La guerra di Spagna. Il ruolo di Mosca, la repressione e la vittoria di Franco

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Gli aiuti dati da Stalin al governo repubblicano spagnolo sono strettamente condizionati all’obbedienza ai suoi ricatti. La prima delle condizioni poste è che siano cacciati dal governo gli anarchici e i «trozkisti» (ovvero il POUM, nonostante questo non abbia niente a che fare con la persona di Lev Trozkij); la seconda è che sia soffocata la Rivoluzione in Catalogna e ripristinata la disciplina militare in tutte le milizie. E il governo spagnolo ha un disperato bisogno di aiuto, non può permettersi di rifiutare i diktat dell’alleato più forte. Insieme alle armi, arriva in Spagna anche la Ceka, la spietata polizia politica segreta sovietica, e con questa gli interrogatori con torture per i dissidenti: commissario della Ceka in Spagna è Ercole Ercoli, pseudonimo del presidente del Comintern Palmiro Togliatti. Andreu Nin, ministro del POUM nel governo catalano, scompare nel nulla senza che nessuno si sappia spiegare che fine abbia fatto; Mika Etchebéhère (in copertina), comandante della milizia del POUM durante l’assedio franchista di Madrid, viene arrestata dalla polizia russa e rilasciata solo molto più tardi con il divieto di tornare al fronte; molti altri comandanti del POUM muoiono in misteriosi “incidenti” o colpiti da “pallottole vaganti” in assenza di franchisti delle vicinanze. Viene ricostituita la Guardia Civil, la polizia dei tempi della dittatura di Primo de Rivera che la Repubblica aveva sciolto; sono vietati dal sindacato comunista tutti gli scioperi «per non interferire con lo sforzo bellico del governo»; il governo centrale ordina lo sgombero con la forza di tutti gli edifici occupati dagli anarchici e la requisizione delle armi agli uomini lontani dal fronte e a tutte le donne; anche il POUM è costretto ad accettare le condizioni per non rimanere isolato. Quando lo sgombero tocca alla sede del telegrafo di Barcellona occupata dagli anarchici, la CNT-FAI resiste con tutte le forze disponibili e con l’aiuto della popolazione civile: per giorni la capitale catalana è sede di feroci scontri tra le Brigate Internazionali e le milizie dei sindacati anarchici, questi ultimi sostenuti dal POUM e dalla popolazione civile ma con poche armi a disposizione. Non c’è bisogno che intervengano le navi militari inglesi: a impedire la Rivoluzione catalana ci ha già pensato il governo, la repressione comunista ha soffocato Barcellona prima di Franco.
A partire dalla metà del 1937 il POUM viene sciolto e dichiarato illegale insieme a tutti i sindacati diversi dalla UGT (quello comunista) e tutti i loro leader sono arrestati con l’accusa di «tradimento della Repubblica» e addirittura «cospirazione con Franco».

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Nel 1938 Stalin firma con Hitler un patto in cui i due si spartiscono l’Europa orientale e la Russia rinuncia a quella occidentale. La Spagna è finita, a Mosca non interessa più difenderla. In molti fronti i «trozkisti» e gli anarchici vengono decimati dai franchisti perché i rinforzi promessi dalle Brigate Internazionali non arrivano: stando a varie testimonianze (tra cui quella di George Orwell e di Mika Etchebéhère) non sarebbe stato difficile vincere le battaglie che invece sono state perse per il mancato arrivo degli aiuti promessi. I miliziani sconfitti e ricercati dalla polizia russa varcano i Pirenei clandestinamente e trovano rifugio in Francia, che ora ospita i profughi del Paese che non ha voluto aiutare.

La guerra di Spagna si potrebbe considerare una guerra tra tre fazioni (reazionari franchisti, rivoluzionari anarco-comunisti e “immobilisti” filogovernativi); ma, per evitare che l’opinione pubblica simpatizzasse con gli anarchici, sia la stampa dell’epoca che la storiografia successiva hanno sempre raccontato la storia di una guerra tra due parti (fascisti e antifascisti, come se questi ultimi fossero un unico blocco omogeneo) in cui il fronte antifascista si spacca.

Nel 1939 la guerra finisce con la vittoria di Franco, che non dovrà nemmeno faticare a reprimere l’antifascismo, già minato da Stalin. Con Franco tornano al potere la Chiesa e l’aristocrazia latifondista in un sistema economico più simile al feudalesimo medievale che al fascismo di Mussolini e Hitler. Francisco Franco, nonostante abbia vinto anche grazie all’appoggio di Hitler, sarà l’unico dittatore fascista a non consegnare gli ebrei alla Germania. La classe operaia spagnola (e catalana in particolare) era a un passo dalla Rivoluzione. La guerra di Spagna è l’ultima devastante battaglia del proletariato europeo; d’ora in avanti gli operai-soldati saranno solo la carne da macello per scontri tra le borghesie di diversi Stati.

 

Articolo di Andrea Zennaro

4sep3jNIAndrea Zennaro, laureato in Filosofia politica e appassionato di Storia, è attualmente fotografo e artista di strada. Scrive per passione e pubblica con frequenza su testate giornalistiche online legate al mondo femminista e anticapitalista.

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