Un ponte di libri

All’indomani dalla fine della Seconda Guerra mondiale le città della Germania erano un cumulo di macerie. Bambine e bambini tedeschi orfani, affamati, angosciati dalle tante terribili disgrazie che li avevano colpiti e dai tanti orrori a cui avevano dovuto assistere si aggiravano tra quelle rovine alla ricerca di riparo e di cibo, vivendo alla giornata, rischiando di finire in giri di sfruttamento e prostituzione.

In questo contesto arrivò, a bordo di un aereo militare americano, una signora tedesca di mezza età mandata al Quartier Generale Americano di Bad Homburg, vicino a Francoforte, con il compito di procedere alla rieducazione di donne, bambine e bambini della Germania. Era il 29 ottobre 1945: la guerra era finita da meno di due mesi e quella donna si chiamava Jella Lepmann. Nata a Stoccarda il 15 maggio 1891, ebrea tedesca, dopo la morte del marito era emigrata con i due figli in Inghilterra nel 1936 vivendo lì per tutto il periodo della guerra e lavorando come giornalista.

La decisione di accettare l’incarico affidatale era stata motivata soprattutto dalla consapevolezza che bambine e bambini tedeschi erano vittime indifese di eventi terribili, altrettanto innocenti quanto bambine e bambini di qualsiasi altra parte del mondo: avevano bisogno non solo di cibo e vestiario ma di recuperare la loro spensieratezza e la gioia di vivere che erano scomparse dai loro occhi. Questo si sarebbe potuto ottenere solo ridando loro i libri, costituendo “un ponte di libri” per riportare la pace tra le nazioni.

Senza farsi intimorire dalle mille difficoltà ma con grande determinazione Jella pose mano al suo progetto. Le sue lettere contenenti richieste circostanziate di libri per una mostra di letteratura per ragazze/i da realizzare a Monaco di Baviera vennero inviate a oltre venti nazioni. Dopo qualche titubanza, soprattutto da parte di quelle che erano state invase dalla Germania, tutte risposero positivamente. In breve cominciarono ad arrivare casse e casse di libri, albi illustrati, disegni.

Come sede venne scelta una delle poche rimaste in piedi, l’Haus der Kunst, un museo e uno spazio espositivo voluto da Adolf Hitler come tempio dell’arte tedesca e il 3 luglio 1946 venne inaugurata la Mostra Internazionale di Libri per bambini.

Fu un grande successo: l’espressione felice, stupita, entusiasta di bambine e bambini fu la migliore ricompensa. Un giornalista del Neue Zeitung, giornale fondato dagli americani, sorvolando sui discorsi ufficiali e sugli ospiti illustri, così scriveva nel suo articolo: “…Sono venuti tra gli altri i signori… Barone di Munchhausen, Pollicino e Pifferaio di Hamelin dal nord della Germania, il signor Pierino Porcospino da Francoforte, …Lord Fauntleroy e i Mister Robin Hood, Robinson, Gulliver, Copperfield e Twist dall’Inghilterra….”.

COPERTINA. Un ponte di libri

Dopo questo grande successo Jella cominciò a pensarne un altro ancor più ambizioso: trasformare la mostra in una Biblioteca Internazionale per Ragazzi.Il progetto venne inviato al Direttore della Divisione di Controllo dell’Informazione del Governo Militare Usa per la Germania e alla Fondazione Rochefeller. Da quest’ultima arrivò un invito ad andare negli Stati Uniti per un giro di conferenze. Così nel 1948 accompagnata come dice lei stessa nelle sue memorie “da un’intera schiera di bambini affamati di libri” Jella andò a New York incontrando nel suo tour di conferenze una moltitudine di donne e uomini illuminati e sensibili, prima fra tutte Eleanor Roosevelt che li appoggiarono incondizionatamente. Determinante fu anche l’appoggio della prestigiosa ALA, l’American Library Association che fornì l’autorità e il riconoscimento a livello mondiale necessario per raggiungere l’obiettivo. Il 14 settembre 1949 la Biblioteca venne inaugurata.

Ma la vulcanica Jella aveva ancora un progetto. Il 18 novembre 1951 venne fondata l’Organizzazione Internazionale per la Letteratura Giovanile IBBY (International Board on Books for Young people) con sede a Zurigo in Svizzera per assicurarle l’internazionalità. Infine nel 1956 istituì il famosissimo Premio Hans Christian Handersen considerato il premio più prestigioso per la letteratura dell’infanzia.

Jella Lepmann morì a Zurigo nel 1970 ma la sua opera resta eterno monumento alla sua memoria.

Copertina libro-2

Questa è la sua biografia in una nuova traduzione dal tedesco, corredata da una serie di foto d’epoca.

Jella Lepman
Un ponte di libri
cura e traduzione di Anna Patrucco Becchi
Sinnos, Roma, 2018
€ 15,00

Recensione di Anna Maria de Majo

G_faThujLaureata in Scienze Naturali all’Università La Sapienza di Roma, dopo la carriera come Assistente di Antropologia presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della stessa Università, si dedica alla letteratura giovanile, iscrivendosi all’Associazione Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile e collaborando alla rivista del Gruppo con articoli su vari autori/autrici e recensioni di libri.

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