Riparkiamolo!

La primavera è finita e, il 23 giugno, con una bella festa molto partecipata, si è conclusa anche la seconda edizione di Riparkiamolo, un progetto di cittadinanza attiva nato a Lodi nel 2018 dalla volontà di cittadine, cittadini e associazioni di sottrarre al degrado e ridare dignità a uno spazio verde che non godeva di buona fama. Sulla stampa cittadina era stato definito iperbolicamente “Parco della paura” a causa di piccoli episodi di spaccio e di cattive frequentazioni che l’amministrazione comunale aveva provveduto a eliminare attraverso azioni di polizia. Ma si sa che un luogo pubblico destinato a bambini e bambine, giovani e meno giovani non torna a vivere solo perché lo si è ripulito da presenze sgradite e dannose… C’è bisogno di cura, di presenza viva e attiva delle persone perché possa essere considerato un luogo da frequentare con piacere, un luogo dove poter incontrare gente e dove fare cose insieme. 

Così, i volenterosi volontari, riparkiste e riparkisti, hanno regalato il loro tempo e il loro saper fare per animare il parco durante i tre mesi della primavera, sia nel 2018 sia nel 2019. In entrambe le edizioni sono stati proposti ben quattro appuntamenti settimanali, un calendario ricchissimo di iniziative autogestite e autofinanziate con laboratori, musica, letture, attività ludiche…

Toponomastica femminile di Lodi, insieme alla sezione locale di SNOQ, con cui c’è una collaudata collaborazione, ha ritenuto il progetto un’ottima occasione per uscire dal contesto strettamente scolastico e rivolgersi direttamente alla cittadinanza. Nelle scuole del Lodigiano siamo una presenza forte e attiva che nel corso degli anni ha realizzato progetti didattici, promosso momenti di formazione e organizzato eventi pubblici. Ma Riparkiamolo ci ha permesso di far conoscere i contenuti della nostra battaglia culturale, di rivolgerci direttamente a un pubblico più vasto e eterogeneo con letture, laboratori e attività. E, come naturale conseguenza della nostra mission, visto che il parco in questione non aveva nome ma era indicato come Parco di via Fascetti dal nome della via che lo costeggia, ci siamo inventate un sondaggio popolare con un modulo, sia cartaceo sia online, per presentare Toponomastica femminile e i suoi obiettivi insieme a una rosa di cinque figure femminili tra cui scegliere a chi intitolare il parco.

Nel 2018 abbiamo fatto conoscere al nostro pubblico di ascoltatrici e ascoltatori, giovani e meno giovani, la storia di Una strada per Rita, presentata con il semplice ma efficace artificio del kamishibai, abbiamo letto alcune biografie tratte da Le mille e il racconto della vita di Giuseppina Strepponi, cantante lirica lodigiana e moglie di Giuseppe Verdi. C’è stata anche l’opportunità di fare qualche riflessione condivisa sull’uso del linguaggio sessuato e sulla necessità di non nascondere e negare la presenza femminile attraverso l’uso di termini al maschile, soprattutto nel mondo delle professioni e delle cariche pubbliche. Insomma, un intervento culturale a 360° per combattere contro la cultura ancora dominante del patriarcato e del maschilismo all’origine di tanti episodi sessisti e dei femminicidi che continuano a spezzare la vita di tante donne. Proprio a evidenziare il nesso esistente tra patriarcato e femminicidio, SNOQ ha voluto lasciare un segno concreto e permanente nel parco realizzando una “panchina rossa” con un messaggio forte contro la violenza maschile sulle donne.

FOTO PANCHINA

Durante la festa finale abbiamo reso noto l’esito del sondaggio che ha visto vincere di stretta misura Margherita Hack sulla seconda classificata, Ilaria Alpi. Subito sono state avviate le procedure per la richiesta ufficiale di intitolazione, ma l’iter burocratico è durato un intero anno…

Nell’edizione da poco conclusa non ci siamo limitate a muoverci nel mondo delle parole, ma abbiamo voluto metterci in gioco anche sul terreno della manualità presentando “Grandi donne” del passato più o meno prossimo. 

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco” diceva Bruno Munari. Così, insieme alle bambine e ai bambini che hanno partecipato ai laboratori, abbiamo costruito e giocato con il Memory “Grandi donne”; abbiamo presentato la vita e l’arte di una grande pittrice del Novecento, Frida Kahlo, realizzando delle coloratissime decorazioni di fiori di carta da indossare come lei amava fare per rappresentarsi nei suoi autoritratti; abbiamo fatto conoscere il valore della ricerca e delle idee rivoluzionarie sull’infanzia di Maria Montessori e abbiamo costruito il “barattolo della calma” che ognuna/o si è portato a casa per farne buon uso in prima persona, ma anche, qualche volta, per calmare le acque che agitano l’animo di mamme e papà.

Nel frattempo, come si è già detto, la burocrazia ha fatto il suo corso e nel mese di giugno è arrivata la comunicazione ufficiale dell’accoglimento della richiesta di intitolazione del parco a Margherita Hack. Ma i tempi erano troppo stretti perché l’amministrazione comunale potesse procedere all’apposizione della targa in occasione della festa finale e la cerimonia ufficiale è stata rinviata a settembre. Però, il dream team di Riprkiamolo non si è arreso e, durante la festa conclusiva, ha tappezzato il parco di tante targhe in miniatura in attesa che, a settembre, compaia quella “istituzionale”. 

La festa è stata anche l’occasione dell’inaugurazione ufficiale della “panchina rossa” alla presenza dell’assessore comunale responsabile del verde pubblico che ha aperto le porte a possibili future intitolazioni al femminile di altri piccoli parchi cittadini ancora senza nome. La proposta è già pronta e ci auguriamo di poter intitolare a Ilaria Alpi un altro spazio verde in città. 

Il bilancio complessivo del progetto è dunque senz’altro positivo, anche perché nel corso di questa primavera si sono avviati contatti per una futura collaborazione con un altro comitato informale che da due anni lotta per la riqualificazione del più grande parco di Lodi, quello dell’Isola Carolina, minacciato da uno sciagurato progetto che prevedeva il taglio di un centinaio di alberi sani di alto fusto. Grazie a una petizione popolare che ha raccolto migliaia di firme, lo snaturamento del parco, vero polmone verde della città, è stato scongiurato. La cittadinanza attiva paga…

Sicuramente la sinergia tra riparkist* e chi ha a cuore la cura e la valorizzazione delle altre aree verdi cittadine offrirà alle toponomaste lodigiane e alle compagne di strada di SNOQ nuove occasioni di diffusione di una cultura più rispettosa delle donne, oltre che di educazione alla tutela dell’ambiente. Vogliamo chiamarlo ecofemminismo? Noi ci siamo!

Il lavoro continua…

Articolo di Daniela Fusari

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Daniela Fusari, docente di materie letterarie nella scuola superiore, è nata a Lodi dove vive e insegna. In qualità di archivista, ha curato, il riordino e l’inventario di fondi documentari. Fa parte della Società Storica Lodigiana e ha svolto ricerche di carattere storico in ambito locale e per la valorizzazione dei Beni culturali. Riesce ancora, per sua fortuna, a divertirsi in tutte, o quasi, le cose che fa.

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