La musica è pericolosa. Nicola Piovani in concerto

Questa estate ho avuto il piacere di assistere al concerto di Nicola Piovani e del suo gruppo di musicisti e desidero condividere tante emozioni con voi, lettori e lettrici; se ne avete la possibilità, andate a teatro a godervi una bella serata.

Ma perché “la musica è pericolosa”? Perché fa pensare, può essere rivoluzionaria, arriva là dove le parole non possono arrivare, è universale e non ha confini. Nel viaggio che Piovani – musicista che non ha bisogno di presentazioni – sviluppa attraverso suoni, immagini, ricordi il percorso si snoda in varie tappe della sua straordinaria carriera, iniziando dalla collaborazione giovanile con Federico Fellini in occasione di due film: L’intervista e Ginger e Fred. Aneddoti curiosi e divertenti fanno da contrappunto a brani straordinari che riempiono i nostri ricordi. Con la consueta semplicità, ha raccontato del suo incontro con un altro grande del cinema italiano, Mario Monicelli, per il quale realizzò le musiche di Speriamo che sia femmina e del Marchese del Grillo. Altri momenti sono stati dedicati al rapporto fittissimo con il cinema che gli ha portato riconoscimenti straordinari: ha ricordato Mastroianni che abbiamo ascoltato, come se fosse stato ancora fra noi, interpretare una malinconica e un po’ incerta versione del classico argentino “Caminito”, mentre il Maestro dal vivo lo accompagnava al pianoforte. Non poteva mancare la presenza dirompente di Roberto Benigni; Piovani ci ha raccontato che aveva creato appositamente una marcetta per introdurre l’attore toscano in scena e si era ispirato alla banda che ascoltava da bambino, in un paesino della campagna laziale, quando arrivava la tanto attesa festa patronale. Ma la collaborazione, è ben noto, non si è fermata qui, insieme anche a Vincenzo Cerami hanno creato un piccolo gioiello: la canzone “Quanto t’ho amato”; nel finale del concerto il pubblico chiedeva a gran voce i bis. È stato allora eseguito quel brano tanto atteso, che non poteva mancare e che, al solito, ha portato la generale commozione: la colonna sonora del film La vita è bella, per la quale ottenne il premio Oscar nel 1999. Un momento bellissimo che è stato un’ulteriore prova di quanto il titolo della serata annunciava.

Piovani ha ricordato anche la sua formazione artistica e alcuni grandi musicisti che sono stati essenziali per lui: Chopin e Debussy fra tutti, mentre sullo schermo gigante si alternavano foto e disegni appositamente creati da Milo Manara. A proposito di donne ispiratrici sono stati eseguiti due brani assai suggestivi: il primo dedicato alla sirena Partenope che secondo il mito dette origine alla città di Napoli, l’altro alla conturbante Salomè nella sua danza davanti a Erode.

Ho trovato molto affascinante ascoltare direttamente dal Maestro la genesi del suo lavoro, talvolta quasi casuale, altre volte frutto di reminiscenze apparentemente sopite, risalenti magari all’infanzia. Ci ha raccontato, in un clima di amichevole sintonia, che da bambino, a Roma, sentiva ogni giorno il suono di tre campane del vicino convento azionate a mano da tre suore; tre note, mi fa sol, che ritornavano nella sua mente nel tempo. Quando si trovò a collaborare con Fabrizio de André all’album Storia di un impiegato si rese conto che gli occorreva un elemento ricorrente e unificante, che collegasse e via via venisse ripreso. Si ricordò di quelle tre note, che si potevano prestare a infinite variazioni, e le inserì, facendole proprie; chissà se le tre suore hanno mai saputo di questo piccolo furto!

Salutando, Piovani ha voluto scherzare su una battuta: qualcuno ha detto che ciò che non compare in televisione, non esiste. Allora quella sera – in Gallura, nella raccolta piazzetta di Santa Lucia – lui era molto contento di non esistere, insieme a tutti noi, inesistenti nel nostro caldo abbraccio. Il potere della musica aveva fatto ancora una volta il miracolo.

In questa tournée il musicista è accompagnato da Rossano Baldini (tastiere, fisarmonica), Marina Cesari (sax, clarinetto), Pasquale Filastò (violoncello, chitarra), Ivan Gambini (percussioni, batteria), Marco Loddo (contrabbasso).

 

Articolo di Laura Candiani

oON31UKhEx insegnante di Materie letterarie, dal 2012 collabora con Toponomastica femminile di cui è referente per la provincia di Pistoia. Scrive articoli e biografie, cura mostre e pubblicazioni, interviene in convegni. È fra le autrici del volume e Mille. I primati delle donne. Ha scritto due guide al femminile dedicate al suo territorio: una sul capoluogo, l’altra intitolata La Valdinievole. Tracce, storie e percorsi di donne.

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