Toponomastica e genere nel comune di Fiumicino

La città di Fiumicino, come la maggioranza di città e paesi in Italia, non si distingue per speciali meriti nell’intitolazione di strade o piazze alla metà femminile dell’umanità, al contrario sembra avviarsi verso un percorso dove le donne non rappresentano esempi da seguire, ma non per qualche malinteso moralismo. Infatti recentemente la toponomastica locale è salita agli onori della cronaca per la triste vicenda della morte di Noemi Magni, uccisa a fine luglio da una tromba d’aria a Focene, e diversi cittadini hanno chiesto di cambiare nome alla storica via di Coccia di morto –perché porterebbe male – per intestarla a Noemi. La richiesta è stata accolta dalle Proloco del territorio ed è stata inviata al sindaco. Le rare voci di protesta che si sono sollevate contro una simile proposta, hanno fatto notare che la strada deve il suo nome ad un avvenimento storico, probabilmente l’allagamento di un cimitero dell’antica Portus, che ha portato i resti nel vicino laghetto della tenuta Torlonia, detto appunto “di Coccia di morto”. Hanno chiesto inoltre quale merito avrebbe avuto Noemi Magni, oltre a quello di essere sfortunatamente deceduta. Quale esempio propone questa donna alle altre donne? Quale strana via intende percorrere il comune di Fiumicino, dopo aver intitolato una via deserta vicino ad una stazione ad una vittima di femminicidio avvenuto ad una stazione metro in un luogo deserto? Rimossa l’idea di cambiare una intitolazione storica, una targa dedicata a Noemi è stata apposta sul luogo dove è terminata la sua vita, sulla pista ciclabile che costeggia l’aeroporto Leonardo da Vinci.
In seguito a questo evento, Toponomastica femminile ha pensato di aggiornare il censimento di Fiumicino, per vedere se fosse cambiato qualcosa dal 2012. I risultati non sono positivi, ma i numeri dicono poco se non sono inseriti in un contesto, cosa che cercherò di fare in questa pagina. 
I dati forniti dall’ufficio elettorale del comune, aggiornati al 30 luglio del 2019, ci dicono che: su 1084 aree (via, vicolo, piazza, largo, ecc.) ci sono 1070 odonimi, di cui 13 ripetuti e uno di cui è in sospeso l’intitolazione. Sui 1084 totali, 467 sono intitolati a uomini e 7 a donne, con una percentuale dell’1,51%.
Dal calcolo, come previsto dalla struttura e dai criteri dei censimenti di Toponomastica femminile, sono stati tolti i nomi cumulativi neutri, come “via dei Tipografi” perché sottintende la possibilità che vi siano comprese anche le tipografe, e “largo Vittime della strage dell’aeroporto di Fiumicino” evento che ha colpito 30 persone, ma sono rimasti i cumulativi maschili, come i 13 aviatori caduti a Kindu e i fratelli Wright.                              

Nella distribuzione dei nomi su un territorio così ampio, va tenuto presente il collegamento alla storia di ogni località e delle comunità che hanno contrassegnato la loro nascita.
Ad Aranova le donne sono presenti al 4,55%. Il nucleo più antico dell’abitato è caratterizzato da nomi di località della Sardegna, mentre una nuova zona di espansione, dove arrivano nuovi abitanti “espulsi” da Roma, è stata dedicata agli attori italiani, così ad Anna Magnani, il solo nome femminile su un totale di 22 intestazioni a persone, è dedicata una rotatoria su cui convergono via Antonio de Curtis, via Vittorio De Sica e via Nino Manfredi. 

FOTO Magnani                                                                                   Come Aranova, anche Passoscuro è caratterizzata da una odonomastica che si richiama alla Sardegna, ma ha cambiato nome alla piazza del mercato dedicandola a Domenica Santarelli: imprenditrice, proprietaria della prima osteria del paese. Alcuni ritengono che sia la famosa “sora Menica” della canzone romana, ma i duelli a stornellate erano prerogativa dei rioni della capitale e pare difficile abbiano a che fare con una località della campagna romana. Domenica Santarelli fa di Passoscuro una rarità con il 33,33% di intestazioni femminili, in quanto unica donna in una toponomastica in cui sono presenti solo tre persone. Nella piazza del mercato si trovano un piccolo parco, la casa dell’acqua e i contenitori della raccolta abiti usati: il nome di una donna come Domenica ci sta proprio bene.                

FOTO. piazza Domenica Santarelli copia             Restando al nord del comune, nessuna donna a Castel Campanile, a Palidoro, a Testa di Lepre, a Tragliatella e a Torrimpietra.                                                                                   Arrivando in treno a Maccarese fa un po’ impressione il nome di Giovanna Reggiani, vittima di femminicidio il 20 ottobre 2007. Uccisa all’uscita di una fermata metropolitana in mezzo al nulla, il comune le ha dedicato una strada buia usata come parcheggio da chi prende il treno.

