazione dell’articolo 143 bis del Codice civile sul cognome della donna coniugata, riproposto con quello del marito sulla nuova tessera elettorale.
“Vi invito a trovare nomi di donne che siano state portatrici di storie e di valori – ha affermato Giuliana Cacciapuoti, referente campana di Toponomastica femminile – perché solo chi ha un nome potrà essere ricordato/a; dobbiamo lavorare per le intitolazioni affinché le ragazze e i ragazzi alzando gli occhi sotto una targa possano esserne ispirati. Per dare memoria a tutte le donne del passato”.
Ricordare per non dimenticare, ricordare quella parte di storia negata. Ricordare le lotte di coloro che si son fatte ammazzare per assicurare il diritto al voto alle donne. E ricordare coloro che con dedizione hanno contribuito alla stesura della nostra amata Costituzione. Donne come Lina Merlin, che fece aggiungere (minacciando di non firmare la Carta Costituzionale) quel “senza distinzione di sesso” nell’art.3. Donne che sottolineavano la necessità di un’uguaglianza “di fatto” come nel caso di Teresa Mattei. Donne ricordate dall’intervento di Marianna Pignata, docente di diritto all’università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Pignata, in collaborazione con la giornalista e storica Nadia Verdile, ha ripercorso le tappe fondamentali del difficile cammino per il raggiungimento del diritto al voto per le donne e del diritto a essere votate. L’indagine storica è partita dal lontano 1791, con Olympe De Gouges e la sua Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, passando per il suffragismo e Mary Wollstonecraft, menzionando Giuseppe Mazzini che nell’800 scriveva: “abbiate uguale la donna nella nostra vita civile, politica”. E poi l’impegno civile di Anna Maria Mozzoni e il programma di Maria Montessori che nel 1906 scriveva: “Donne tutte sorgete”, esortando le coetanee a una presa di posizione. Con la Grande Guerra molte donne si ritrovarono a dover sostituire i propri mariti, fratelli, padri nelle fabbriche, nelle campagne determinando una vera e propria crisi nella definizione dei ruoli nella società. E se le leggi fascistissime riportarono la donna nell’antico ruolo di custode del focolare, la seconda guerra mondiale le rimise in prima linea: molte furono protagoniste della Resistenza, alcune furono elette nell’Assemblea costituente. Nella narrazione, le tappe del voto femminile in Italia: le amministrative il 10 marzo del 1946 e poi il referendum del 2 giugno. Un excursus lungo un secolo e mezzo per dire che la strada fatta è stata tanta, in salita, eppure percorsa con entusiasmo e passione.
Una giornata, quella casertana, all’insegna della memoria, di donne che hanno fatto grande l’Italia. Un’Italia democratica, libera, fondata sull’uguaglianza. L’Italia di chi guarda con un occhio al passato e con l’altro al futuro. L’Italia delle madri e dei padri costituenti. La nostra Italia.

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Articolo di Katia Nicosia

katia. 400x400.jpgKatia Nicosia ha 19 anni e sta per maturarsi  al Liceo Artistico. Appassionata di scrittura  ha vinto già due concorsi nazionali e un suo  racconto è stato pubblicato in un’antologia.  Ama la lettura, divora i libri, attenta alle  tematiche femminili e femministe. Ama l’arte,  ne studia la storia, la pratica, e vive per diffonderla in tutte le sue forme.

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