Editoriale. Tra il bene e il male

Carissime lettrici e carissimi lettori,

il bene e il male, l’eterna lotta che sta al centro dell’interesse umano da sempre sembra essere sottesa come un fil rouge che lega insieme molti degli gli articoli di questo n. 20 di Vitaminevaganti.com. e, come è solito il gioco delle coincidenze, gli avvenimenti della cronaca recente.

L’orrore del male compiuto con la strage alla stazione di Bologna si bilancia e, soprattutto ci consola, tra gli articoli contenuti in questo numero, con la celebrazione della giornata mondiale dell’amicizia stabilita dall’Onu per stimolare, particolarmente, gli accordi amichevoli tra le nazioni. Fra le due situazioni “estreme” dove il prodotto del male si è già dimostrato e il bene, come si spera, si palesi in eterno, ci sono argomentazioni intorno ad anniversari o avvenimenti che dipanano il filo del gomitolo della nostra lettura nel susseguirsi degli articoli. Si parte per l’importante ricorrenza di un centenario, quello della nascita di Primo Levi (31 luglio 1919) che si lega, e aggiungiamo per fortuna non solo, ad altre e più sanguinose stragi degli innocenti, per passare poi al ricordo delle Antigoni di tutte le epoche che hanno chiesto pietà al mondo per dare valore vero alla parola giustizia. E poi il filo corre tra le vite di donne, tra la storia di Sylvia Plath, la poetessa americana, vissuta a Londra che nella sua breve esistenza, morta suicida a poco più di trenta anni, scrive poesie piene di sentimento verso quel padre che aveva perso appena a otto anni,  e si intervalla a ben altre vite, piene di impegno, tutto al femminile.

La lettura si tinge poi dell’agrodolce di un dialogo immaginario, ma solo sulla carta. Più che vero nella corrispondenza della quotidianità delle donne, di tutte quante! Bagnato dalla saggezza dell’ironia ci si trova (lo speriamo che accada a tutti e a tutte) spiazzate e spiazzati di fronte a una sentenza emessa (possiamo augurarci, anche nella fantasia, non data da una giudice) nei confronti di una lavoratrice, una donna come potrebbe essere una io che sto scrivendo o una tu che stai leggendo, rea di essersi assentata dal lavoro per l’arrivo di una di quelle normali influenze che ci colpiscono senza far differenza di genere, età e via dicendo. La “colpa” per l’accusata viene, secondo l’autrice del non così tanto immaginario processo, aggravata dal fatto di non essersi, la rea, curata a dovere, rimanendo a letto, ma ostinandosi (ostinazione conclamata e misconosciuta, ahinoi!) a non trascurare l’altro dei “doveri” obbligati di genere: la cura della casa e dei figli e … del coniuge. Per l’imputata andrà a finire male, molto male! Siamo condannate tutte, da questo tribunale delle ingiustizie, alla mortificazione a vita che ricadrà sui figli, figlie e nipoti, anche se non si avranno! Questo ci aspettiamo fino a che i preconcetti verranno abbandonati e non si trasformeranno le leggi scritte e non scritte, dando alle donne tutte diritti e spazi paritari.

A proposito di anniversari e di incontri importanti che riguardano il tema della parità di genere in questo 2019 ci sono in calendario alcune date importanti che proprio qualche giorno fa sono state ricordate in un incontro voluto dall’Aidos (l’associazione italiana donne per lo sviluppo) e il gruppo parlamentare “Salute globale e diritti delle donne” e che ha visto la partecipazione, tra le altre, di Laura Boldrini, alla camera dei deputati. Anniversari importanti come il cinquantenario della nascita del Unfpa (United nations population fund) fondata appunto nel 1969, è la pietra miliare nel campo della salute riproduttiva e della libertà delle donne e delle ragazze di essere le protagoniste delle scelte che riguardano il loro copro. A questo anniversario, per il 2020, se ne affianca un altro importante, dei venticinque anni dall’incontro mondiale di Pechino sulle donne. In più, e di questo si poneva come fase preparatoria l’incontro di Roma, ci sarà a novembre prossimo summit a Nairobi. Ma perché tutto vada per la via giusta del rispetto e dell’uguaglianza, come ha fortemente sottolineato all’incontro citato Laura Boldrini “Le donne devono fare alleanza. Un’alleanza – ha insistito l’on.Boldrini – indispensabile perché la loro voce sia ascoltata, soprattutto in un momento storico segnato da una netta deriva antidemocratica che inonda la vita quotidiana, la vita del Parlamento e quella che viviamo nei social”.

Il bene e il male e il male dunque si ritrovano anche nel quotidiano. Nel mal-trattamento delle donne non solo fisico, ma anche nel linguaggio a loro dedicato. E sulla creazione di una educazione al linguaggio paritario si ha urgente necessità perché si veicoli, proprio attraverso la parola, una concezione innovativa della società come vogliamo che sia, anche per le nostre figlie e i nostri figli, non solo biologici. Il bene e il male si ritrovano a fronteggiarsi anche di fronte ai bambini, delicatissima fascia del sociale. Si offende l’infanzia e i suoi diritti negli abusi (forse, se la Giustizia lo appurerà, come quelli contro i ragazzini di Bibbiano in Val d’Elza) ai loro corpi, nella pedofilia, ma anche nella mente con le immagini e le situazioni di violenza , anche casalinga contro loro o, peggio, contro le loro mamme. In proposito all’incontro di Roma, sopra citato, si è ricordata la parte del cosiddetto “decreto Pillon” che riguarda il delicato rapporto dei figli minori con i padri giudicati violenti.

Il bene e il male sempre in lotta tra loro: se ne sono interessate tutte le religioni che di questa battaglia, si può ben dire, ne sono la scintilla e, se non addirittura ne fanno la parte portante del loro esserci. Se ne è interessata la filosofia, fin dai tempi più antichi. È un duello che troviamo nella letteratura e nell’arte, con Omero, Esiodo e Sofocle. Che ci è spiegata dagli scienziati, definita come una eterna conflittualità corrispondente alle pulsioni primarie cominciando da come ce l’ha spiegata Freud nella contrapposizione tra Eros e Thanatos, tra l’amore/vita e la morte. A noi la riflessione e la scelta. Perché, come chiudendo qui il cerchio, i morti innocenti di Bologna, dell’Italicus (ne parleremo la prossima settimana), di Piazza Fontana, di tutte le tante altre stragi e i genocidi di ieri e di oggi (di qualsiasi ideologia le abbiano volute insignire) non si possano più ripetere. Buona lettura, ovunque siamo riuscite a raggiungervi.

Editoriale di Giusi Sammartino

aFQ14hduLaureata in Lingua e letteratura russa, ha insegnato nei licei romani. Collabora con Synergasia onlus, per interpretariato e mediazione linguistica. Come giornalista ha scritto su La Repubblica e su Il Messaggero. Ha scritto L’interpretazione del dolore. Storie di rifugiati e di interpretiSiamo qui. Storie e successi di donne migranti e curato il numero monografico di “Affari Sociali Internazionali” su I nuovi scenari socio-linguistici in Italia.

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