Lettera a una professoressa

Buongiorno prof.,

ho iniziato a leggere Il secondo sesso di Simone de Beauvoir, che lei non ci ha dato come compito per le vacanze ma ha citato spesso in classe, e proprio oggi è uscito un singolo di una rapper. Mi sono sorte quindi delle domande e l’ho pensata, se ha tempo mi farebbe piacere se lei potesse aiutarmi.

L’attenzione delle giovani e dei giovani è rivolta principalmente alla musica, ancor più che alla televisione. L’artista italiano che fa successo ora è colui che si finge ignorante, assetato di fama e affamato di soldi, collane e vestiti griffati. Crea il suo stesso personaggio, ed è questo il personaggio che fa presa: un imbecille. Alcuni di loro sono laureati, ma non è questo il punto. È che sono superficiali e la loro pochezza di contenuti è assurda. Però vengono apprezzati, entrano in testa (molto più dei testi pesanti e impegnati).

Ebbene, questo è il personaggio maschile. https://youtu.be/JFOLJwOoorQ – Sfera Ebbasta ‘voglio una tipa che balla il raggaeton’, ‘mi trovi a bordo campo/ con una figa affianco/ anche se non so manco/ che squadre stanno giocando’

E le donne? Anche qui, nell’ombra. In realtà ce ne sono alcune che ‘spiccano’ e diventano il corrispettivo femminile del personaggio ignorante maschile. (Con qualche nudo in più, chiaramente). https://youtu.be/H-BDfLF1cYA  –  Chadia Rodriguez  –

Chadia tratta le stesse tematiche dei suoi colleghi, si atteggia come loro. Sembra una donna libera, indipendente, a lei non frega di essere superficiale (anche perché è questo il personaggio che piace). Sul pullman di ritorno da scuola sentivo ragazzine cantare le sue parole: ‘Chadia non piange perché non rovina il suo mascara nero’, ‘sui documenti studentessa/ sui cartelloni non ammessa/ imprenditrice di me stessa/ pila di soldi così spessa’. Chadia è realmente quello che vuole? Sembra di sì. Ma allora perché penso che le bimbe si rovinino prendendola come esempio? Non potrebbe essere finalmente la donna che fa quello che le pare?

Mi sono appena accorta che le prime volte che ho ascoltato la canzone di Sfera non ho rabbrividito, anzi. Mi è entrata in testa, la canticchiano tutti. Solo guardando il video ho capito. Invece la canzone di Chadia nella mia testa era qualcosa di indecente, moralmente inaccettabile. A ben vedere non lo è così tanto: la scena rap/trap italiana e internazionale è questa, non c’è molto da fare. Anche se il fatto che io avessi subito condannato lei e non lui, dice molto…

Oggi è però uscito un brano di una ragazza diciassettenne, nome d’arte ‘La Madame’. https://youtu.be/ugb8MUf5GN4

C’è un distacco fenomenale
Tra me e tutte quelle p*ttane
Non la do per dare, pensano sia mutante
Quanta strada devi fare per vedermi in mutande
Con lei no, ehi, ehi, ehi
Con lei no, ehi, ehi
Amica mia anche da vestita c’hai il c*lo più grande
Del mio, facile competere coi cessi a pedali
Come me, ehi, ehi, ehi
Come me, ehi, ehi
Non ho i capelli biondi di Anna
Ho i denti in ordine sparso
Il volto storto da un lato
Il culo grosso ma piatto

Ma la solitudine è un virus che non prendo mai
Nemmeno se mi bruci e se divento gas
Con solo la voce riesco a fare hype
Allora dimmi che cos’ho di strano, dimmi, dai

Ehi, lover
Ma serve liberarsi dalle gonne
Perché la musica rap piaccia agli uomini
Non basta la voce, la penna, lo stile
Il cuore in gola alla fine
Forse no, ehi, ehi, ehi
Forse no, ehi, ehi
Le vetrine social sono le vetrine di Amsterdam
Le vetrine social sono le vetrine di Amsterdam

Fai quel c*zzo che ti pare, lady
Tanto questa Italia, lady
Vede le ragazze come bambole gonfiabili
Fai il c*zzo che ti pare, lady
Tanto in questa Italia, lady
Il sesso non è arte, è solo pane per fanatici
Sarebbe bello però
Che un ragazzo mi vedesse nuda
Per la prima volta senza precedenti strani
Che magari con Photoshop
Con qualche punto luce in più
E le cosce più belle di quelle reali

Ehi, lover
Ma serve liberarsi dalle gonne
Perché la musica rap piaccia agli uomini
Non basta la voce, la penna, lo stile
Il cuore in gola alla fine
Forse no, ehi, ehi, ehi
Forse no, ehi, ehi

Questa sarebbe una denuncia che riguarda le donne nella scena musicale italiana. La Madame non è bionda, ha i denti in ordine sparso e non la dà a tutti: non è un mutante, dice lei ironicamente. Si distacca da ‘quelle puttane’, dalle sue colleghe. Dice che bisogna liberarsi dalle gonne, dall’essere donne, affinché la musica rap piaccia agli uomini. E infine ‘fai il cazzo che ti pare lady/ tanto questa Italia lady/ vede le donne ragazze come bambole gonfiabili’.

