La Marcia su Roma e il primo governo Mussolini

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Ora il Partito Fascista è in Parlamento, anche se ha poco potere. 

Gli squadristi hanno finito la pazienza. Nel 1922 viene indetta una grande manifestazione fascista armata volta a conquistare Roma e assediare il governo. Da tutta Italia i fascisti si organizzano in forze con lo slogan «O Roma o morte!», portano una camicia nera e armi di vario tipo, vogliono affossare la democrazia liberale. 

Il 28 ottobre 1922 arrivano alle porte di Roma. Il governo decreta lo stato d’assedio, un documento usato in caso di insurrezione da reprimere che permetterebbe di schierare l’esercito intorno alla città e impedire ai fascisti di entrare. Questo documento è scritto dal governo ma per essere valido ha bisogno della firma del Re. Luigi Facta si reca al Quirinale con il documento per ottenere la firma del sovrano, ma Vittorio Emanuele III si rifiuta di firmare e licenzia Facta. 

I fascisti entrano a Roma facendo il saluto romano con la mano sinistra: la destra impugna il manganello o il coltello. Mussolini è a Milano, scenderà a Roma in treno durante la notte convocato dal Re. L’indomani riceve l’incarico di formare il nuovo governo: il Re ha intenzione di usarlo per mettere un freno definitivo alle spinte rivoluzionarie e poi liberarsene. 

L’Italia liberale è finita.

Il primo governo Mussolini deve necessariamente essere un governo di coalizione, formato con l’appoggio liberale, dal momento che Mussolini alla Camera può contare solo su 35 deputati, che non gli consentono di governare da solo.

Il più importante atto del Mussolini liberale è la riforma della scuola che porta il nome del Ministro dell’istruzione, Giovanni Gentile, volta a «fascistizzare» le giovani generazioni ed educarle ai valori di grandezza ispirati dalla civiltà romana di età imperiale. 

La legge Casati prevedeva l’obbligo scolastico fino ai nove anni di età indipendentemente dalla promozione o bocciatura dell’alunno; con la legge Gentile viene effettivamente inserito l’obbligo scolastico fino al conseguimento della quinta elementare. 

Con la riforma Gentile, dopo le elementari l’alunno può scegliere tra il ginnasio, quinquennale, l’istituto tecnico, diviso in quattro anni di corso inferiore e quattro di corso superiore, le scuole magistrali, divise in quattro anni di corso inferiore e tre di corso superiore e la scuola di avviamento professionale, triennale: le scuole magistrali hanno il compito specifico di preparare i futuri maestri e maestre delle scuole elementari. 

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Il liceo viene diviso a seconda delle specificità: il liceo classico, con una ricca formazione umanistica letteraria e filosofica incentrata sulla cultura classica greca e romana, è il più prestigioso tra i tipi di scuola superiore, seguito dal liceo scientifico, appena istituito dalla nuova riforma. 

 

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A questi indirizzi Gentile aggiunge il liceo femminile, che sostituisce gli educandati cattolici per le ragazze: qui, oltre alle materie curricolari si studiano canto e danza, musica e «lavoro femminile ed economia domestica» per preparare le future mogli ad essere donne di casa educate ed obbedienti. 

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Articolo di Andrea Zennaro

4sep3jNIAndrea Zennaro, laureato in Filosofia politica e appassionato di Storia, è attualmente fotografo e artista di strada. Scrive per passione e pubblica con frequenza su testate giornalistiche online legate al mondo femminista e anticapitalista.

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