Una scienziata tra le strade di Venezia: Marie Skłodowska Curie

Le aree di circolazione di Venezia hanno la particolarità che le vie si chiamano calli, le piazze campi, il canale rio e i loro nomi non sono contenuti in targhe di metallo su pali piantati a terra, né in lastre di pietra come siamo abituate a incontrare, ma sono scritti in un nizioleto, un rettangolo bordato di nero su fondo bianco che richiama l’immagine di un fazzoletto aperto contenente il nome scritto in caratteri neri in veneziano.
Quest’ultima caratteristica ha scatenato, alcuni anni fa e non ancora terminata, una vivace discussione sociale che ha varcato i confini veneti per i tentativi di italianizzare i caratteristici nomi identificativi dei luoghi che l’amministrazione ha tentato di approntare. 
Nonostante l’impegno per mantenere l’identità toponomastica veneziana può succedere, a volte, che il nizioleto sparisca sotto la ritinteggiatura dell’edificio. A caccia di intitolazioni femminili per le isole di Venezia, ci siamo accorte che a Murano è così sparito sotto un manto di colore giallo il nizioleto di Fondamenta Lucia Tiepolo e a Burano è stato coperto Calle Belladonna sotto una coltre di rosso veneziano, invisibilità prontamente comunicate all’Amministrazione.
Se le intitolazioni a persone nei centri storici si riferiscono a nomi di famiglie illustri presenti nella città, ricordando l’importanza del gruppo familiare e non della singola persona, man mano che la città si estende verso la terraferma compaiono, perché più recenti, intitolazioni a singole persone.
Venezia è isola e città metropolitana, si sviluppa nell’entroterra con Mestre, città satellite che ciclicamente esprime il desiderio di indipendenza dall’isola capoluogo ma che i risultati dei quattro referendum finora svolti dagli anni Settanta raccontano la volontà di rimanere insieme. Anche qui il dibattito continua, e il prossimo appuntamento referendario per votare la proposta di costituzione di due comuni autonomi è fissato per il prossimo primo dicembre 2019. Vedremo se questa volta va!
Venezia ha una presenza di intitolazioni femminili del 5,8%, almeno fino a poco tempo fa poiché tante voci si sono alzate e molte azioni si sono svolte affinché questa esigua presenza aumentasse. Così nel corso di quest’anno non ancora terminato, il comune di Venezia ha intitolato nove nuove aree di circolazione a figure femminili di rilievo tra cui Maria Boscola, campionessa del remo nella Venezia del Settecento, Lyde Posti Cuneo, fondatrice della sezione provinciale dell’Aism, Ondina Valla, Marisa Bellisario, Edith Stein, Chiara Silvia Lubich nella municipalità dell’entroterra.
Tra le intitolazioni toponomastiche femminili presenti nel territorio metropolitano di Venezia c’era una categoria di donne completamente assente: le scienziate.
Per colmare questa lacuna e per portare l’attenzione su di un recente organismo di parità collegato alle chimiche e alle fisiche, è stata promossa dalla Commissione Pari Opportunità dei Chimici e dei Fisici del Veneto, un gruppo di lavoro che fa capo a tutti gli Ordini territoriali Professionali dei Chimici e dei Fisici della Regione, la proposta di dedicare una rotatoria a Marie Skłodowska Curie.
Questa Commissione nasce per favorire e promuovere condizioni di uguaglianza sostanziale tra donne e uomini che svolgono, in qualsiasi forma, la professione di Chimica/o e di Fisica/o perseguendo, inoltre, gli obiettivi volti alla valorizzazione e al potenziamento della soggettività femminile, al monitoraggio dei poteri e delle responsabilità assegnati alle donne, allo scambio di buone pratiche fra chi rappresenta le realtà professionali, culturali, associative, politiche e del mondo del lavoro. 
In quest’ottica, con il seminario organizzato a marzo 2018 dal titolo: “Una donna e una scienziata degna di nota nella toponomastica della nostra città” inserito tra gli eventi che ogni anno il comune di Venezia dedica alle donne, con la presenza di Toponomastica femminile, la Commissione chiese l’intitolazione di un’area di circolazione a Marie, una collega per le chimiche e le fisiche, che sosteneva che della vita «Non bisogna temere nulla. Bisogna solo capire».
E in questo inesauribile desiderio di comprendere, Marie fu la prima e l’unica a vincere due premi Nobel in due discipline diverse, per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911, fu tra coloro che nei primi anni del Novecento rivoluzionarono la fisica, aprendo la strada alla fisica quantistica che descrive il comportamento singolare della materia nel mondo dell’infinitamente piccolo.
Skłodowska è una figura particolare, sia come donna sia come scienziata e la si vuole qui ricordare con le parole della figlia Eve, scrittrice e musicista, riportando un brano dell’Introduzione alla biografia a lei dedicata dal titolo Vita della signora Curie: «C’è nella vita di Marie Curie una tale quantità di grandi fatti che si sarebbe tentati di raccontar la sua storia come una leggenda. Marie Curie è una donna, appartiene a una nazione oppressa, è povera, è bella. Una vocazione potente la costringe a lasciare la sua patria, la Polonia, per recarsi a studiare a Parigi, dove vive lunghi anni di solitudine e difficoltà. Poi, essa incontra un uomo che è un genio, come lei, e lo sposa. La loro felicità è d’una qualità unica. E questi due esseri, attraverso uno sforzo accanito e arido insieme, riescono a scoprire un corpo magico, il radio. La loro scoperta non solo dà origine a una nuova scienza e a una nuova filosofia, ma offre agli uomini di guarire una malattia terribile. Nel momento preciso in cui la gloria dei due scienziati si diffonde per il mondo, il lutto si abbatte su Marie. La morte le toglie il meraviglioso compagno in un attimo. Nonostante la disperazione del suo cuore e i mali fisici, essa continua da sola l’opera intrapresa, e dà uno splendido sviluppo alla scienza creata in collaborazione con il marito. Il resto della sua vita non è che un dono continuo. Essa dà ai feriti di guerra la propria devozione e la propria salute. Più tardi darà i propri consigli, il proprio sapere e tutte le sue ore ai suoi allievi, futuri scienziati accorsi da tutte le parti del mondo. Compiuta la sua missione essa muore, spossata dopo aver respinto la ricchezza e subito gli onori con indifferenza».
Albert Einstein di lei diceva «La signora Curie è, fra tutte le persone celebri, la sola che la gloria non abbia corrotto».
Con grande soddisfazione della Commissione la proposta è stata accolta dall’Amministrazione comunale di Venezia e il 27 settembre di quest’anno si è inaugurata una rotatoria a lei dedicata.