Allora. Le ragazze che mostrano il loro corpo, che si mostrano soddisfatte del loro corpo, che amano mostrarlo, sono puttane? Quelle che lo strumentalizzano, che lo usano in un video musicale o nelle pubblicità, sono puttane? E se è questo che vogliono fare, se a loro va bene e ne sono consapevoli, è giusto o sbagliato? È giusto per loro ma sbagliato per le bambine che le prendono da esempio e non sanno che si può essere anche donna in un altro modo?

Invece la Madame che le accusa e se ne distacca… è giusto? Istintivamente anche il mio primo giudizio nei confronti di queste ragazze è stato moralistico. Ma poi mi dico che beh, è una loro scelta, c’è realmente qualcosa di male? Anche i maschi lo fanno. La Madame parla però di essere considerata mutante perché non è una barbie come altre ragazze. Lei è così e le sta bene, sa che i ragazzi probabilmente apprezzano di più le altre. Ma questa non è mica colpa delle altre ragazze puttane, no? Non sono i ragazzi a sbagliare, ad essere superficiali? Come se io squadrassi un ragazzo che passa per strada e pensassi ‘che gran figo’. Il punto non è lui che usa quelle accortezze per esserlo. Il punto in quel momento è la mia superficialità nel valutarlo solo per il suo aspetto esteriore.

Ho letto solo le prime pagine di introduzione di Il secondo sesso, ma tanto è bastato per farmi riflettere: ‘Se la donna ci appare come l’inessenziale che non torna mai all’essenziale, bisogna dire che è lei a non voler operare questo ritorno. I proletari dicono NOI; così i neri. Nel momento in cui si affermano come soggetti, essi cambiano in “altri” i borghesi, i bianchi. Le donne – tranne in certi congressi che restano manifestazioni astratte — non dicono “NOI”; gli uomini dicono “le donne” e le donne si designano con questa stessa parola, ma non si affermano autenticamente quali soggetti. I proletari hanno fatto la rivoluzione in Russia, i neri ad Haiti, gli Indocinesi si sono battuti in Indocina; l’azione delle donne non è mai stata altro che un movimento simbolico: esse hanno ottenuto ciò che gli uomini si sono degnati di concedere e niente di più, non hanno strappato niente, hanno ricevuto. Il fatto è che non hanno i mezzi concreti per raccogliersi in una unità in grado di porsi, opponendosi. Ma allora la risposta non è forse l’unità, la sorellanza, la solidarietà femminile e non darsi delle puttane a vicenda? O questa è solo un’utopia?

Mi sono resa conto di aver fatto uno sbaglio. Le mie domande ‘quindi Chadia è una puttana?’ O ‘La Madame sbaglia a nominarla così’ partono dal presupposto che esista un solo modello di donna. LA DONNA. Ma la donna non esiste. Ce ne sono tante e sono tutte diverse. Quello che è giusto per una, può essere sbagliato per un’altra. Ognuna vive la propria vita facendo delle scelte in base al proprio vissuto, al contesto socio-culturale in cui è vissuta. Sono stata stupida a domandarmi cosa fosse giusto per una donna e cosa no…

Non vale la stessa cosa per tutte! Non devono conformarsi tutte al cosiddetto ‘ideale di donna’, perché non esiste un ideale di donna! In ogni caso le donne portano un peso: sanno che qualunque cosa faranno saranno giudicate in base al loro sesso, in quanto donne. E sapendo questo, devono entrare in società consapevoli di essere considerate meno ma con la certezza di dimostrare di essere di più.»

Articolo di Roberta Rosca

i4k-0Y-G.jpegHo 18 anni, vivo a Massalengo (LO) e frequento  l’ultimo anno di liceo. Il mio percorso è appena iniziato: osservo, ragiono e mi pongo domande sulla complessa realtà che mi circonda. È un lungo viaggio conoscitivo e sono felice di poter condividere le mie riflessioni con altre menti. Amo leggere, scrivere, ballare… In una parola: vivere!

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