FOTO. Via Giovanna Reggiani

Per fortuna all’altro capo della strada, all’incrocio con via di Castel San Giorgio, ci sono un piccolo parco e il museo del Saxofono. Le intitolazioni a persone nella zona di Maccarese sono 9, comprendenti un collettivo neutro e 6 nomi maschili; con il nome di Giovanna Reggiani, la ex tenuta agricola raggiunge il 14,29% di presenze femminili. Non si possono considerare nomi di persone: viale Maria, contrazione di viale della Marina, e via della Veneziana, di cui non è chiara la provenienza e potrebbe riferirsi non ad una persona, ma ad una tenuta, come via della Cornacchiara o via della Muratella.                    

Tra via Portuense e via della Muratella, al confine con Roma, sorgono i nuovi quartieri di Le Vignole, Pleiadi e Parco Leonardo. Nessun nome femminile tra questi, anche se Parco Leonardo è il solo dove siano presenti nomi di persone ma, tra Botticelli, Vignola, Brunelleschi, ecc., non trovano posto le artiste a loro contemporanee. Va notato che il nome del complesso appartamenti/centro commerciale non è riferito a Leonardo da Vinci, come molti credono a causa del confinante aeroporto, bensì al gruppo immobiliare Leonardo Caltagirone.
Caso più unico che raro, a Fregene il 100% delle strade intestate a persone sono femminili. In un paese dove esistono solo nomi di altre località marittime, Bruna Pierlorenzi Ceotto, ostetrica di Fregene, è l’unica persona a cui sia dedicata una strada. Anzi: il tratto finale di via Cervia, dove non ci sono abitazioni. Perfino la signora che ha lì il suo banco della frutta pensa si tratti ancora di via Cervia, perché l’unica targa si trova al termine della strada. Ed essendo a senso unico, non la vede nessuno. 

FOTO. Via Bruna Pierlorenzi Ceotto

Il nucleo più antico di Focene è caratterizzato da nomi di animali marini, ma la zona di espansione più a nord è dedicata a musicisti: anche qui, come a Parco Leonardo, nessuna donna tra loro. L’unico nome femminile, a cui Focene deve il raggiungimento del 4%, è quello di una traversa di via delle Idrovore che collega Focene a Maccarese. Viale di Santa Ninfa deve il nome all’antica chiesa di campagna di cui rimangono le rovine. Probabilmente in origine era molto più lungo e costeggiava il bacino di Traiano arrivando alla via Portuense, perché oggi comincia da un canale della bonifica e finisce contro la recinzione dell’aeroporto.                                                            

FOTO. Viale di Santa Ninfa            Anche per Fiumicino una sola presenza femminile; insieme al nucleo settecentesco che ha dato il nome a tutto il comune, nella base dati elettorali comunali è compresa tutta l’area intorno all’aeroporto Leonardo da Vinci e, con un totale di 68 intestazioni a persone, raggiunge l’1,43% con via di Santa Maria della Salute, riferito alla Madonna che titola la chiesa di fianco. Una strada breve tra due fabbricati del Valadier. La zona toponomastica nuova, tra il nuovo palazzo comunale e il villaggio operaio di inizio Novecento, è dedicata a uomini politici: uomini, appunto, perché nemmeno la Presidente della Camera e partigiana Nilde Iotti vi ha trovato posto.
Siamo arrivati alla parte sud del comune, dove risiede circa il 40% della popolazione totale: Isola Sacra è caratterizzata dalla presenza di nomi di località della Grande guerra e di aviatori e marinai che hanno combattuto non solo le due guerre mondiali, ma anche quelle coloniali. Tra il 2010 e il 2011 è stata avviata una campagna di intitolazioni, che ha inserito nel tessuto urbano nomi di coloni e bonificatori dell’Isola Sacra. Qui si trova l’unico nome femminile, una colona, aggiunto dopo il 2012: via Maddalena Compagnone, sola tra 259 nomi maschili, porta Isola Sacra allo 0,38%.                                 

Considerando la minima presenza del femminile nella odonomastica di Fiumicino, esistono molte aree in cui un’amministrazione comunale accorta e sensibile potrebbe intervenire per riequilibrare la nomenclatura: località in espansione, strade senza abitanti e, magari, utilizzando anche l’abolizione di intestazioni a personaggi che di eroico hanno avuto solo il plauso di governi colonialisti.

 

Articolo di Rosalba Mengoni

Rosalba Mengoni 400x400

Laureata in scienze storiche, si è occupata della diffusione della conoscenza del patrimonio culturale del territorio di Fiumicino, soprattutto nelle scuole e della sua accessibilità alle persone disabili. Collaboratrice tecnica all’ISEM – Istituto di storia dell’Europa Mediterranea del CNR, è nel comitato di redazione di RiME – Rivista Mediterranea, gestisce Isemblog e cura il periodico Bibliografia Mediterranea sullo stesso blog.

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