FOTO 1.Venezia_27_9_19_Doriana Visentin

L’intitolazione, come ricordato sopra, fa parte di un progetto più ampio promosso dal comune di Venezia che ha deciso di rendere omaggio a nove donne che hanno lasciato un segno nella storia per essere un esempio e un punto di riferimento per bambine e bambini e per l’intera cittadinanza. Tale rotatoria insiste su una via da poco dedicata a un’altra importante figura femminile: Tina Anselmi, prima Ministra della Repubblica Italiana, vicina all’Istituto Stefanini con il quale l’iniziativa è stata portata avanti.
La rotatoria è stata inaugurata nello stesso giorno di quella dedicata a Norma Cossetto, giovane studentessa dell’Università di Padova uccisa a Istria durante la Seconda guerra mondiale.
Presenti alla doppia cerimonia, tra le altre la Vicesindaca Luciana Colle, le assessore Paola Mar, Elena Donazzan e Renato Boraso, la Presidente della Cpo dell’Ordine dei Chimici e dei Fisici Doriana Visentin con le ragazze e i ragazzi delle classi quinte del Liceo Stefanini.
Riteniamo, quindi, che per dar lustro alla sua memoria e di tutte le professioniste della Chimica e della Fisica sia stato significativo inserire nella odonomastica della nostra città un luogo pubblico a lei dedicato, oltre che ricordare un modello per le nuove generazioni.

Scritto in collaborazione con la presidente dell’Ordine dei Chimici e dei Fisici del Veneto

 

Articolo di Nadia Cario

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Laureata in Governo delle Amministrazioni, è referente per il Veneto di Toponomastica femminile. È componente dell’Esecutivo delle associazioni culturali del Comune di Padova. Collabora con gli organismi di parità locali e regionali.

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