Gioca le tue carte per sconfiggere ogni violenza

La mia attività di editrice di libri per ragazze/i contro gli stereotipi di genere, per la prevenzione della violenza e ogni tipo di discriminazione, e il far parte di una associazione che si occupa proprio di questi temi, mi portano spesso ad incontri nelle scuole, insieme alle autrici con cui collaboro e insieme alle socie di Donne in Rete.
Ma ragazze e ragazzi sono stanchi di incontri cattedratici, di ramanzine sull’importanza del rispetto e della consapevolezza anche perché non tutti gli operatori e le operatrici che intervengono (esponenti delle forze dell’ordine, legali, psicologhe e psicologi, ecc.) si pongono il problema di come fare in modo che i/le giovani si sentano coinvolti/e. Molto spesso capita di vedere scolaresche annoiate nell’ascoltare discorsi pedanti, non tarati per quel tipo di pubblico, e quindi risultati di nessuna rilevanza, al di là dell’aver adempiuto al dovere di fare l’incontro per il 25 novembre! Invece è molto diverso quando si incontrano piccoli gruppi, non più di una classe, e si offrono degli spunti per discutere, senza impedire alcun tipo di affermazione. A volte si parte da dei video, altre semplicemente da parole chiave, e vengono fuori momenti di grande coinvolgimento in cui si inizia da un tema e ci si ritrova ad affrontarne anche molti altri, tra loro incredibilmente correlati.
Una delle difficoltà infatti, quando si viene invitati a questi incontri, è quella di dover scegliere un tema e ci si trova davanti a domande come: «Parliamo di violenza contro le donne o centriamo sul femminicidio?», «E se invece parlassimo di violenza che non si vede? O di bullismo? O magari potremmo parlare di stereotipi, o di linguaggio?».
Finché non mi sono resa conto che porsi queste domande è sbagliato perché, come giustamente viene fuori discutendo con ragazze e ragazzi, è tutto correlato: la violenza ha tante forme, dalla fisica alla psicologica, e il bullismo è a sua volta una violenza, fisica o verbale, che sia di stampo sessista o razzista, o omofobico o discriminante per motivi fisici o sociali. E alla violenza è collegata l’affettività, e quindi la sessualità e di conseguenza tutto ciò che riguarda la prevenzione  di gravidanze e malattie sessualmente trasmissibili (su cui l’ignoranza dei/delle giovani è enorme). Inoltre, possiamo trascurare ciò che moltiplica online violenze e discriminazioni? Cyberbullismo, cyberstalking, doxing, sexting, linguaggio d’odio? Assolutamente no. E le correlazioni aumentano sempre più. E dunque è nata l’idea di un kit di giochi che metta insieme tutto ciò, facendo in modo che sia chi gioca a cogliere le relazioni, a individuare le cause delle situazioni problematiche e i fattori che possono essere d’aiuto.

FOTO 1.

Dunque, con “Gioca le tue carte” parliamo di tutto ciò che sta intorno al “mondo” delle relazioni amicali e affettive. La scatola contiene diversi strumenti e diverse modalità di gioco, ma è anche aperta perché altre modalità di gioco potranno essere inventate da chi la utilizza. Oltre un cartellone con due facciate, la scatola contiene tre mazzi di carte, che hanno ispirato il titolo. Ognuno/a di noi ha delle carte, che la vita, la famiglia, il luogo di nascita, il contesto culturale e sociale in cui vive gli/le hanno destinato. C’è però chi ha avuto buone carte ma non sa giocarsele bene e chi invece, pur avendo carte difficili da giocare, riesce a farne buon uso. E dunque il gioco diventa una metafora della vita.

FOTO 2.

Come dicevo, le modalità di gioco sono molte e moltissimi sono gli stimoli che forniamo, sia attraverso l’opuscolo allegato sia attraverso gli approfondimenti tematici disponibili sul sito internet giocaletuecarte.it. Ad esempio su uno dei lati del cartellone, che rappresenta un percorso cittadino, le caselle, che sono funzionali allo svolgimento in positivo delle storie, rappresentano strade con nomi di donne importanti nell’ambito dei diritti femminili, del contrasto al razzismo e all’omofobia.
E poi c’è il gioco del domino, il gioco delle Opportunità e delle Negatività, e con bambini e bambine della primaria si potrà giocare con le carte Emozioni.
Le autrici del kit sono Lina Appiano, Donatella Caione, Tiziana Carella, Annamaria De Caro, Antonietta Di Leo, Palma Gasperi, Teresa Manna, Gemma Pacella, Anna Maria Petito, Maria Teresa Santelli, Luisa Staffieri. La bibliografia è di Angela Articoni. E quasi non ci sarebbe bisogno di dire che illustrazioni e progetto grafico sono di Anarkikka!

FOTO 3

Le associazioni partner che con il loro supporto hanno reso possibile questo progetto sono:
Centro antiviolenza RiscoprirSI… – Andria
CPO Ordine Forense – Foggia
Associazione Toponomastica femminile – Roma
CPO Ordine Forense – Ascoli Piceno
NON SEI SOLA Uscire dal Silenzio. Contro la Violenza – Biella
Il Vangelo della Vita Onlus – Foggia
Agedo – Associazione di Genitori parenti ed amici di Omosessuali
Osservatorio Giulia e Rossella Centro Antiviolenza Onlus i.s. – Barletta
SUD EST DONNE Associazione di promozione sociale – Conversano
Soroptimist International d’Italia – Club di Padova
Stati Generali delle Donne
Garante dei diritti del Minore per la Regione Puglia

Foto 4. scatola

 

Articolo di Donatella Caione

donatella_fotoprofiloEditrice, ama dare visibilità alle bambine, educare alle emozioni e all’identità; far conoscere la storia delle donne del passato e/o di culture diverse; contrastare gli stereotipi di genere e abituare all’uso del linguaggio sessuato. Svolge laboratori di educazione alla lettura nelle scuole, librerie, biblioteche. Si occupa inoltre di tematiche legate alla salute delle donne e alla prevenzione della violenza di genere.

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